Category: Previdenza

modi di andare in pensione 16 Mar
By: Claudia Silivestro 0

Quota 103: la domanda è presente sul sito Inps

L’istituto previdenziale ha pubblicato i dettagli della Pensione anticipata flessibile

Quota 103 è la formula di Pensione anticipata flessibile definita, in via sperimentale, dall’ultima legge di Bilancio. Mercoledì 15 marzo Inps ha comunicato di aver reso disponibile sul sito web la domanda per Quota 103, dopo aver pubblicato, nella circolare n. 27 del 10 marzo, i dettagli su beneficiari e requisiti. Quota 103 è possibile per i lavoratori che entro il 31/12/2023 maturano un’età anagrafica di almeno 62 anni e un’anzianità contributiva minima di 41 anni.

Le categorie che possono fare domanda sono:

  • lavoratori autonomi e dipendenti, pubblici e privati, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria e alle sue forme esclusive (ex Inpdap) e sostitutive (ex Enpals),
  • gli iscritti alla Gestione separata dell’Inps.

Quota103 non può, invece, essere richiesta dal personale dipendente dalle Forze Armate, Polizia e Polizia penitenziaria, Corpo nazionale dei vigili del fuoco e Guardia di finanza.

Quota 103: come funziona

La Pensione anticipata flessibile si può ottenere tre mesi dopo aver maturato i requisiti e, comunque, non prima del 1° aprile 2023. C’è un’eccezione: i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni devono attendere sei mesi e almeno il 1° agosto 2023.
Attenzione: durante il periodo che intercorre tra la data di decorrenza della pensione anticipata flessibile e la data di conseguimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, non è possibile cumulare la pensione con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione dei redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5mila euro lordi annui.

Qui le indicazioni utili tratte dalla circolare Inps:

Quota103

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Certificazione Unica 2023 07 Mar
By: Staff 0

La Certificazione Unica sarà disponibile sul sito Inps dal 16 marzo ’23

Il documento si può scaricare dall’area personale Inps, ma si può anche richiedere tramite patronati e Caf

La Certificazione Unica sarà disponibile sul portale Inps dal prossimo 16 marzo. Lo ha comunicato l’istituto in una nota stampa specificando che il documento relativo ai redditi del 2022, da allegare alla prossima dichiarazione dei redditi, sarà accessibile entrando nella propria area personale – come al solito, con Spid, Carta di identità elettronica o Carta nazionale del servizi – e cercando la voce “Servizio Certificazione unica 2023 (Cittadino)”.

Se si utilizza l’App Mobile, con le credenziali personali, il servizio al quale accedere per scaricare la CU/2023 è “Certificazione Unica”. I pensionati potranno scaricare e stampare il modello della CU/2023 anche dal servizio on-line “Cedolino pensione”.

La Certificazione Unica, peraltro, si può avere anche rivolgendosi a patronati, CAF e professionisti abilitati o tramite la Posta Elettronica Certificata (PEC).

Patronati  e Caf possono fare richiesta a richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it e la domanda si fa allegando una copia del documento di identità del richiedente. In questo caso, la Certificazione Unica sarà inviata dall’Inps direttamente alla casella di posta elettronica utilizzata per la richiesta.

 

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Ape sociale 03 Mar
By: Staff 0

Domanda di Ape sociale: segnare in agenda il 31 marzo 2023

Anche per il 2023 la legge di bilancio ha prorogato la possibilità dell’Ape sociale

Chi vuole fare domanda di Ape sociale entro quest’anno può cominciare a segnare in agenda due date. La prima, non troppo lontana, è il 31 marzo; la seconda, in alternativa, è il 15 luglio prossimo. Si tratta delle due scadenze possibili per fare domanda di certificazione del diritto, cioè per verificare se la propria posizione rispecchia i termini per chiedere l’Ape sociale. Le due scadenze valgono per chi ritiene di perfezionare i requisiti per l’indennità entro la data utile secondo la normativa, cioè entro la fine dell’anno.

