Category: Economia e Lavoro

lavoro terzo trimestre 2022 03 Gen
By: Claudia Silivestro 0

Il lavoro nel terzo trimestre 2022: i dati Istat e del Ministero

I contratti a tempo indeterminato non compensano i contratti che si chiudono

Il lavoro nel terzo trimestre 2022 mostra uno scenario in mutamento con un calo degli occupati, anche se lieve. Questa è una delle tendenze che emerge dalla nota sui Rapporti di lavoro del terzo trimestre 2022, diffusa dal ministero del Lavoro, e dalle statistiche Istat sul mercato del lavoro del 14 dicembre. Per l’anno che si è appena concluso, il terzo trimestre ha visto un calo degli occupati: sono 12 mila in meno rispetto al secondo trimestre, con una variazione dello 0,1 per cento. Istat spiega che i numeri dei contratti che diventano a tempo indeterminato – che pur ci sono, +34 mila, +0,2% – e degli indipendenti – +12 mila, +0,2% – non compensano la diminuzione dei dipendenti a termine – 59 mila, -1,9% in tre mesi – .

Istat ricorda che diminuisce anche il numero dei disoccupati, -2,6% in tre mesi, ma quello degli inattivi è in leggera crescita, +0,2%.

Il lavoro nel terzo trimestre 2022: il fenomeno dei contratti a termine

In un quadro macroeconomico che dà motivi di preoccupazione, si inserisce il segno negativo dei contratti nel settore delle costruzioni, che rappresentano il 5,6% del totale e che registrano un calo tendenziale pari a -1,7%.

Da studiare è il fenomeno dei contratti di lavoro a termine, in netto aumento rispetto al 2019. Anche il confronto con il terzo trimestre 2021 mostra un incremento (pari a +19,8%) del numero dei rapporti di lavoro nella classe di durata 91-365 giorni: si tratta del 33,9% del totale dei contratti.

Un altro dato da ricordare: nel settore dei servizi, in cui è concentrato il 76,2% delle cessazioni, i rapporti giunti al termine sono cresciuti in misura maggiore rispetto agli altri settori di attività, con un incremento tendenziale dell’8,5% (pari a +187 mila unità).

Per approfondire:

https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/III%20nota%20trimestrale%202022%20sulle%20Comunicazioni%20Obbligatorie/Sintesi-Nota-CO-III-trimestre-2022.pdf

 

https://www.istat.it/it/files//2022/12/Mercato-del-lavoro-III-trim_2022.pdf

 

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Istat 2020-2021 28 Dic
By: Claudia Silivestro 0

Istat 2020-2021: c’è un pensionato in 11,8 milioni di nuclei familiari

Nel report sulle condizioni di vita dei pensionati, i numeri di un’Italia che invecchia e che conta sulle pensioni dei cittadini anziani per ridurre il rischio di povertà

I dati Istat 2020-2021 sulle condizioni di vita dei pensionati indicano che in quasi una famiglia su due, in Italia, è presente un pensionato. Sono 11,8 milioni i nuclei familiari nei quali vive almeno un pensionato: nel 32,8 per cento dei casi è un solo titolare di pensione, nel 13,1 per cento sono almeno due. Nella relazione Istat, a consuntivo, divulgata il 7 dicembre scorso emergono altri dati. Le famiglie che possono contare almeno su una pensione sono, spesso, meno a rischio di povertà rispetto alle altre.

Come ricorda Istat:

“Per oltre 7,1 milioni di famiglie (il 60% delle famiglie con pensionati) i trasferimenti pensionistici costituiscono più dei tre quarti del reddito familiare disponibile; nel 24,4% dei casi le stesse prestazioni sono l’unica fonte di reddito (quasi 2,9 milioni di famiglie), mentre per il 25,6% delle famiglie il loro peso non supera la metà delle entrate familiari”.

