Category: Sanità e Welfare

02 Ago
By: Claudia Silivestro 0

Pensione di cittadinanza: che cosa cambia

Gli over 67 riceveranno comunque il contributo sino alla fine dell’anno

La pensione di cittadinanza seguirà, con le nuove regole stabilite dal governo Meloni, un percorso diverso da quello del reddito di cittadinanza. Nessun timore per gli anziani beneficiari del contributo, almeno sino alla fine dell’anno: per i mesi che ci separano dal 31 dicembre 2023, a cambiare sono le condizioni per chi è considerato occupabile. In questo periodo, non vedranno cambiamenti i nuclei familiari che hanno al loro interno un minore o un disabile o un ultrasessantenne.

Le notizie apparse sui giornali in questi ultimi giorni riguardano alcune fasce di percettori di reddito di cittadinanza. La data in cui il rdc verrà tolto non sarà uguale per tutti: in alcuni – molti in realtà – casi sarà luglio, mentre per altri potrà essere anche agosto, settembre e così via.

La pensione di cittadinanza sarà assorbita dall’assegno di inclusione nel 2024

Pensione e reddito di cittadinanza, nella forma che è stata definita nel 2019, spariranno dal 2024. Nel caso delle famiglie composte da anziani oppure over 67 e disabili o non autosufficienti, lo strumento messo a disposizione dalla nuova norma è quello dell’Assegno di inclusione (Adi).

L’Assegno di inclusione sarà un’integrazione del reddito familiare fino a euro 6.000 annui, ovvero euro 7.560 annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Per approfondire:

https://www.pensionati.cisl.it/articolo-2804/pensione-di-cittadinanza-da-settembre-nuove-regole/

https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/ufficio-stampa/comunicati-stampa/dettaglio.comunicati-stampa.2023.07.disposizioni-transitorie-tra-il-reddito-di-cittadi_3309.html

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Ssn 45 anni 25 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Il Servizio sanitario nazionale a 45 anni dalla fondazione

L’indagine dell’ufficio valutazione e impatto del Senato, a confronto con i paesi esteri

Il Servizio sanitario nazionale è stato analizzato e confrontato con i sistemi di altri Paesi nello studio a cura dell’ufficio valutazione e impatto del Senato, annunciato alcune settimane fa. Dal titolo “Il Servizio sanitario nazionale compie 45 anni. Un check up del suo stato di salute, attraverso il confronto con altri sistemi sanitari”, l’indagine fa il punto sullo stato dell’arte della nostra sanità, a pochi mesi dall’anniversario della sua fondazione, con la legge n. 833 del 23 dicembre 1978.
Dal report emergono luci e ombre di un sistema efficace, dal punto di vista del modello – la sanità universale, gratuita e garantita a tutti, a prescindere da lavoro e condizioni di reddito – e ancora oggi importante per i risultati ottenuti su alcune prestazioni e cure mediche. Come osserva la stessa segreteria nazionale Fnp, infatti, sono buoni molti indicatori sulla qualità delle cure e i tassi di sopravvivenza della nostra popolazione.

Il Servizio sanitario nazionale, i posti letto e le lacune

Negativi, invece, sono molti altri aspetti che riguardano le risorse destinate alla sanità nel corso degli anni, il numero dei posti letto negli ospedali, i servizi per gli anziani e le malattie croniche. Il nostro Ssn spende, rispetto al Pil, appena il 7,1 per cento, meno del 7,8 per cento della Spagna, del 10,3 per cento della Francia e dell’11 per cento della Germania. La spesa sanitaria pro-capite è tra le più basse.
Quanto al numero di posti letto ospedalieri (3,19 per 1000 abitanti), il Servizio sanitario nazionale è al terzo posto dopo Germania (7,82 per mille abitanti) e Francia (5,73 per mille abitanti). Un punto critico è il numero di posti letto per long term care in strutture residenziali: l’Italia scende all’ultimo posto, facendo registrare appena 18,8 posti per 1000 abitanti di età, pari o superiore a 65 anni, contro 49,1 della Francia e 54,2 della Germania.

Per approfondire:

ALL2023-0282 SSN STATO DI SALUTE DOPO 45 ANNI Senato

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20 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Dimissioni protette: il foglio informativo Dica 32

Il pieghevole numero 5 a cura di Cisl Lombardia disponibile anche in formato digitale

“Dimissioni protette e continuità della presa in carico” è il titolo del quinto numero di “Dica 32”, il foglio informativo a cura di Cisl Lombardia. Disponibile in versione cartacea e in formato digitale, Dica 32 affronta ogni mese un tema relativo alla salute. Per luglio l’argomento scelto è quello delle dimissioni protette: il caso in cui il paziente lascia l’ospedale, in previsione di un diverso contesto di cura o di un rientro a casa, assistito da un servizio sul territorio.