Chi può ricevere l’Ape sociale? La prima condizione è avere compiuto i 63 anni. La seconda è aver maturato un’anzianità contributiva tra i 30 e i 60 anni, fino al conseguimento dei requisiti pensionistici per la pensione di vecchiaia. Ci sono poi altri requisiti come essere disoccupati, o avere un’invalidità pari o superiore al 74 per cento, oppure essere caregivers o svolgere mansioni gravose.

Per informazioni e assistenza il consiglio è rivolgersi al patronato Inas Cisl.

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Ignazio Ganga 16 Feb
By: Claudia Silivestro 0

È aperto il confronto con il governo sulla previdenza di giovani e donne

Il primo incontro si è tenuto il 13 febbraio. La Cisl: cambiare i requisiti attuali di Opzione donna

È aperto il confronto con il governo sulla previdenza di giovani e donne. Nell’incontro che si è tenuto il 13 febbraio tra i sindacati e Claudio Durigon, sottosegretario del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Cisl ha avanzato le proposte per una maggiore tutela previdenziale delle lavoratrici e per un’attenzione alle pensioni future.

Ignazio Ganga, segretario confederale Cisl, a fine incontro ha detto di apprezzare i segnali di apertura del governo su questi aspetti, in modo particolare sulla necessità di modificare i termini attuali di Opzione donna. Opzione donna, nella richiesta sindacale, andrebbe ripristinata con i requisiti di 58/59 anni di età e 35 di contributi.

Ignazio Ganga: prima disponibilità del Ministero

Per la Cisl sarebbe bene anche prevedere, per le donne, la possibilità di anticipo nel pensionamento, sia per la pensione di vecchiaia che per l’anticipata, in relazione al numero di figli.
Tra le fasce di popolazione più fragili dal punto di vista previdenziale ci sono poi i giovani: carriere discontinue e contratti precari, possono incidere negativamente sulle pensioni future e anche su questo la Cisl ha chiesto una riflessione.

Secondo quanto riportato da Ganga, il Ministero ha manifestato una prima disponibilità sul pensionamento per le donne con figli e un’apertura, da parte del governo a ragionare di una integrazione al trattamento minimo per chi ha contributi solo dopo il 1995.

Leggi la dichiarazione ufficiale di Ignazio Ganga:

https://www.cisl.it/notizie/in-evidenza/pensioni-ganga-rendere-il-sistema-previdenziale-piu-equo-e-socialmente-sostenibile/

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27 Gen
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Corriere della Previdenza: la guida utile per le pensioni

Corriere della Previdenza di gennaio 2023 è dedicato alle novità più importanti del 2023 in materia di pensioni. Nel pdf, che è possibile scaricare e consultare gratuitamente, Massimo Sarzi Sartori dà una quadro esplicativo di quanto figura nella legge di bilancio sulla perequazione delle pensioni, sull’Ape sociale e sui nuovi termini per Opzione Donna.

Corriere della Previdenza è utile per avere un colpo d’occhio sulla normativa e, nel caso della rivalutazione delle pensioni, per la tabella che illustra gli indici di perequazione e le fasce interessate dalle percentuali più alte.
La proroga dell’Ape sociale, possibile sino alla fine dell’anno, le condizioni per la pensione anticipata nota come Quota 103, l’incentivo alla prosecuzione lavorativa e i requisiti, più stringenti, per poter accedere a Opzione Donna, sono il contenuto delle altre pagine.

Massimo Sarzi Sartori precisa che, per una corretta valutazione di quale scelta sia davvero migliore, in termini vantaggi economici e previdenziali, alle informazioni generali va affiancata sempre la consulenza di un operatore, sul caso singolo. In fondo al pdf sono presenti i dati delle sedi territoriali di Fnp Cisl Lombardia.

Leggi Corriere della Previdenza 1/2023

Corriere Previdenza_2023_01_v1

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pensioni 2023 minima 20 Gen
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Pensioni 2023: di quanto aumentano le minime con la rivalutazione

Quali pensioni nel 2023 saranno rivalutate con maggior beneficio per i titolari? La legge di bilancio 2023 ha stabilito la perequazione al 100 per cento – su un indice del 7,3 per cento– per chi riceve il trattamento minimo Inps, cioè 525,38 euro, e per tutti coloro che ricevono fino a quattro volte il trattamento minimo. Riceveranno più vantaggio dalla rivalutazione, quindi, i pensionati con mensilità lorde fino a 2101,52.