Istat 2020-2021: un’Italia sempre diseguale

In un paese che, sembra, poggia le spalle sui suoi anziani, la media delle prestazioni previdenziali non è alta.
Nel 2021, ricorda Istat, la metà delle pensioni prese singolarmente non supera gli 8.897 euro. Complessivamente, il 59,1% delle singole prestazioni pensionistiche è di importo inferiore ai 1.000 euro lordi mensili.

C’è da dire che alcuni pensionati ricevono, oltre alla pensione, anche altre quote come reversibilità, invalidità eccetera, ma il report indica che più di due terzi dei pensionati (67,9 per cento) beneficiano di una sola prestazione. Secondo Istat, considerando che il 32,1% dei pensionati riceve più di una prestazione, il reddito pensionistico complessivo – dato dalla somma degli importi delle singole prestazioni – è comunque inferiore alla soglia dei 1000 euro per un terzo dei pensionati (32,8%).

I dati Istat 2020-2021 sono utili per capire come sia cambiato il quadro economico e sociale del paese dopo la pandemia. Nel 2021, per esempio, è aumentato il numero di pensionati che continuano a lavorare. Altri dati replicano, come da decenni, le diseguaglianze del Paese: il divario tra Nord e Sud, le pensioni più basse delle donne.

Per consultare il report:

https://www.bollettinoadapt.it/wp-content/uploads/2022/12/REPORT-CONDIZIONI-DI-VITA-PENSIONATI-2021.pdf

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manovra finanziaria 06 Dic
By: Claudia Silivestro 0

Manovra finanziaria: critiche, anche da Bankitalia

Secondo Banca d’Italia non vanno nella direzione giusta il limite ai contanti troppo alto, la flat tax, il reddito di cittadinanza. Che cosa dicono i giornali

La manovra finanziaria del governo riceve una valutazione critica anche da Banca d’Italia. Molti quotidiani del 5 e del 6 dicembre riportano il giudizio severo di palazzo Koch sulla legge di bilancio.

Conquiste del Lavoro titola “La manovra aumenta le disparità tra lavoratori dipendenti e autonomi”, ricordando che la progressività dell’Irpef da una parte, la parziale introduzione della tassa piatta dall’altra, creerebbero situazioni diseguali tra i lavoratori.

Per Repubblica e Corriere della Sera pesa il limite ai pagamenti con Pos esteso a 60 euro: una misura che, insieme al tetto per la circolazione del contante, rischia di favorire l’evasione fiscale. È ancora Conquiste del Lavoro a ricordare le modifiche al reddito di cittadinanza, che, secondo il giudizio di Bankitalia e di altri osservatori, resta una misura di welfare importante per il Paese.

Manovra finanziaria da migliorare

Con la nuova legge di bilancio circa un quinto degli attuali percettori del reddito di cittadinanza perderà il beneficio. La relazione di Banca d’Italia ha aggiunto che, anche tra chi lavora, il problema sta oggi nell’inflazione che erode il potere di acquisto dei salari: in media, tra i primi 10 mesi del 2022 il divario tra la dinamica di prezzi e quella delle retribuzioni contrattuali è stato del 7 per cento.

Oggi, martedì 6 dicembre, Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, in un’intervista su Quotidiano Nazionale, osserva che serve un patto antinflazione tra sindacato, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di alzare i redditi, rilanciare i consumi, controllare prezzi e tariffe e contrastare la speculazione.

Per approfondire:

http://www.conquistedellavoro.it/la-manovra-aumenta-le-disparit%C3%A0-tra-lavoratori-dipendenti-e-autonomi-1.3043818

https://www.cisl.it/notizie/attualita/meno-tasse-sul-lavoro-e-controllo-dei-prezzi-cosi-alziamo-i-redditi-il-quotidiano-nazionale/

https://www.corriere.it/economia/finanza/22_dicembre_05/bankitalia-manovra-reazioni-pd-m5s-via-norme-pro-evasione-3d6c02e4-74a7-11ed-96ff-6cd26eb698d3.shtml

https://www.repubblica.it/economia/2022/12/05/diretta/manovra_audizioni_istat_banca_ditalia_upb_governo_meloni-377524472/

