Category: Sanità e Welfare

02 Ott
By: Claudia Silivestro 0

Vaccino anti-influenzale e anti Covid in Lombardia dal primo ottobre

Iniziata la campagna per pazienti fragili, operatori, ospiti di Rsa

Per vaccino anti-influenzale e vaccino anti-Covid dal primo ottobre è iniziata la campagna di somministrazione in Lombardia. La Regione ha previsto alcuni vax day – il primo si è svolto domenica primo – e due portali web per la prenotazione:

https://vaccinazioneantinfluenzale.regione.lombardia.it/

https://prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it/

Dal 2 ottobre possono vaccinarsi operatori sanitari, pazienti di ospedali e ospiti di Rsa; dal 16 ottobre tutti gli appartenenti alle categorie per cui la vaccinazione è raccomandata. Vaccino anti-Covid e vaccino anti-influenzale seguono due percorsi paralleli: a volte si incrociano, perché i due vaccini si possono somministrare insieme, ma le fasce di cittadini a cui è raccomandata non coincidono esattamente.

Per il vaccino contro l’influenza stagionale il vaccino si raccomanda a

persone a rischio per patologia, familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze, donne in gravidanza, operatori sanitari inclusi dentisti, farmacisti, veterinari, infermieri ed altri, gli over 60 anni, i bambini da 6 mesi a 14 anni; forze dell’ordine, polizia locale, vigili del fuoco, insegnanti e personale scolastico.

Per il vaccino contro le ultime varianti del Covid – si tratta di una recente formulazione – i primi destinatari sono:

bambini da 5 a 11 anni, le persone da 12 a 59 anni per categoria di rischio per stato di salute o professione (forze dell’ordine, polizia locale, vigili del fuoco, insegnanti, personale scolastico…), gli over 60.

Il vaccino contro l’influenza si prenota dal 9 ottobre anche presso medici e pediatri, dal 16 ottobre presso le farmacie e dal 23 ottobre presso le Case di comunità.

Secondo quanto annunciato dalla Regione il 25 settembre, contro l’influenza sarebbero presenti almeno 1 milione e 200 mila dosi, mentre contro il Covid le dosi previste sono 800 mila.

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21 Set
By: Claudia Silivestro 0

Salute mentale in Lombardia: il foglio informativo Cisl

Il numero 6 dell’opuscolo “Dica 32” dedicato alle norme e ai servizi di assistenza in psicologia e psichiatria

La salute mentale in Lombardia è il tema del sesto numero di Dica 32. Il periodico a cura di Cisl Lombardia si concentra sugli aspetti normativi e sui servizi disponibili nella regione per quanto riguarda la cura del malessere psicologico e delle patologie mentali. La premessa è il dato di Società italiana di psichiatria secondo cui, in Lombardia, dal 20 al 30 per cento della popolazione soffre, ogni anno, di una condizione clinica rilevante riconducibile alla patologia mentale. Secondo una stima basata sui dati di Ats Milano e Agenas, di fronte a questo bisogno di salute mancano all’appello 300 psichiatri e 2000 tra infermieri, psicologi, educatori e assistenti sociali.

Salute mentale in Lombardia: i servizi

Mancanza di personale, ritardi diagnostici, servizi che non riescono a coprire i bisogni locali sono, anche per la salute mentale, una condizione diffusa.
Dica 32 prosegue l’analisi spiegando come sono organizzati i servizi, a cominciare dal Cps, Centro psico-sociale, che è la struttura di primo accesso per la valutazione, la presa in carico e il coordinamento dei programmi di cura. Vengono menzionate poi le Unità operative di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, collocati all’interno degli ospedali, le unità operative di psichiatria, i servizi per le dipendenze, le unità di psicologia, le strutture residenziali terapeutiche.

