Category: Sanità e Welfare

12 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Legge delega sulla non autosufficienza: il convegno del 12 giugno

L’evento a palazzo Pirelli a Milano, a cura di Cisl Lombardia, Fnp Cisl regionale e Cisl Funzione Pubblica

“Legge delega sulla non autosufficienza: cosa c’è? Cosa manca?” è il titolo del convegno che si è tenuto lunedì 12 giugno a Milano, a palazzo Pirelli, a cura di Cisl, Fnp Cisl Lombardia e Cisl Funzione Pubblica. In presenza, con alcuni interventi a distanza, sono intervenuti Roberta Vaia e Ugo Duci per Cisl Lombardia, Angela Cremaschini per la Fp Cisl regionale. Per la Regione hanno partecipato, in una tavola rotonda, Guido Bertolaso, assessore al Welfare e Giovanni Pavesi, direttore generale Welfare. In collegamento a distanza c’era Emilio Didonè, segretario generale della Fnp Cisl.

A introdurre il quadro della non autosufficienza c’erano Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana presso il ministero della Salute, Valeria De Tommaso, ricercatrice del Laboratorio Percorsi di Secondo Welfare, Pietro Cantoni del Dipartimento welfare Fnp Lombardia.

A proposito dei contenuti della legge delega, Pietro Cantoni ha spiegato lo stato dell’arte, i punti critici e i meriti, le successive evoluzioni dell’iter:

“I punti di forza di tutto il percorso, oltre al raggiungimento di una legge dedicata alla non autosufficienza, sono il riordino del sistema e il coinvolgimento degli stakeholders; i punti di debolezza, invece, sono segnati dalla scarsezza di finanziamenti, dalla mancanza dei decreti attuativi, dall’assenza del tema della residenzialità e delle Rsa e la questione della governance che non coinvolge gli enti locali che sono poi di fatto i livelli operativi e i soggetti che attueranno in concreto le misure sulla non autosufficienza”.

Ha concluso i lavori Andrea Cuccello, segretario nazionale Cisl.

Per approfondire:

https://www.pensionaticisllombardia.it/articolo-2141/oggi-il-convegno-legge-delega-per-la-non-autosufficienza-cosa-cersquoe-cosa-manca/

 

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26 maggio 2023 26 Mag
By: Claudia Silivestro 0

26 maggio 2023, incontro tra i sindacati dei pensionati e la vice ministra Bellucci

Venerdì 26 maggio 2023, presso la Sala Verde di Palazzo Chigi, Maria Teresa Bellucci, vice ministro al Lavoro e Politiche sociali ha incontrato i sindacati dei pensionati in merito alla Delega al governo in materia di politiche in favore delle persone anziane.
Si è parlato di assistenza domiciliare e Pnrr, delle criticità del comparto sanitario e assistenziale e delle risorse da destinare alla non autosufficienza.

Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl nazionale, ha commentato l’incontro dicendo:

“Apprezziamo la disponibilità del vice ministro, che ha confermato l’impegno da parte del governo di proseguire anche nei prossimi anni di legislatura nel percorso già avviato in materia di sostegno alle persone anziane”.

Per la Fnp è indispensabile realizzare un Piano assistenziale individuale (Pai) in cui la persona anziana venga seguita per tutto l’arco della propria vita. Non solo,

“Altro tema per noi importante è l’integrazione sociosanitaria Leps-Lea ed una rimodulazione dei criteri circa il riconoscimento delle indennità di accompagnamento”.

La vice ministra Bellucci ha dato disponibilità per futuri incontri con i sindacati e si è impegnata, inoltre, a chiedere al ministro dell’Economia Giorgetti un maggiore impegno per ulteriori risorse per realizzare gli obiettivi della Legge Delega e dei decreti legislativi delegati da approvati entro il 31 gennaio 2024.