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Italia, giovani emigrati 23 Nov
By: Claudia Silivestro 0

Per chi cerca lavoro: Dote unica lavoro, Garanzia giovani fase 2, Gol

Gli strumenti di politica attiva nazionale e regionale nei servizi di orientamento di Cisl, Inas, Cesil Lavoro e Ial Lombardia

Per chi cerca lavoro un’occasione di consulenza, orientamento e formazione è data dal servizio in rete offerto da Cisl, Inas, Cesil Lavoro e Ial Lombardia. Dalla sede Ial Lombardia di via Fulvio Testi, a Sesto San Giovanni, presso gli uffici milanesi della Cisl di via Tadino e anche a Legnano, in via Cuttica 1, i cittadini disoccupati, in cerca di primo impiego o di una nuova occupazione possono prenotare un incontro per conoscere le opzioni oggi disponibili come Dote unica lavoro, Garanzia giovani fase 2, Garanzia di occupabilità dei lavoratori. Si tratta di strumenti di politica attiva regionale, in alcuni casi finanziati da fondi europei con il Pnrr, che prevedono rimborsi o contributi specifici per percorsi di formazione o di reinserimento lavorativo.
I servizi Cisl e Ial aiutano a gestire adempimenti di legge, per esempio dopo aver richiesto l’indennità di disoccupazione, ma mirano anche a orientare verso la ricerca di un nuovo lavoro.

Per chi cerca lavoro, chi l’ha perso, chi vuole riqualificarsi

Dote unica lavoro è rivolto ai lavoratori autonomi privi di partite Iva che si sono trovati in difficoltà a causa della pandemia. È previsto un contributo una tantum di 1000 euro lordi al fine di partecipare al percorso indicato, di orientamento e formazione. Garanzia giovani è destinato a cittadini tra i 16 e i 29 anni che non studiano e non lavorano.
GOL, Garanzia di occupabilità dei lavoratori, è pensata per agevolare il reinserimento lavorativo di cittadni anche nelle altre fasce di età, per esempio percettori di reddito di cittadinanza, lavoratori in cassa integrazione, disabili, donne, over 50.

Per informazioni:

sede.milano@ialombardia.it
cesil.lavoro@cisl.it
tel 02 29516801

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Immigrazione 2022 04 Nov
By: Claudia Silivestro 0

Dossier statistico immigrazione 2022: se gli stranieri sono una risorsa

I dati del Centro studi Idos: gli immigrati producono ricchezza, ma su molti fronti danno più di quello che ricevono, in salari e servizi

Il Dossier statistico immigrazione 2022, nei dati nazionali e in quelli relativi alla Lombardia, è stato presentato pochi giorni fa dal Centro studi Idos. Alcuni numeri: in Italia gli immigrati rappresentano il 10% degli occupati (2.257.000, di cui il 42% donne). Sono spesso impiegati per un numero di ore più basso rispetto a quelle che sarebbero disponibili a lavorare: il 19,6% degli occupati stranieri lavora in part time involontario – il 30,6% tra le sole donne – contro 10,4% degli italiani. Al tempo stesso, però, hanno incarichi che non corrispondono al loro livello di istruzione: il 63,8% svolge professioni non qualificate o operaie e la quota di sovraistruiti è del 32,8%.

Un altro dato interessante è il contributo degli immigrati alle casse dello Stato. Nel 2020 hanno pagato 5,3 miliardi di euro di Irpef, 4,3 miliardi di Iva, 1,4 miliardi di Tasi e Tari, 2,2 miliardi di accise su benzina e tabacchi, 145 milioni di euro per le pratiche di acquisizione di cittadinanza e di rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno.