Consulta il numero 6 di Dica 32 sulla salute mentale in Lombardia:

nr.6_dica32_Salute mentale

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20 Set
By: Claudia Silivestro 0

Non autosufficienza: destinare fondi nella legge di bilancio

È la richiesta della rete di associazioni strette attorno al Patto, di cui fa parte anche la Fnp

Il Patto per il nuovo welfare sulla non autosufficienza chiede al governo di stanziare, nella prossima legge di bilancio, 1 miliardo e 306 milioni di euro. La rete di associazioni e realtà del settore, compresi i sindacati dei pensionati, ha già anticipato la proposta a Maria Teresa Bellucci, viceministro al Welfare, con la quale, rimarca il comunicato stampa, il Patto si confronta positivamente da tempo. La legge sulla non autosufficienza è stata approvata in marzo e per il prossimo anno si attendono i decreti attuativi. L’idea de il Patto è di utilizzare subito la legge di bilancio per iniziare a realizzare alcuni obiettivi, con un finanziamento che il Patto considera sostenibile per le casse dello Stato: 835 milioni destinati alla sanità e 471 milioni per l’aspetto sociale.

Si legge nel comunicato:

“Non si può continuare a stare fermi. È necessario agire senza indugi per iniziare a dare sollievo alle loro pressanti necessità. Allo stesso tempo, la proposta serve a costruire il futuro: individua i primi passi del percorso pluriennale necessario per tradurre la riforma in pratica, che incontrerà certamente notevoli, spesso inattese, difficoltà”.

La proposta per il 2024 comprende un servizio di assistenza domiciliare per gli anziani non autosufficienti; l’incremento delle ore quotidiane che i professionisti della cura dedicano agli anziani nelle Rsa; il rafforzamento dei contributi monetari statali.

Leggi la proposta in versione integrale qui

https://www.pattononautosufficienza.it/wp-content/uploads/2023/09/Proposte-Legge-di-Bilancio-24-Patto-13.09.23-DEF.pdf

 

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12 Set
By: Claudia Silivestro 0

Piano nazionale di prevenzione vaccinale: gli obiettivi

Non ci sono solo influenza e Covid tra i vaccini consigliati per gli anziani. Importanti anche quelli contro Pneumococco e Herpes-Zoster

Il piano nazionale di prevenzione nazionale è stato approvato dalla conferenza Stato-regioni il 2 agosto. Dal mese di ottobre dovrebbe partire la prima programmazione della campagna vaccinale, a cominciare da quella contro influenza stagionale e Covid. HappyAgeing, Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, della quale fa parte la Fnp, si è espressa con favore all’annuncio del piano, che stabilisce obiettivi di copertura e ricorda alcune priorità. Per gli anziani, in particolare, i desiderata del piano nazionale di prevenzione nazionale sono:

• Herpes Zoster, copertura uguale o superiore al 50% degli over 65
• Pneumococco, copertura uguale o superiore al 75% degli over 65
• Influenza, copertura uguale o superiore al 75% degli over 65.

Piano nazionale di prevenzione vaccinale

Il piano stabilisce, tra l’altro, la gratuità dei vaccini raccomandati anche in caso di adesione ritardata da parte dei cittadini. Come osserva HappyAgeing, un’ultima circolare del ministero della Salute individua nei vaccini cosiddetti “potenziati”, con il loro ulteriore sostegno al sistema immunitario, la formula migliore per gli anziani.
L’auspicio, per il futuro, sta nel fatto che le Regioni possano tenere conto di queste indicazioni quando si occupano delle forniture, in modo da procurarsi i vaccini adatti alle fasce di età da raggiungere.

Si parlerà di campagna vaccinale, ma anche di prevenzione e salute nel corso degli “Stati Generali sull’invecchiamento attivo”, previsti a Roma, il 3 ottobre. L’evento è organizzato da Happy Ageing insieme a Fnp Cisl, Spi Cgil, Uilp Uil e alle società scientifiche.

Per approfondire:

https://www.salute.gov.it/portale/vaccinazioni/dettaglioContenutiVaccinazioni.jsp?lingua=italiano&id=4828&area=vaccinazioni&menu=vuoto

Influenza, Conversano (HappyAgeing): “circolare ministero salute individua vaccini più indicati in base a fasce di età, un’indicazione preziosa: per over 65 vaccini ‘potenziati’”

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FFP2 04 Set
By: Claudia Silivestro 0

Covid in Lombardia: mantenere alta l’attenzione per i pazienti fragili

La circolare della Regione con le ultime regole. Tampone e mascherina restano obbligatori in alcuni reparti

Le nuove regole per gestire il Covid in Lombardia, nelle strutture sanitarie, nelle Rsa e nell’accesso al Pronto Soccorso sono state stabilite da una circolare, firmata dal direttore generale Giovanni Pavesi, il primo settembre. Il documento viene dopo le direttive del ministero della Salute, che dà indicazioni per fasce circoscritte di popolazione e libera dall’obbligo di isolamento i cittadini positivi.
La linea generale, nazionale e regionale, sembra essere quella di proteggere, in modo particolare, le persone considerate più vulnerabili di fronte all’infezione.

