Category: Previdenza

Incidenti sul lavoro 12 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Tavolo previdenza al ministero del Lavoro martedì 11 luglio

Il commento di Ignazio Ganga: tutelare i pensionati attuali e le giovani generazioni

Martedì 11 luglio si è svolta a Roma, presso il ministero del Lavoro, la riunione del tavolo previdenza tra sindacati, associazioni datoriali e il segretario generale del dicastero Concetta Ferrari. Tra gli altri, erano presenti anche Raffaele Fabozzi, presidente dell’Osservatorio sulla spesa previdenziale e assistenziale, alcuni tecnici ministeriali e rappresentanti dell’Inps. Ignazio Ganga, segretario confederale Cisl, ha diffuso martedì un comunicato con una valutazione positiva dell’incontro, “che rimette in moto il confronto sulla materia”.

Tante sono le questioni aperte sul lato previdenziale. I problemi dell’adeguatezza dell’assegno pensionistico riguardano sia le pensioni future dei giovani, sia le pensioni attuali. Le mensilità di chi oggi è in pensione vivono una straordinaria erosione del potere di acquisto, anche per via dell’inflazione, mentre per le pensioni future si apre il grande problema dei lavori discontinui e precari, che incideranno sul totale dei contributi.

Per la Cisl, ha detto Ganga

“È necessario ed urgente, quindi, che lo Stato si ponga il problema di chi avrà pensioni povere. La proposta è quindi una pensione che garantisca un importo minimo collegato con i contributi versati, con i periodi di lavoro di cura, con quelli di formazione e con lunghi periodi di disoccupazione”.

La Cisl ha chiesto di confermare anche per il 2024 l’integrazione straordinaria prevista per chi ha più di 74 anni, misura che scade a dicembre 2023, di recuperare la rivalutazione delle pensioni secondo il modello della legge 388/2000.

Il prossimo appuntamento del tavolo sarà il 18 luglio.

Per approfondire:

https://www.cisl.it/notizie/in-evidenza/pensioni-ganga-confronto-positivo-serve-adeguare-assegno-pensionistico-per-le-pensioni-future-dei-giovani/

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previdenza complementare dati Covip 2023 06 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Previdenza complementare: nel 2022 9,2 milioni di iscritti

I dati Covip: numeri in crescita, più adesioni tra gli uomini e al Nord

La previdenza complementare ha visto, nel 2022, 9,2 milioni di iscritti, un numero che rappresenta un aumento del 5,4 per cento rispetto al 2021 e un tasso di copertura della forza lavoro pari al 36,2 per cento. Sono i numeri annunciati in giugno da Covip, Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, in occasione della relazione annuale. Le forme pensionistiche complementari presenti nel nostro paese erano, alla fine del 2022, 332: 33 fondi negoziali nati dalla contrattazione collettiva, 40 fondi aperti istituiti dalle banche, 68 PIP (piani individuali pensionistici) costituiti dalle assicurazioni, 191 fondi preesistenti alla nascita della prima disciplina organica del settore, cioè il dlgs. 124/93.

Covip rileva che la previdenza complementare è stata scelta soprattutto da lavoratori del Nord Italia e in maggioranza uomini. Sono predominanti le fasce di età più mature e prossime al pensionamento, residenti nelle regioni del Nord (57% del totale) occupate in aziende solide e in grado di garantire la continuità dei flussi contributivi. La presenza degli under 35 è pari a circa il 19 per cento, con una contribuzione pro capite inferiore di circa il 40 per cento rispetto a quella delle fasce di età intermedie.

Nell’insieme, i dati del 2022 mostrano un andamento analogo a quello di molti paesi in cui esiste una forte previdenza di base e dove, quindi, la previdenza complementare è minoritaria. Tuttavia, la Commissione segnala un paradosso che interessa le giovani generazioni: sono loro che, in una prospettiva futura, corrono il rischio di pensioni pubbliche più basse ma, al tempo stesso, fanno fatica a partecipare ai fondi pensione.

Per approfondire:

https://www.covip.it/sites/default/files/comunicatistampa/comunicato_stampa_del_7_giugno_2023.pdf

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03 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Cedolino pensione di luglio e quattordicesima: il chiarimento

Il comunicato Inps arriva dopo la polemica sulla menzione che tendeva a confondere l’aumento previsto dalla legge di bilancio con la quota aggiuntiva di luglio

Il cedolino pensione di luglio prevede, per alcune fasce di pensionati, due voci aggiuntive: la quattordicesima, per chi ne ha diritto, e gli aumenti stabiliti dalla legge di bilancio 2023. Il comunicato stampa Inps del 30 giugno corregge la dicitura imprecisa che era comparsa in alcuni cedolini e che si prestava a fraintendimenti.
Alcuni pensionati, infatti, avevano potuto leggere, nel documento di dettaglio della mensilità di luglio, la nota di un “aumento delle pensioni basse 2023”: una formula che sembrava alludere alla somma decisa dal governo Meloni, ma in realtà coincideva con l’importo della quattordicesima. Inps ha dichiarato che questa dicitura, “erroneamente riportata per una ridotta platea di pensionati”, è stata cambiata.