Leggi il comunicato completo qui:

https://www.pensionati.cisl.it/articolo-2725/anziani-emilio-didone-da-governo-disponibilita-a-proseguire-nel-percorso-gia-avviato/ 

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23 Mag
By: Staff 0

Assistenza domiciliare e Pnrr: la Corte dei Conti segnala ritardi

Il calendario non è rispettato per Adi e telemedicina. Più sviluppate le Centrali operative territoriali

Assistenza domiciliare, telemedicina, utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza sono tra gli ambiti del Pnrr in ritardo. È notizia di alcune settimane fa, del 13 aprile, la deliberazione della Corte dei conti sullo stato dell’arte della Missione 6.1 Componente 1.2, relativa al tema “Salute. Casa come primo luogo di cura e telemedicina”. Come accade anche in altri ambiti, la tabella di marcia degli interventi non è rispettata. Corte dei Conti scrive che, sulle Centrali operative territoriali, anche definite nel piano, risultano assegnati al 15 marzo 563 progetti su 600, corrispondenti al 94% del target.

Meno bene va per il progetto nazionale di assistenza domiciliare “Casa come primo luogo di cura e telemedicina”. In una prima fase, il programma era di assistere entro fine 2022 almeno 292 mila nuovi pazienti degli 800 mila auspicati, ma Regioni e Provincie Autonome hanno registrato solo 70.294 nuovi assistiti, tra gli over 65 in Adi, cioè appena il 24 per cento rispetto a quanto previsto.

Assistenza domiciliare, telemedicina, intelligenza artificiale

Come dichiara la nota Fnp nazionale, ancora più grande è il ritardo sugli strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza sanitaria primaria.
Osserva Emilio Didonè:

“C’è il rischio che le risorse stanziate ed erogate secondo un preciso cronoprogramma, rischino di non essere erogate se le Regioni e le Provincie autonome non si attiveranno velocemente per raggiungere i target obiettivo.
A tal fine è giusto ricordare che i circa 2,7 miliardi di investimenti per l’assistenza domiciliare sono erogati alle singole Regioni e Provincie autonome, sia come rimborso per il 50 % delle spese per le prestazioni erogate nel 2022, che come anticipo del 50% di quelle che saranno erogate nel 2023. Questi rimborsi ed anticipi saranno messi a disposizione solo se sarà dimostrato che ci sia stato un incremento di 292 mila persone raggiunte dall’ADI nel 2022. In caso contrario tutti i finanziamenti per gli anni avvenire, fino al 2026, potranno subire un blocco o rallentamento”

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mascherine sul luogo di lavoro 19 Mag
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Mascherine negli ospedali e nelle Rsa: cosa cambia da maggio 2023

Le nuove disposizioni impongono l’utilizzo delle mascherine nelle Rsa e nei reparti ospedalieri con pazienti fragili

Le mascherine negli ospedali e nelle Rsa sono ancora obbligatorie? L’ultima ordinanza del ministero della Salute, del 28 aprile, valida sino alla fine dell’anno, definisce le nuove regole per i dispositivi di protezione individuale. Per le residenze socioassistenziali resta l’obbligo di indossare le mascherine per il personale sanitario e per i parenti che vengono in visita. Il vincolo è previsto anche nei reparti ospedalieri che ospitano pazienti fragili, immunodepressi, anziani; mentre è a discrezione della direzione per gli altri reparti.
L’uso della mascherina nelle strutture sanitarie non è, quindi, sempre necessario, ma le disposizioni nazionali e regionali chiedono un’attenzione privilegiata alle fasce di popolazione più vulnerabile.

Mascherine negli ospedali e nelle Rsa: che succede in Lombardia

Nell’ordinanza di Regione Lombardia che recepisce le indicazioni nazionali, si ricorda che l’obbligo di mascherine è esteso a chi lavora nei servizi di cure domiciliari, di cure palliative e di Rsa aperta.
Secondo la normativa, fino al 30 giugno prossimo, sono ancora previsti i test tampone ai nuovi ospiti delle strutture residenziali della rete d’offerta territoriale e socioassistenziali con ospiti fragili o immunodepressi.