In Lombardia tampone e mascherina sono obbligatori nei reparti dove sono ricoverati pazienti immunodepressi (in particolare ematologia, oncologia, patologie della gravidanza, trapianti, terapia intensiva). Per gli accessi al Pronto soccorso, la circolare dà indicazioni sul tampone per “tutti i pazienti con sindromi respiratorie e sintomatologia febbrile non altrimenti spiegabili”.

Covid in Lombardia: che cosa succede da settembre 2023

Il tampone è obbligatorio – nella forma di un test antigenico – quando un paziente deve essere trasferito in una Rsa. Le raccomandazioni di prudenza restano valide per tutti e la mascherina non deve diventare un ricordo: è obbligatoria, comunque, per “utenti e ai visitatori delle strutture sanitarie all’interno dei reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi, specialmente se ad alta intensità di cura”.

La circolare definisce le regole per chi presta assistenza, anche oltre l’orario di visita, ai pazienti ricoverati negli ospedali o nelle case di riposo se minorenni, donne con gravidanze difficili, persone in fine vita. Per i caregiver valgono le indicazioni del tampone, di una frequente igiene delle mani e della mascherina FFP2.

La circolare ricorda anche:

“(…) i cittadini positivi al Covid non devono assolutamente entrare in contatto con i pazienti fragili e frequentare gli ospedali. Inoltre nelle strutture ospedaliere e nelle Udo sociosanitarie è necessario garantire l’isolamento per eventuali pazienti positivi a SARS-CoV-2”.

Per approfondire:

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2023/09/01/covid-bertolaso-in-ospedale-e-rsa-raccomandiamo-la-mascherina_e6106db8-c0ba-4606-bc43-8d0caf82cbfa.html

https://www.milanotoday.it/attualita/coronavirus/circolare-covid-ospedali-rsa-2023.html 

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31 Ago
By: Claudia Silivestro 0

Rapporto “Il termometro della salute”: i punti deboli del sistema italiano

Secondo lo studio divulgato in luglio, c’è un problema di risorse finanziarie e di personale

“Il Termometro della Salute. 2° Rapporto sul sistema sanitario italiano” dà un’ulteriore conferma dei punti deboli del nostro Paese. Lo studio, a cura di Eurispes ed Enpam, Ente nazionale di previdenza e assistenza medici, è stato divulgato in luglio e presenta un’analisi del periodo del Covid-19, ma anche stime previsionali sul futuro.

Un primo tema è la riduzione delle risorse finanziarie dedicate alla salute: una tendenza che si sperava conclusa dopo la pandemia, ma non va meglio con l’ultima Legge di stabilità, che riporta la quota del Pil riservata al Ssn intorno al minimo storico del 6%.
Preoccupa, inoltre, la carenza del personale medico e sanitario che è già un problema nelle strutture attuali e che, in una prospettiva di medio e lungo termine, potrà aggravarsi.

Si legge nel rapporto:

“Medici, infermieri e altre figure professionali di supporto al Ssn, in questi anni hanno subìto, proprio a causa dei meccanismi di definanziamento, una sensibile riduzione. Il mancato turn-over e il reiterato blocco delle assunzioni hanno prodotto anche sacche di precariato inconciliabili con la continuità assistenziale. Ma prima di tutto ha generato il forte invecchiamento del capitale umano sfociato in un alto numero di pensionamenti. Questo fenomeno, che già ha eroso il numero dei professionisti, è destinato a esplodere nei prossimi anni e investe anche l’area della sanità privata. La programmazione della formazione di nuovi medici e nuovi infermieri è ancora fortemente insufficiente”.

Alcuni numeri: secondo Agenas, nel triennio 2019-2021 si sono “persi” in Italia 2.178 medici di medicina generale e 386 pediatri di libera scelta. Dato che ogni medico di base assiste una media di cittadini superiore ai 1.000 e che i medici più anziani spesso sfiorano il massimale di 1.500 assistiti, circa 3.000.000 di cittadini sono rimasti senza medico di base.