Il pensionato che ha diritto a entrambe le voci le ritroverà così definite:

  • QUATTORDICESIMA (LEGGE 3 AGOSTO 127/2007) –
  • CREDITO ANNO 2023 E INCREMENTO LEGGE 197/2022”.

Come spiega Anna Maria Foresi, della segreteria nazionale Fnp Cisl, si tratta di

“due benefici ben distinti: la quattordicesima mensilità è stata una conquista tutta sindacale del 2007 a favore dei pensionati con redditi fino ad 1,5 il trattamento minimo Inps e nel 2016, sempre grazie all’accordo governo-sindacati estesa ai pensionati fino a 2 volte il trattamento minimo. Diversamente, l’incremento delle pensioni minime è una disposizione della legge di bilancio 2023 che si inserisce in quel più ampio quadro di misure urgenti e transitorie (i famosi “bonus”), al fine di sostenere, nel caso specifico, il potere d’acquisto dei pensionati per contrastare l’attuale crisi economica e sociale”.

Per la Fnp Cisl

“la confusione ingenerata da queste due prestazioni erogate, contestualmente, a luglio è l’ennesima prova della necessità di superare, una volta per tutte, la difficoltà per i pensionati ad accedere ai propri dati pensionistici attraverso la pubblicazione da parte dell’INPS – come abbiamo sempre chiesto – di un’informativa chiara ed esaustiva di tutte le voci in dettaglio presenti nel proprio cedolino di pensione, del Modello OBIS/M e dei Modelli CU”.

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27 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Sulle pensioni serve una riforma stabile e inclusiva

I sindacati hanno incontrato il governo il 26 giugno. Sbarra: positivo aver riallacciato il dialogo

Sulle pensioni serve una riforma inclusiva, stabile, socialmente sostenibile. Lo ha detto Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, nel commentare l’incontro di Cgil Cisl e Uil di lunedì 26 giugno con la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone. Sbarra ha definito un fatto positivo aver riallacciato il dialogo con il governo, specificando che ora si tratta di “stare agganciati al tavolo” per negoziare e dare al percorso “continuità e concretezza”.
L’esigenza di superare la riforma Fornero deve andare nella direzione già indicata dai sindacati con la piattaforma unitaria. Fra le richieste: pensioni di garanzia per i giovani, incentivi e sconti contributivi alle lavoratrici, il ripristino dei requisiti precedenti per Opzione donna.

Sulle pensioni non faremo sconti, dice Sbarra

La maggiore flessibilità in uscita è al centro delle richieste sindacali, che temono il rischio, già concreto, di un ritorno tout court alle scadenze previste dalla legge Fornero. Nell’intervista ad Avvenire pubblicata oggi, martedì 27 giugno, Sbarra ha detto che occorre evitare che si arrivi allo scalone a 67 anni da gennaio 2024.
Il governo ha annunciato l’avvio, nei prossimi giorni, di tavoli tecnici di approfondimento ma a proposito delle risorse da mettere in campo, ad Avvenire Sbarra ha ricordato che è ancora prematuro parlare di cifre, perché si tratta, prima, di definire gli obiettivi, dato che questo è un tavolo politico:

(…) Sarà poi nostro preciso dovere far sentire il fiato sul collo al governo prima di arrivare alla legge di stabilità”.

Per approfondire:

https://www.cisl.it/wp-content/uploads/2023/06/avvenire.pdf

https://www.cisl.it/notizie/attualita/dialogo-riaperto-ora-aspettiamo-la-prova-dei-fatti-avvenire/

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quattordicesima pensionati 15 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Quattordicesima 2023 in arrivo con la pensione di luglio

La quattordicesima, la somma aggiuntiva corrisposta ai pensionati dai 64 anni e delle fasce di reddito più basse, arriverà nel mese di luglio. Inps ha comunicato gli importi e i requisiti con il messaggio 2178 del 12 giugno. Riceveranno la quattordicesima i pensionati con reddito complessivo individuale tra 1,5 volte o a 2 volte il trattamento minimo. Il tetto massimo è stabilito di 14.654, 24, maggiorato, secondo i casi previsti dalla normativa, fino al massimo di 15.161, 24.