Per quanto riguarda gli ospiti delle Rsa, le mascherine non sono, invece, obbligatorie, per le persone

“con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con una persona con disabilità in modo da non poter fare uso del dispositivo”.

Per approfondire:

https://www.pensionati.cisl.it/articolo-2681/mascherine-cosa-cambia-da-maggio/

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/23_aprile_28/la-fine-delle-misure-anti-covid-basta-mascherine-in-ospedale-8e5e1b24-e50e-11ed-9767-c520489f6dde.shtml

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Osservatorio Rsa 2023 08 Mag
By: Claudia Silivestro 0

Quanto costa la retta di una Rsa in Lombardia. L’Osservatorio Fnp

I dati a consuntivo relativi al 2022: aumentano ancora i posti letto a carico totale delle famiglie

Quanto costa la retta di una Rsa in Lombardia? L’ultimo Osservatorio sulle residenze socioassistenziali a cura del sindacato dei pensionati Cisl della regione ha dato una risposta, sulla base dei dati a consuntivo del 2022. Sono sempre in aumento le voci di spesa per le famiglie che devono affidare un anziano a una residenza socio-assistenziale e, soprattutto, sono variabili: si va dai 55,43 euro al giorno nell’area di Ats Montagna fino ai 94.59 di Milano. Volendo fare una media fra tutte le Ats regionali, la retta costa 69,86 euro al giorno: una stima approssimativa calcola una spesa annuale di 25 mila euro e 499, per un anno.

La ricerca di Fnp Cisl Lombardia rileva che aumentano, inoltre, i posti letto solventi, il costo dei quali è interamente a carico delle famiglie. Nel 2022 i posti letto solventi sono 8081, 331 in più rispetto all’anno prima. I posti letto per i quali la Regione corrisponde una parte della spesa, i contrattualizzati, sono 57.614 e sono in flessione.

Domaneschi: il Pnrr un’occasione per intervenire

Affidare un anziano a una Rsa non è mai stato economico in Lombardia. La condizione stessa degli ospiti è cambiata negli anni: sempre più malati non autosufficienti, che richiedono un impegno di cura maggiore. I nuovi posti letto solventi a carico delle famiglie sono stati istituiti, si legge nel rapporto, anche per riequilibrare la domanda e rispondere alle lunghe liste di attesa.

Molte sono le questioni aperte sul tema e per Osvaldo Domaneschi, segretario generale di Fnp Cisl Lombardia, complice il recente Ddl anziani e gli impegni del Pnrr, l’occasione è favorevole per intervenire sulle Rsa in Lombardia attraverso un confronto tra istituzioni, Regione Lombardia, enti gestori, enti locali, sindacati e associazioni di rappresentanza.

Consulta il rapporto sulle Rsa:

https://www.pensionaticisllombardia.it/pubblicazione?id=2124&t=non-autosufficienza-e-rsa

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bonus vista 05 Mag
By: Staff 0

Il bonus vista si può richiedere dal 5 maggio

La domanda si fa on line fino al 31 dicembre 2023

Il bonus vista si può richiedere dal 5 maggio. A partire dalle 12 di venerdì, dall’indirizzo Internet www.bonusvista.it, i componenti di nuclei familiari con Isee fino a 10.000 euro possono fare domanda per un’agevolazione di 50 euro nell’acquisto di un occhiale da vista o di lenti correttive.
La finestra temporale per la richiesta è aperta sino alla fine dell’anno, in due opzioni diverse: un rimborso, per un acquisto già effettuato o un voucher, per chi deve ancora comprare gli occhiali.

Nel caso del rimborso, gli acquisti validi sono quelli dal 1° gennaio 2021 fino al 4 maggio 2023. L’istanza di rimborso deve essere presentata entro e non oltre 60 giorni dall’attivazione dell’applicazione web, ovvero entro il 3 luglio 2023.