L’opuscolo di Cisl Lombardia mira soprattutto a delineare che cosa dice la legge, in merito alla dimissione protetta, e che cosa il cittadino può esigere. Viene spiegato, tra l’altro, come è nata la formula della dimissione protetta e perché, in molti casi, risulta vantaggiosa per gli ospedali.

È importante ricordare che il paziente o i suoi familiari vengono informati dal personale di reparto della prossima dimissione dalla struttura sanitaria. Non tutti sanno, inoltre, che, stando alla normativa, è possibile opporsi alla dimissione, qualora non ci siano le reali condizioni per accudire il paziente a casa o per trovare una soluzione alternativa.

Leggi il numero 5 di Dica 32

n. 5 dica32_Dimissioni protette

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16 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Anziani fragili: l’indagine di Italia longeva sui malati vulnerabili

Alcuni dati dall’indagine 2023 sulla long term care

Gli anziani fragili, le persone con uno stato di salute vulnerabile per via di una perdita di riserva fisiologica, in alcuni organi e sistemi, sono in un aumento nel nostro Paese. I servizi studiati per assisterli, a casa o in strutture socio-residenziali, tendono a crescere, ma con numeri ancora piccoli rispetto al fabbisogno. Sono questi i due dati rilevanti che emergono dall’ultima indagine a cura di Italia Longeva, dal titolo “Trend di fragilità e long term-care in Italia”.
La ricerca è stata realizzata in collaborazione con la Società italiana di Medicina generale e delle cure primarie (Simg) e la Dg Programmazione del ministero della Salute. I curatori hanno potuto analizzare dati ministeriali e più di 8 milioni di cartelle cliniche di pazienti, in carico ai medici di medicina generale, tra il 2011 e il 2021.

Anziani fragili: qualcosa si muove

Ci sono elementi di novità nello sviluppo, moderato, dell’offerta delle Rsa e dei servizi di assistenza domiciliare. Al tempo stesso, l’indagine dà uno specchio fedele delle differenze regionali: con i servizi della long term care più sviluppati al Nord e un aumento di anziani fragili in diverse regioni del Meridione.

Lo studio, peraltro, non cita solo le case di riposo, ma menziona anche la semi-residenzialità: un’opzione intermedia che nel 2022 ha interessato solo il 2,18 per cento degli anziani e che, invece, potrebbe essere più sviluppata.

Insistere sull’analisi di problemi e soluzioni per affrontare il nodo degli anziani fragili è importante, si legge nella ricerca, perché

“per affrontare efficacemente la fragilità, è fondamentale un’identificazione precoce degli individui fragili all’interno della comunità. Questo passo critico favorisce l’implementazione di percorsi assistenziali personalizzati, concepiti per rispondere in modo adeguato alle esigenze specifiche di coloro che incidono, e incideranno sempre più, sulla sostenibilità del sistema di assistenza sanitaria”.

Per approfondire:

https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/aziende-e-regioni/2023-07-12/sono-11-milioni-over-50-fragilita-numero-destinato-crescere-bernabei-italia-longeva-invertire-traiettoria-o-ssn-non-reggera-123019.php?uuid=AF19eHC

Fragilita_Italia Longeva-2023

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28 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Il Piano nazionale della cronicità è fermo

Aggiornare il documento servirebbe a migliorare i servizi sanitari per 24 milioni di cittadini

Il Piano nazionale della cronicità non è ancora stato aggiornato. Una nuova programmazione c’è per il Pon, Piano nazionale oncologico 2023-2027 e per il Pmnr, Piano nazionale malattie rare 2023-2025, ma non per il documento che dovrebbe verificare e migliorare i servizi per chi soffre di malattie croniche. Si tratta di circa 24 milioni di cittadini, che soffrono di malattie diverse come il diabete, le cardiopatie, alcune malattie respiratorie e così via. Molti malati cronici, oltre la metà, hanno più di una patologia; 9 milioni soffrono di forme gravi; 8 milioni hanno un’età sotto i diciott’anni. Un fenomeno da non sottovalutare e che rientra, tra l’altro, nella missione 6 del Pnrr. È una nota della segreteria generale Fnp Cisl nazionale a ricordare quanto sia importante aggiornare il Piano nazionale della cronicità e dare risposte più puntuali a questa fascia di popolazione.

Piano nazionale della cronicità: servono più risorse

Un rinnovato Piano nazionale della cronicità, osserva la segreteria generale, dovrebbe essere prima di tutto finanziato e in secondo luogo bisognerebbe prevedere un monitoraggio e una verifica sui risultati. Un altro aspetto è la revisione dell’elenco delle malattie croniche aggiungendo, ad esempio, psoriasi, sclerosi multipla, cefalea cronica, poliposi nasale, apnee ostruttive del sonno.