Un’ipotesi previsionale annuncia che, dal 2022 al 2027, il Sistema sanitario nazionale perderà 29.331 medici dipendenti, 11.865 medici di base e 21.050 infermieri.

Per approfondire:

https://www.pensionati.cisl.it/articolo-2801/il-termometro-della-salute-nei-prossimi-10-anni-si-verifichera-una-grave-carenza-di-personale-sanitario/

https://eurispes.eu/wp-content/uploads/2023/06/sintesi-eurispes_enpam-rapporto-sanita.pdf

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30 Ago
By: Claudia Silivestro 0

Il sistema sanitario nazionale: i dati del Ministero

I numeri del personale relativi al 2021 nel rapporto ministeriale

Il sistema sanitario nazionale e i numeri relativi al personale sono il tema della monografia pubblicata dal ministero della Salute pochi giorni fa. I dati sono relativi al 2021 e comprendono il personale dipendente tra cui ospedali e ospedali universitari, istituti di ricovero a gestione diretta, strutture pubbliche ed equiparate. Il numero di persone che lavorano nel Ssn, con mansioni sanitarie e amministrative, è di 617.246 dipendenti. C’è un calo rispetto al 2020, di 220 persone, definito in percentuale dello 0,03 per cento.
557.162 persone lavorano nelle strutture di ricovero pubbliche ed equiparate; nel 2020 erano 552.965.

A livello nazionale, gli impiegati con profilo infermieristico rappresentano il 59,2 per cento, rispetto al totale dei ruoli sanitari; i medici e gli odontoiatri sono il 22,9 per cento mentre il 17,9 per cento è rappresentato da altre figure professionali, come i tecnici sanitari, il personale per la riabilitazione, gli incaricati di vigilanza e ispezione.

Per quanto riguarda la Lombardia, la tabella ministeriale comprende 62.531 dipendenti: 13.407 sono medici e odontoiatri, 32.284 fanno parte del personale infermieristico; 4781 sono tecnici sanitari e 3066 sono deputati alla riabilitazione. Vi sono poi gli impiegati amministrativi.

Per consultare nel dettaglio il rapporto:

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3348_allegato.pdf

https://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2023-08-28/personale-ssn-ministero-salute-identikit-2021-175319.php?uuid=AFYPg6f&cmpid=nlqf

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Vaccino antinfluenzale 29 Ago
By: Claudia Silivestro 0

Nuovo vaccino anti-Covid per over 60 e fragili da ottobre prossimo

La circolare di Francesco Vaia, direttore generale per la prevenzione del ministero della Salute

Un nuovo vaccino anti-Covid per over 60 e pazienti fragili dovrebbe arrivare in autunno. Francesco Vaia, direzione generale per la prevenzione del ministero della Salute, ha firmato il 14 agosto una circolare che parla di una recente formulazione di vaccini a mRNA e proteici che, dopo l’approvazione degli enti di competenza europei e italiani, dovrebbe essere disponibile a partire da ottobre. La nuova campagna vaccinale è destinata alle fasce di popolazione più vulnerabili: ultra sessantenni, ospiti di Rsa e case di riposo, donne in gravidanza, ma anche operatori sanitari e pazienti fragili di tutte le età.
Il vaccino sarà un richiamo della valenza di dodici mesi e potrà essere somministrato insieme a quello contro l’influenza stagionale.

Nuovo vaccino anti-Covid e le regole per chi è contagiato

Anche se il Covid-19 fa meno paura di un tempo, l’infezione può rappresentare un rischio per anziani, grandi anziani, persone con malattie croniche dell’apparato respiratorio e fragili. Non è un caso se la circolare ministeriale consiglia il vaccino anche per familiari e conviventi delle persone più vulnerabili.

Le regole per chi, invece, abbia già contratto il virus non sono rigide: l’obbligo di isolamento per i positivi è caduto, come pure le indicazioni vincolanti per i contatti stretti. La circolare del 14 agosto integra le indicazioni già date pochi giorni prima raccomandando, comunque, che i positivi al virus, quando sintomatici, evitino i contatti sociali.