Nel caso del voucher, il bonus vista di 50 euro va speso entro 30 giorni dall’emissione. È necessario scegliere con attenzione il negozio di ottica presso il quale fare l’acquisto, controllando che sia tra coloro che aderiscono all’iniziativa.

(Foto di Jan Mateboer di Pixabay)

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mezzi di trasporto a Milano 03 Mag
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Bonus trasporti: si fa domanda entro il 31 dicembre

Le richieste si accettano fino a esaurimento delle risorse finanziarie, tra i requisiti c’è il reddito sotto i 20mila euro

Il bonus trasporti permette di usufruire di un’agevolazione economica per l’acquisto di un abbonamento annuale ai mezzi pubblici o per più abbonamenti mensili. Le domande per accedervi sono aperte dal 17 aprile e restano possibili fino al 31 dicembre 2023. C’è ancora tempo, ma è bene sapere che le richieste saranno accolte sino all’esaurimento delle risorse stanziate dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e che arrivano a 100 milioni di euro. Nel comunicato del 2 maggio, il Ministero ha fatto sapere di aver erogato più di mezzo milione di bonus, per un valore di quasi 30 milioni di euro.

I cittadini che possono fare domanda sono coloro che hanno un reddito 2022 sotto i 20 mila euro.

Bonus trasporti: che cos’è e come si richiede

Il bonus trasporti è pari al 100% della spesa da sostenere ed è riconosciuto, comunque, nel limite massimo di 60 euro per ciascun beneficiario per l’acquisto, effettuato entro il 31 dicembre 2023, di un solo abbonamento, annuale, mensile, o relativo a più mensilità, per i servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale o per i servizi di trasporto ferroviario nazionale, con esclusione dei servizi di prima classe, executive, business, club executive, salotto, premium, working area e business salottino.

La domanda si fa on line, dalla piattaforma dedicata, entrando con Spid o carta di identità elettronica. È possibile anche richiedere il bonus per un minore, fiscalmente a carico del richiedente.

Qui il link per fare domanda del bonus trasporti:

https://www.bonustrasporti.lavoro.gov.it/

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17 Apr
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Portale unico Isee per utenti cittadini e Caf ed enti erogatori

On line, da un solo indirizzo Internet, il servizio per acquisire Isee precompilato e non precompilato

Il portale unico Isee è online all’indirizzo https://servizi2.inps.it/servizi/PortaleUnicoIsee con tre sezioni distinte per cittadini, Caf ed enti erogatori. Nel messaggio 1345 dell’11 aprile, l’Istituto previdenziale ha annunciato l’operatività del portale, studiato per semplificare le operazioni per l’Isee e nato nell’ambito degli obiettivi del Pnrr.

Il portale unico Isee raccoglie, da un solo indirizzo web, le diverse modalità di acquisizione dell’Isee, precompilato e non precompilato e sostituisce tutti i portali preesistenti. Una volta giunto sulla home page, l’utente sceglie il proprio percorso: come cittadino, come Caf o come ente e prosegue con le attività disponibili.

Il cittadino può acquisire la propria dichiarazione precompilata, consultare e gestire le dichiarazioni acquisite in precedenza, autorizzare la precompilazione dei propri dati nel caso la dichiarazione sia presentata da altra persona.
Il Caf può acquisire le dichiarazioni Isee dei cittadini che lo hanno delegato, consultare e gestire le dichiarazioni acquisite in precedenza, visualizzare le liste delle dsu di un determinato soggetto, trasmettere i flussi telematici per l’acquisizione e la consultazione delle dsu.