Proprio la presenza del Pnrr potrebbe essere l’occasione per recuperare quanto, finora, è stato lacunoso anche su questo fronte, rinforzando le indicazioni sui Lea, livelli essenziali di assistenza, e potenziando la sanità territoriale anche per i cronici.

Fnp Cisl nazionale si unisce all’appello di Salutequità, associazione apartitica, perché venga aggiornato Il Piano nazionale della cronicità, prevedendo risorse dedicate, criteri trasparenti per la selezione delle patologie e impegno per superare le differenze dei servizi da regione a regione.

 

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22 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Sfide e problemi della sanità italiana sotto la lente

L’intervista su Conquiste del lavoro a Emilio Didonè, che ricorda: la crisi affonda le radici in errori passati

Le sfide e i problemi della sanità italiana si possono ancora risolvere, a patto di volerlo, con finanziamenti adeguati e con una programmazione più oculata del futuro. Dopo la nota stampa di ieri, mercoledì 21 giugno, Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl, torna sul delicato tema del Servizio sanitario nazionale con un’intervista pubblicata su Conquiste del Lavoro.

Nella sua riflessione, Didonè ricorda che i punti deboli della sanità affondano le loro radici in errori politici di decenni fa. L’esempio più eclatante è la carenza di personale sanitario: se mancano infermieri, se i territori fanno fatica a reclutare medici di base, è evidente che la programmazione delle professioni sanitarie è stata lacunosa. Sui medici di base, osserva Didonè, non si risolve il problema aumentando il numero degli assistiti.

Dice Didonè:

“Si tratta di programmazione del personale, di migliorare le strutture e renderle più tecnologiche e digitali; si tratta soprattutto di organizzazione del lavoro. (…) Deve essere chiaro a tutti che le modifiche non si possono fare in un giorno. Per formare un medico ci vogliono sette anni, per un infermiere ce ne vogliono 3 minimo, quindi tutta l’operazione deve partire oggi per avere risultati (…) “.

Il segretario generale Fnp valuta positivo l’incontro tra i sindacati e il ministro Schillaci del 21 giugno. A proposito di sanità e di autonomia delle regioni, Didonè sottolinea che va chiarito di chi sono le responsabilità, qual è il ruolo dello Stato, ma dice anche che occorre intervenire quando qualcosa non va nelle Regioni.

Leggi l’intervista integrale

pdf_5086_Conquiste del Lavoro 22.06.23

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20 giugno 2023 21 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Salute, welfare e contrattazione: cosa cambia con il Pnrr

Riflessioni nel corso della riunione del Dipartimento welfare e contrattazione della Fnp

Si è parlato di salute e welfare, alla luce degli sviluppi del Pnrr, nell’ultima riunione del Dipartimento welfare e contrattazione della Fnp, che si è svolta martedì 20 giugno, a Milano, in via Tadino. Insieme ai coordinatori di zona, ai segretari Luigi Maffezzoli e Gabriella Tonello, con l’aiuto di Pietro Cantoni, del Dipartimento welfare Fnp Cisl Lombardia e alla presenza di Sabria Sharif, componente di segreteria di Cisl Milano, la Federazione dei pensionati del milanese si è interrogata sullo stato delle riforme dei servizi sociosanitari in Lombardia.

Il quadro generale è stato presentato da Pietro Cantoni, che ha illustrato le scadenze del Pnrr e la situazione attuale, a cominciare dai numeri delle Case di comunità in Lombardia. I dati ad ogni disponibili sono contrastanti: il 4 giugno Agenas ha rilevato solo 38 strutture sul territorio lombardo, mentre la Regione, già il 30 aprile, ne dichiarava aperte 105 e Istituto Mario Negri, il 25 marzo, ne contava 85. Le Case di comunità previste e pianificate con le risorse del Pnrr sono, in Lombardia, 187. Regione ha dichiarato di volere aumentare il numero fino a 216, finanziando le altre strutture con risorse proprie.

Salute, welfare e contrattazione e il ruolo del sindacato

La Fnp, insieme alle altre sigle dei sindacati dei pensionati e ai sindacati confederali, continua il confronto con la Regione sui temi della salute. I problemi da affrontare sono molti: le liste d’attesa, gli ospedali e le case di comunità, il personale sanitario. Tante le questioni emerse dalle esperienze dei coordinatori di zona della Fnp. Sotto osservazione non ci sono solo le case di comunità; carenze si lamentano anche per quanto riguarda gli ospedali per acuti, non bene distribuiti sui territori. Il nodo dei medici di base e il crescere di servizi privati restano problemi aperti.