Dossier statistico immigrazione 2022: gli stranieri in Lombardia

Come ricorda Mauro Cereda, nel suo articolo su Conquiste del Lavoro, il Centro studi Idos rileva che in Lombardia gli immigrati sono il 12% della popolazione regionale: 489 mila nelle province di Milano, 155 mila nel bresciano, 121 mila a Bergamo. Più numerosi sono i romeni e poi si contano egiziani, marocchini, albanesi e cinesi. Anche in Lombardia, gli stranieri sono spesso occupati in mansioni non qualificate, nella percentuale di uno su tre. Come conferma l’Ufficio Immigrazione della Cisl di Milano, un problema importante, per molti stranieri, è la frequenza del lavoro irregolare.

In Italia come in Lombardia, gli immigrati danno più di quello che ricevono, in termini di servizi, diritti, qualità della vita, dal sistema sociale ed economico italiano. Nel 2021 gli stranieri in condizione di povertà assoluta sono saliti, in Italia, a oltre 1 milione e 600mila (+100.000 rispetto al 2020), il 32,4% di tutti quelli residenti in Italia, una quota oltre 4 volte superiore a quella degli italiani (7,2%).

http://www.dossierimmigrazione.it/

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rapporto Caritas sulla poverta 27 Ott
By: Claudia Silivestro 0

Rapporto Caritas sulla povertà nel 2021. Un fenomeno in crescita

I dati nazionali e quelli del milanese, diffusi poi da Caritas ambrosiana, mostrano una tendenza preoccupante

Il rapporto Caritas sulla povertà nel 2021, diffuso pochi giorni fa per quanto riguarda il territorio nazionale, e il focus sulla realtà milanese annunciato da Caritas ambrosiana, indicano uno scenario negativo. La pandemia ha lasciato il segno irrigidendo situazioni, già precarie, per 1 milione e 960mila famiglie in povertà assoluta, vale a dire 5.571.000 persone, il 9,4 per cento della popolazione residente.
Per la Caritas ambrosiana, il totale delle persone incontrate nei suoi centri di ascolto è aumentato dell’11,6 per cento rispetto al 2020 e del 5,2 per cento rispetto al 2019: è il più alto registrato dal 2014. Stranieri, persone con un basso livello di istruzione sono tra i più colpiti dalle difficoltà economiche, ma i numeri, nazionali e regionali, dicono anche qualcosa d’altro. Ricordano, ad esempio, che in Italia il reddito di cittadinanza raggiunge poco meno della metà dei poveri assoluti (44 per cento).

Rapporto Caritas sulla povertà: quando la miseria è un destino

Il rapporto ricorda che aumentano due fasce di persone in difficoltà. C’è la cosiddetta “povertà intergenerazionale”, il disagio che si trascina di padre in figlio, con poche possibilità di uscire dal circolo. Una stima citata dal rapporto ipotizza che, di media, in Italia sarebbero necessarie cinque generazioni per cambiare condizione sociale.
Un altro elemento da segnalare: nel milanese aumentano le richieste di aiuto da parte di famiglie italiane, rispetto alla tradizionale maggioranza di quelle straniere. Il rapporto segnala, poi, l’emergere di nuovi poveri, persone che perdono il lavoro o persone che lavorano, ma guadagnano troppo poco per sopperire a tutte le loro necessità. Sono i cosiddetti “working poor”, occupati in modo precario, con lavori irregolari o transitori.

(Grafico in foto di copertina: fonte Caritas)

Per informazioni sul Rapporto su povertà ed esclusione sociale dal titolo “L’anello debole”

Rapporto 2022 su povertà ed esclusione sociale in Italia “L’anello debole” | Versione integrale e sintesi

Per informazioni sul Rapporto sulle povertà nella Diocesi di Milano

https://www.caritasambrosiana.it/area-per-la-stampa/approfondimenti-area-per-la-stampa/i-chiaroscuri-del-2021-nel-rapporto-poverta 

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22 ottobre manifestazione 14 Ott
By: Claudia Silivestro 0