Inps ha preparato delle guide utili per iniziare a usare il portale Unico Isee e alcuni video tutorial:

https://youtu.be/z93q3SIpeD0

https://youtu.be/WHT5tE5ksYE

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In Gazzetta ufficiale 01 Apr
By: Claudia Silivestro 0

In Gazzetta ufficiale il testo della legge delega anziani

La pubblicazione è del 23 marzo. Calderone: rispetteremo anche la scadenza dei decreti attuativi del 31 gennaio 2024

È in Gazzetta ufficiale il testo della legge “Deleghe al governo in materia di politiche in favore delle persone anziane”. La pubblicazione, del 23 marzo, attesta il completamento dell’iter della legge, secondo i tempi previsti dal Pnrr. Marina Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, ha commentato la notizia con queste parole:

“vogliamo costruire un diverso approccio alla terza età, promuovendo dignità e autonomia delle persone anziane attraverso una nuova governance dei servizi e degli strumenti a disposizione. In un Paese che invecchia è necessario delineare modi per un tempo di vita di qualità, anche in condizioni di non autosufficienza. Non solo per gli anziani; ne beneficeranno anche le famiglie e il personale chiamato ad assisterli”.

In Gazzetta ufficiale il testo: da definire i decreti attuativi

L’approvazione della legge sulla non autosufficienza è stata salutata da soddisfazione da Cisl e Fnp e da tutte le realtà aderenti al network Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza. Il merito del testo è di aver puntato i riflettori sui bisogni delle persone malate, bisognose di cure costanti e sui loro caregiver, attraverso la definizione di politiche dedicate.

La legge introduce lo Snaa, il sistema nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente e i Leps, i livelli essenziali delle prestazioni sociali. Istituisce, inoltre, il Cipa, il Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana, con il compito di promuovere il coordinamento e la programmazione integrata delle politiche nazionali in favore delle persone anziane.

Il prossimo obiettivo da raggiungere, ora, è la definizione dei decreti attuativi. Calderone ha detto il ministero è già al lavoro per rispettare il termine stabilito del 31 gennaio 2024.

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21 Mar
By: Claudia Silivestro 0

La spesa sanitaria privata cresce. I dati Istat

C’è anche chi rinuncia alle cure, mentre le forme integrative restano minoritarie

La spesa sanitaria privata cresce, il servizio sanitario nazionale fa fatica a coprire i bisogni dei cittadini in modo adeguato. Cristina Freguja, della Direzione centrale per le statistiche sociali e il welfare di Istat, nell’audizione in Commissione affari sociali del Senato dell’8 marzo ha tracciato uno scenario con dati di preoccupazione.
Nel 2021 la spesa sanitaria era di circa 168 miliardi di euro. Il 75,5 per cento era coperto dal pubblico, il 21,8 per cento dalle famiglie e il 2,7 per cento da regimi di finanziamento volontari. Per capire che cosa sta succedendo è utile guardare indietro: tra il 2012 e il 2021, la spesa a carico dei cittadini ha avuto un aumento medio dell’1,7 per cento all’anno, per un valore che, nel 2021, si attesta sui 36,5 miliardi. Nello stesso periodo è cresciuta anche la spesa sanitaria pubblica, dell’1,8 per cento medio all’anno.

La spesa sanitaria privata aumenta le disuguaglianze

Qualcosa non va in un sistema che, anche a fronte di un aumento di spesa, non soddisfa i bisogni delle persone se, per esempio, nel 2021 il 38 per cento della spesa per l’assistenza ospedaliera a lungo termine è stata a carico delle famiglie. Nello stesso anno, complice anche la pandemia, l’11,1 per cento ha rinunciato a prestazioni mediche necessarie.
Le forme integrative di previdenza e assistenza sanitaria non risolvono, oggi, il problema, perché sono utilizzate in forma minoritaria. In assenza di un sistema equilibrato, nelle risorse, nelle spese e nell’erogazione di prestazioni, i servizi sanitari di strutture private fanno concorrenza al pubblico, alimentando una spirale già nota e favorendo i cittadini con maggiore disponibilità economica.
In Commissione, il presidente Francesco Zaffini ha annunciato l’intenzione di proporre un riordino delle forme integrative.

Per approfondire:

https://friulisera.it/la-sanita-italiana-tra-rinunce-ricorso-alle-strutture-private-e-pellegrinaggi/

https://www.univadis.it/viewarticle/dati-istat-cresce-la-spesa-sanitaria-carico-delle-famiglie-2023a10005qq

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