Sui temi di salute, welfare e sul ruolo che può svolgere il sindacato in sede di contrattazione con gli enti locali, sono in fase di studio momenti di formazione a cura della Fnp Milano.

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Luigi Sbarra 21 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Cgil Cisl e Uil hanno incontrato il ministro Schillaci

Sbarra: confronto importante e positivo. Serve un impegno forte sulle risorse per il sistema salute

Cgil Cisl e Uil, Ugl e Confsal hanno incontrato Orazio Schillaci, ministro della Salute, martedì 20 giugno. Il confronto è stato valutato da Luigi Sbarra come “importante e positivo”, apprezzabile sotto il profilo della ripresa del dialogo sociale e quanto ai contenuti. L’agenzia di stampa Dire menziona le richieste della Cisl al ministro: una forte accelerazione degli investimenti collegati al Pnrr, che hanno il valore di più di 20 miliardi di euro e che vanno impegnati, per il sindacato, allo scopo di rilanciare il sistema sanitario pubblico, sia per la parta ospedaliera sia per la medicina territoriale.

Il comunicato stampa Cisl ricorda che il sindacato ha messo l’accento anche sull’abbattimento delle liste di attesa, l’efficientamento e il consolidamento dei servizi domiciliari e socio-sanitari rivolti ai cittadini, in particolare agli anziani e alle fasce fragili.

Ha detto Sbarra:

“Si deve partire dalla consapevolezza che qualità della salute e qualità della cura sono strettamente connesse alla valorizzazione di chi lavora negli ospedali e nelle strutture di prossimità, e dunque alla necessità di sbloccare le assunzioni e stabilizzare il precariato. Per questo è indispensabile elevare il Fondo Sanitario Nazionale ma anche puntare decisamente sulle relazioni industriali, assicurando il rinnovo dei contratti sanitari pubblici e privati, tema su cui il ministro si è impegnato ad aprire uno specifico spazio di confronto. È vergognoso rilevare come in alcuni segmenti, come le Rsa, i contratti siano fermi da 12 anni”.

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19 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Guida alle esenzioni dei ticket sanitari

Il numero di giugno dell’opuscolo Dica 32

Le esenzioni dei ticket sanitari sono il tema del numero di giugno di “Dica 32”, l’opuscolo informativo sui temi sanitari a cura di Cisl Lombardia. “Dica 32” è uscito questo mese nel formato di due pieghevoli: consultabili in pdf ma anche disponibili in versione cartacea, contengono i requisiti in vigore nella Regione per le esenzioni, con i codici relativi e le tipologie di esenzione previste. Il primo opuscolo ricorda in particolare le esenzioni dei ticket sanitari per reddito.

Tra le novità da ricordare, c’è un caso di esenzione dal codice E02 per la specialistica ambulatoriale: dal 6 febbraio scorso vale per i residenti disoccupati che ne facciano richiesta e che rientrino nelle condizioni di reddito, indipendentemente dall’esistenza o meno di un pregresso rapporto di lavoro.

Il secondo opuscolo dà dettagli sulle esenzioni per malattia cronica, per malattia rara, per le donne in stato di gravidanza. Sono poi illustrati i casi di contenzioso, nel caso di ticket non pagati. La legge regionale 33 del 28 dicembre 2022 stabilisce tempi e modalità per mettersi in regola. Le scadenze cambiano se il cittadino ha ricevuto un verbale di accertamento o un’ordinanza-ingiunzione.

Consulta il numero di giugno di “Dica 32”

n. 3 dica32_Esenzioni parte1

n. 4 dica32_Esenzioni parte 2

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19 Giu
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Dica 32: gli opuscoli informativi di Cisl Lombardia

Un pieghevole di 4 pagine su temi legati alla salute

“Dica 32” è il pieghevole a cura di Cisl Lombardia che ogni mese sceglie un argomento legato alla salute, affrontando dettagli legislativi e consigli pratici. Il nome dell’opuscolo richiama l’articolo 32 della Costituzione italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti (…).

In pdf, ma disponibile anche in formato cartaceo, “Dica 32” sceglie, in merito a un argomento legato alla salute e ai servizi sanitari, dapprima una definizione dell’aspetto normativo, utile per far capire a chi legge quali sono i suoi diritti e dove siano, eventualmente, disattesi.

L’opuscolo può, inoltre, riportare consigli o indicazioni pratiche per sapere come comportarsi in circostanze particolari.

Il numero 1, pubblicato ad aprile 2023, era dedicato alle liste di attesa.

Il numero 2, disponibile dal mese di maggio, trattava la scelta del medico di base, cosa fare quando il proprio medico cessa l’attività, come muoversi quando si ha un bisogno urgente e il proprio medico non è reperibile.

Consulta i numeri 1 e 2 dell’opuscolo Dica 32

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