Per approfondire:

https://www.ilsole24ore.com/art/covid-persone-malate-contatti-ecco-cosa-prevede-nuova-circolare-salute-AFPpzmY

https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/archivioNormativaNuovoCoronavirus.jsp

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10 Ago
By: Claudia Silivestro 0

Liste d’attesa per visite oculistiche: i problemi della Lombardia

Un’indagine a campione nelle regioni italiane mostra ritardi e lungaggini delle strutture sanitarie

Le liste d’attesa per visite oculistiche sono uno dei talloni d’Achille, non il solo, del sistema sanitario italiano. In Lombardia per una prima visita oculistica con il servizio pubblico si possono aspettare 133 giorni; in Veneto 53. Lo dice un’indagine di Crea Sanità, Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità, che ha analizzato a campione quattro Regioni del Nord Ovest, Nord Est, Centro e Sud: Lombardia, Veneto, Lazio e Puglia. I tempi delle liste di attesa in Lombardia sono i più lunghi, per quanto riguarda il campione, per quanto riguarda la prima visita oculistica.

Per altre terapie come, ad esempio, un’iniezione intravitreale, secondo l’indagine si devono attendere 39 giorni in Veneto e 181 in Lombardia. Per una tomografia ottica computerizzata, in sigla conosciuta come Oct, si va da un minimo di 46 giorni in Veneto e un massimo di 125 giorni in Lombardia.

Liste d’attesa per visite oculistiche: i costi

Più eterogeneo è il quadro dei costi delle prestazioni, dove le differenze regionali sono molte. Varia il prezzo dei ticket in regime di Ssn e variano i prezzi delle visite private, che diventano, visti i tempi delle liste d’attesa, una scelta necessaria per molte famiglie. La compartecipazione per la prima visita oculistica va dai 20,6 euro medi in Puglia ai 33,6 in Veneto.
Nelle strutture private per i pazienti solventi, i costi sono generalmente maggiori. Per la prima visita oculistica si va da 98,9 euro in Puglia a 132,1 in Lombardia, con un aumento rispetto ai costi in intramoenia in tutte le Regioni a del Veneto, dove è minore (-17,8%).
Come si legge nella ricerca,

“a causa del progressivo allungarsi delle liste di attesa, anche le persone con redditi bassi si sono spesso trovate di fronte alla condizione di pagare la prestazione sanitaria richiesta per potervi accedere in tempi adeguati. Anche per questo, oggi si registra un aumento di quasi 380.000 casi di impoverimento a causa delle spese sanitarie”.

Per approfondire:

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2023/08/04/attese-dell80-in-piu-per-una-visita-oculista-nel-pubblico_7083e47a-910e-4cfa-80d8-6b0c1d06bf04.html

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09 Ago
By: Claudia Silivestro 0

Decade l’obbligo di isolamento per chi si ammala di Covid-19

La norma nel decreto Omnibus del 7 agosto

Decade l’obbligo di isolamento per chi contrae il virus del Covid-19. Il decreto Omnibus del 7 agosto include un provvedimento che abroga l’ultimo “divieto reale del Covid”, così come lo ha definito il ministro della Salute Orazio Schillaci. Queste le dichiarazioni del ministro:

“L’andamento epidemiologico, la disponibilità di vaccini e di farmaci non rendono più necessaria questa misura. Credo che questa sia una norma di buon senso che cancella le ultime restrizioni legate a un’emergenza sanitaria che abbiamo finalmente superato, ovviamente il ministero della Salute continuerà a monitorare l’andamento della situazione epidemiologica e, se fosse necessario, adotteremo tutte le misure di contenimento e contrasto alla diffusione del virus”.

Chi contrae il virus del Covid-19, dunque, potrà uscire per andare al lavoro e non avrà l’obbligo di indossare mascherine di protezione. Nessun vincolo, inoltre e nessun regime di autosorveglianza per i contatti stretti di soggetti positivi al Covid.

Quotidiano Sanità ricorda che è stato annullato anche l’obbligo, per Regioni e province autonome, di comunicare i dati del contagio giorno per giorno e che il ministero deciderà una nuova periodicità per il monitoraggio dei casi.
Nella nota stampa del ministero si legge che

“resta fermo in ogni caso il potere del ministro della salute di emettere ordinanze di carattere contingibile e urgente in materia di igiene e sanità pubblica”.

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