Per fare un esempio, chi ha la minima di 525 euro, secondo l’indice di rivalutazione del 7,3 per cento, riceverà 563,74 euro.

Per contrastare gli effetti negativi dell’inflazione e per aiutare i redditi più bassi, la finanziaria ha anche stabilito, in via transitoria, un altro incremento, di 1,5 per cento per l’anno 2023 e di 2,7 per cento per l’anno 2024: questo aumento è rivolto alle pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo. Gli ultra75enni, nel 2023, con pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo, vedranno questo incremento salire al 6,4 per cento.

Leggi la tabella esplicativa

Tab. 3- Rivalutazione TM

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19 Gen
By: Claudia Silivestro 0

Clausole di salvaguardia sulla perequazione pensioni

Le clausole di salvaguardia sulla rivalutazione pensioni 2023 permettono ad alcuni pensionati, con trattamenti previdenziali al limite tra una fascia e l’altra, di usufruire della condizione più favorevole, nel quadro previsto dalla normativa.

La legge di bilancio 2023, infatti, stabilisce percentuali differenti di rivalutazione della pensione, che vanno dal 100 per cento per le pensioni più basse sino al 32 per cento per quelle più alte. Le clausole di salvaguardia sono state previste per le pensioni fino a 10 volte il trattamento minimo.

Per quanto riguarda la rivalutazione al 100% (7,3%) , la clausola di salvaguardia è questa: da 2.101,53 euro e fino a 2.123,19 euro sono garantiti 2.254,93 euro (limite della fascia perequata).

Per la rivalutazione dell’85% (6,205%), la clausola di salvaguardia va da 2.626,91 euro e fino a 2.685,98 euro e sono garantiti 2.789,90 euro.

Per la rivalutazione del 53% (3,869%), la clausola di salvaguardia è decisa da 3.152,29 e fino a 3.165,63 e sono garantiti 3.274,24 euro (limite della fascia perequata).

Per la rivalutazione del 47% (3,431%): da 4.203,05 euro e fino a 4.232,92 euro sono garantiti 4.347,25 euro.

Per la rivalutazione del 37% (2,701%) da 5.253,81 euro e fino a 5.272,57 euro sono garantiti 5.395,71 euro (limite della fascia perequata);

Superando di 10 volte l’importo lordo minimo della pensione, le clausole di salvaguardia non sono previste.

Consulta la tabella per i dettagli

Tab. 2-Clausola di salvaguardia-01 (1)

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18 Gen
By: Staff 0

Ignazio Ganga: la Cisl fiduciosa nell’incontro del 19 gennaio sulla previdenza

Ignazio Ganga, segretario confederale della Cisl, ha espresso fiducia nel tavolo di confronto sulla previdenza messo in calendario per giovedì 19 gennaio al ministero del Lavoro. In un intervento apparso sulle agenzie di stampa il 18 gennaio, Ganga ricorda quali sono i principali punti considerati importanti per la Cisl sulla previdenza.

Come più volte ricordato dall’autunno scorso anche da Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, la direzione chiesta è quella di una maggiore flessibilità nell’uscire dal lavoro, ma anche di una stabilità nelle soluzioni previdenziali. Ha detto Ganga:

“È necessario rendere più flessibile la possibilità di andare in pensione con regole che possano contare su di una certa stabilità e non solo con provvedimenti a scadenza annuale come è accaduto negli ultimi anni. (…) “.

Per Ganga, in una riforma che si appresti a dare soluzioni strutturali servono maggiori tutele per le donne, per esempio recuperando una possibilità di uscita con Opzione donna con 58/59 anni e superando gli attuali condizionamenti. Anche l’Ape sociale andrebbe resa strutturale, allargando le possibilità di pensionamento per chi svolge lavori gravosi e usuranti. Ganga ha ricordato l’importanza di riconoscere a livello previdenziale i lavori di cura in ambito familiare e ha parlato di una pensione di garanzia per i giovani.