Alcuni casi particolari: a chi compirà i 64 dal 1° agosto 2023 (pensioni gestite nei sistemi integrati) o dal 1° luglio 2023 (pensioni gestite nei sistemi della Gestione pubblica) al 31 dicembre 2023, e ai soggetti divenuti titolari di pensione nel corso del 2023, che rientrino nei limiti anagrafici e reddituali normativamente previsti, la quattordicesima sarà, come di consueto, attribuita d’ufficio con la rata di dicembre 2023.

La quattordicesima viene attribuita di ufficio sulla pensione di luglio. I dettagli si troveranno nel cedolino e nella relativa sezione del modello “OBIS/M”.
Chi non riceve la quattordicesima e ritiene di averne diritto può presentare domanda on line o rivolgersi ai Patronati.

Per approfondire:

https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2023.06.messaggio-numero-2178-del-12-06-2023_14179.html

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05 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Cedolino pensione di giugno 2023: cosa c’è da sapere

Nel cedolino pensione di giugno 2023 sono previste, come di consueto, le ritenute Irpef a titolo di acconto, le addizionali regionali e comunali relative al 2022. Queste trattenute sono effettuate in 11 rate nell’anno successivo a quello cui si riferiscono.

Fanno eccezione le prestazioni di invalidità civile, le pensioni o gli assegni sociali, le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo), che non subiscono trattenute fiscali.

Nel cedolino ci saranno poi i conguagli dell’anno di imposta 2022.
Per il recupero dei conguagli a debito, l’Inps, secondo la normativa:

  • ai pensionati con reddito di pensione annuo di importo inferiore a 18mila euro e debito Irpef di importo superiore a 100 euro, recupera il debito d’imposta rateizzandolo mensilmente sulle prestazioni pensionistiche in pagamento con rate di pari importo. Il recupero può
    essere effettuato al massimo in 11 rate;
  • ai pensionati con reddito di pensione annuo di importo superiore a 18mila euro oppure con reddito di pensione inferiore a 18.000 euro e con debito Irpef inferiore a 100 euro: in questo caso, non essendo prevista alcuna rateizzazione, il recupero del debito d’imposta avviene direttamente in unica soluzione sulle prestazioni in pagamento.

Il dettaglio dei conguagli Irpef si consulta sul cedolino della pensione di giugno nella sezione dedicata, dove sono riportati puntualmente l’imponibile complessivo, l’imposta dovuta, quella effettivamente pagata e l’eventuale residuo debito da trattenere.

Per approfondire:

https://www.pensionati.cisl.it/articolo-2708/pensioni-giugno-il-calendario-dei-pagamenti-e-le-novita-sul-cedolino/

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26 Mag
By: Staff 0

Inps aggiorna le procedure delle domande per Quota 103

Per la pensione anticipata flessibile sono disponibili finestre diverse per dipendenti pubblici e privati

Inps ha aggiornato le procedure delle domande per Quota 103. Le ultime disposizioni dell’istituto previdenziale per la pensione anticipata flessibile sono state pubblicate con il comunicato dell’11 maggio. La scadenza per presentare la domanda è sempre il 31 dicembre 2023 e i requisiti sono almeno 41 anni di contributi e 62 anni di età, senza adeguamenti alla speranza di vita.
Possono richiedere Quota 103 i lavoratori iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive gestite dall’Istituto, nonché alla Gestione Separata.

Queste le finestre:

• dopo un periodo di tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti, per i lavoratori dipendenti da datori di lavoro diversi dalle Pubbliche amministrazioni e per i lavoratori autonomi; la decorrenza della pensione non può comunque essere anteriore al 1° aprile 2023;

• dopo sei mesi dalla maturazione dei requisiti, per i lavoratori dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni (articolo 1, comma 2 – decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165); la decorrenza della pensione non può comunque essere anteriore al 1° agosto 2023:

• 1° settembre e 1° novembre, rispettivamente per il personale della scuola e AFAM, con perfezionamento virtuale dei requisiti entro la fine dell’anno.

Per avere informazioni personalizzate, consulenza e assistenza è sempre possibile rivolgersi al Patronato Inas Cisl.