Inoltre

“Maggiore attenzione deve essere rivolta anche a chi è già in pensione. Alzare l’importo della cosiddetta quattordicesima per i pensionati e allargarne la platea di riferimento è secondo noi un modo corretto per sostenere le pensioni di importo più basso ed è necessario recuperare meccanismi di indicizzazione capaci di tutelare il potere di acquisto di tutti i pensionati”.

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18 Gen
By: Staff 0

Rivalutazione pensioni 2023 in base al trattamento minimo

La perequazione delle pensioni in relazione al costo della vita e sulla base dell’ultima finanziaria si applica in modo diverso in base all’importo lordo iniziale

Come si leggono le notizie sulla rivalutazione delle pensioni per il 2023? Il meccanismo che adegua le pensioni al costo della vita è stato ridefinito dalla legge di Bilancio 2023. Le casistiche, però, sono differenziate e il calcolo di quanto spetterà in più sul cedolino deve considerare più di una variabile. In linea generale, la perequazione sarà più favorevole per le pensioni con un importo lordo uguale o minore di 4 volte il trattamento minimo Inps, attestato a 2.101,52 euro mensili lordi. In questo caso, la rivalutazione è del 100 per cento.

Le percentuali scendono via via che, invece, sale l’importo della pensione. Anche su questo aspetto la Cisl aveva ottenuto dal governo un miglioramento rispetto alla bozza iniziale della manovra: le pensioni quattro volte superiori al minimo vengono rivalutate dell’85 per cento (e non all’80 per cento, come era previsto all’inizio).

Riassumendo:

  • Rivalutazione al 100 per cento fino a 4 volte il trattamento minimo
  • Rivalutazione all’85 per cento fino a 5 volte il trattamento minimo
  • Rivalutazione al 47 per cento fino a 6 volte il trattamento minimo
  • Rivalutazione al 47 per cento fino a 7 volte il trattamento minimo
  • Rivalutazione al 37 per cento fino a 8 volte il trattamento minimo
  • Rivalutazione al 37 per cento fino a 9 volte il trattamento minimo
  • Rivalutazione al 32 per cento fino a 10 volte il trattamento minimo

Per conoscere come verrà definita, caso per caso, la rivalutazione delle pensioni e a partire da quando ( non per tutti arriverà già da gennaio, https://www.fnpmilanometropoli.it/news/gennaio-2023-cedolino-della-pensione-la-rivalutazione/ )  è necessario, però, condurre una verifica, anche sulla base delle clausole di salvaguardia.

Per i dettagli sulla rivalutazione delle pensioni 2023:

Tab.1- Rivalutazione pens. clausola di salvaguardia

Tab. 2-Clausola di salvaguardia-01 (1)

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04 Gen
By: Staff 0

Legge di bilancio 2023: la guida di Previdenza semplice

Nel pdf, pubblicato a fine dicembre, le novità in tema previdenziale della manovra finanziaria

La Legge di bilancio 2023, approvata prima della fine del 2022, ha visto una prima lettura e una sintesi divulgativa nel numero di dicembre di Previdenza semplice. Il pdf, che come sempre si scarica e consulta gratuitamente, riporta in breve le novità della manovra in ambito previdenziale e di welfare.

La guida ricorda che anche per il 2023 è valido l’esonero parziale dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori dipendenti. C’è poi la cosiddetta Quota 103, un diritto alla pensione anticipata flessibile, con 62 anni di età e 41 anni di contributi. È previsto, però, anche un incentivo, per chi raggiunge i termini per Quota 103 ma decide di proseguire il lavoro.

La guida di Previdenza semplice dà notizia dei termini della rivalutazione delle pensioni, delle disposizioni su Ape sociale e Opzione donna, ma ricorda anche le modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali, le norme sull’assegno universale, sul congedo parentale.

Consultala qui:

Legge_di_Bilancio_2023_-_N°-24-dicembre-2022-

 

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