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14 Apr
By: Claudia Silivestro 0

Ignazio Ganga sulle pensioni: necessario riattivare il tavolo sulle pensioni

Nella nota Cisl del 13 aprile, la richiesta di intervenire subito sulla previdenza

Ignazio Ganga, segretario confederale Cisl, è intervenuto ieri, giovedì 13 aprile, con una nota sulle pensioni rivolta alla ministra del Lavoro Marina Calderone:

“Quando la ministra del Lavoro Calderone dice che bisogna riformare la legge Fornero e negoziare misure di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro rispondiamo che siamo d’accordo con lei ma per questo è urgente ed indispensabile che ci convochi riattivando il tavolo di confronto fermo dal 13 febbraio”.

Per Ganga è necessario intervenire subito sulla previdenza, puntando a flessibilità, opzione donna, giovani, sostegno a chi svolge il lavoro gravoso, previdenza complementare e tutela del potere di acquisto. Per fare questo è indispensabile individuare quanto prima le risorse necessarie e procedere celermente alla separazione tra previdenza e assistenza, rispetto alla quale è necessario riattivare la Commissione specifica:

“Il Def recentemente approvato dal Cdm purtroppo ci sembra molto timido e invece sarebbero necessari interventi incisivi per rendere il sistema socialmente sostenibile. Anche per questa ragione abbiamo promosso una fase di mobilitazione unitaria finalizzata ad avviare presto il confronto ed il dialogo sociale con il governo sulle tante priorità economiche e sociali”.

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06 Apr
By: Claudia Silivestro 0

Servizio Pensami, PENSione A Misura è ora sull’app Inps Mobile

Si consulta anche dall’applicazione per dispositivi mobili e permette di simulare gli scenari pensionistici

Il servizio Pensami, PENSione A Misura, è da pochi giorni disponibile sull’app Inps Mobile. Anche da smartphone è possibile accedere al simulatore di scenari pensionistici che era stato già introdotto sul portale web e aveva visto gli ultimi aggiornamenti in gennaio. Una nota Inps del 3 aprile informa che Pensami si può consultare, dall’app, nella sezione “Servizi – senza autenticazione”.
Per usare Pensami, infatti, non è necessario entrare in un’area personale o autenticarsi: è possibile inserire pochi dati anagrafici e relativi alla contribuzione per avere un primo quadro previsionale.

Il servizio è pensato per dare una consulenza pensionistica a titolo indicativo, per scoprire, per esempio, quando e come andare in pensione cumulando tutta la contribuzione. Pensami non non fornisce informazioni sugli importi delle pensioni, ma permette di conoscere le principali opzioni previdenziali e alcuni istituti per anticipare l’accesso alla pensione.

Da web il servizio si raggiunge a questo indirizzo:

https://serviziweb2.inps.it/AS0207/SimScePen2/#top

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Primo maggio 2023 30 Mar
By: Staff 0

Primo maggio 2023 la scadenza per la pensione dopo un lavoro usurante

Accedono alla pensione di anzianità con requisiti più favorevoli alcune categorie di lavoratori

Il primo maggio 2023 è la scadenza per presentare domanda di pensione di anzianità dopo un lavoro usurante. I termini per quest’anno sono stati definiti da Inps con il messaggio n. 1100 del 21 marzo e si riferiscono ai lavoratori che perfezionano i requisiti per l’accesso a questa opzione nel 2024.

Possono chiedere la pensione di anzianità per lavoro usurante alcune categorie:

  • lavori in gallerie, cave o miniere, in cassoni ad aria compressa, lavori svolti dai palombari, mansioni esercitate ad alte temperature, lavorazioni del vetro cavo, lavori svolti in spazi ristretti, asportazione di amianto;
  • lavori svolti nel periodo notturno per un numero minimo di notti in ciascun anno;
  • lavori svolti alla linea di catena
  • conduzione di mezzi pubblici con capienza non inferiore a 9 posti.

Pensione di anzianità per lavori usuranti: alcuni dettagli

Le attività usuranti devono essere svolte, inoltre, per un periodo minimo, cioè per almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività lavorativa, oppure per almeno la metà della vita lavorativa complessiva.

L’accesso alla pensione è consentito al raggiungimento di una “quota”, formata dalla somma di una determinata età e di una contribuzione minima pari a 35 anni utili (esclusa quella accreditata per disoccupazione e malattia). Le quote sono, inoltre, differenziate a seconda dell’attività usurante svolta e della gestione previdenziale, dipendente o autonoma, che liquida la pensione.

Per approfondire:

https://www.cisl.it/notizie/notizie-societa/notizie-societa-fisco-e-previdenza/domanda-di-riconoscimento-lavori-usuranti-1-maggio-2023-messaggio-inps-n-1100-2023/

https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2023.03.messaggio-numero-1100-del-21-03-2023_14108.html

 

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