22 ottobre: manifestazione unitaria a Roma per la sicurezza sul lavoro

In piazza Santi Apostoli dalle 9.30 la mobilitazione nazionale Cgil Cisl Uil

Sabato 22 ottobre ci sarà una manifestazione unitaria, a Roma, di Cgil Cisl e Uil per la salute e la sicurezza sul lavoro. I sindacati confederali hanno indetto una mobilitazione nazionale, con inizio alle 9.30 in piazza Santi Apostoli, a conclusione di una settimana di assemblee sui luoghi di lavoro, flash mob, presidi sui territori, prevista a partire da lunedì 17 ottobre.
Gli incidenti sul lavoro e, tra di loro, gli infortuni con esiti mortali si succedono, da alcuni anni, a un ritmo preoccupante. Solo dall’inizio del 2022 i morti sul lavoro sono quasi 600: una media di 3 al giorno. Il 16 settembre scorso i sindacati avevano pubblicato un appello, nel quale, oltre alla denuncia, venivano avanzate alcune richieste di intervento.

22 ottobre: le ragioni

Non sono solo casualità e disgrazie gli elementi che portano a un dato così alto di infortuni. Nel 2021 le ispezioni nelle aziende hanno evidenziato irregolarità per il 69% delle aziende controllate; per quanto riguarda salute e sicurezza sul lavoro si arriva al 77% di irregolarità. Qualcosa non funziona nel sistema in cui i lavoratori vengono ingaggiati e posti nelle condizioni di lavorare in contesti non sicuri. Contratti regolari, una formazione adeguata anche per i datori di lavoro, modalità più efficaci per vigilanza e controlli sono alcune delle proposte articolate dai sindacati nell’appello.

Il 22 ottobre sono previsti gli interventi dei segretari generali Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri, Maurizio Landini.

Leggi l’appello Cgil Cisl Uil per la sicurezza sul lavoro

MANIFESTO_APPELLO_CGIL-CISL-UIL

Vai al volantino della manifestazione

A4 Sicurezza sul lavoro

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appello unitario dei sindacati 21 Set
By: Claudia Silivestro 0

Appello unitario dei sindacati per la sicurezza sul lavoro

Dall’inizio del 2022 sono quasi 600 i morti sul lavoro. Sono necessari più controlli, più formazione, tavoli di confronto istituzionali

Porta la data del 16 settembre l’appello unitario dei sindacati per la sicurezza sul lavoro. Cgil Cisl Uil firmano un documento nel quale chiedono impegno e attenzione concreta verso un problema che è poco visibile in campagna elettorale, nonostante la sua urgenza. Dall’inizio del 2022 sono quasi 600 i morti sul lavoro, una media di 3 al giorno. Le denunce di infortuni sono oltre 400 mila; dalle ispezioni nelle aziende è emerso un 69 per cento di irregolarità, che arriva al 77 per cento se si considera la voce “salute e sicurezza sul lavoro”. Crescono, del 7 per cento, anche le denunce per malattie professionali.
L’appello unitario dei sindacati chiede più controlli, formazione e addestramento per tutti i lavoratori e per tutte le tipologie di contratto. Serve anche più formazione nei confronti degli stessi datori di lavoro.

Appello unitario dei sindacati per la sicurezza sul lavoro

Cgil Cisl Uil avanza la richiesta che i finanziamenti dei progetti legati al Pnrr abbiano come condizione investimenti in salute e sicurezza. I sindacati sollevano il tema degli appalti pubblici; chiedono che possano presentarsi solo imprese che seguano criteri di qualificazione e che applichino i contratti collettivi, per escludere le situazioni di lavoro irregolare.
Cgil Cisl e Uil chiedono l’avvio di tavoli di confronto con le istituzioni sulla sicurezza. Il problema è tale, infatti, da richiedere interventi orientati al medio e lungo periodo: dall’analisi specifica delle cause degli infortuni alla ricerca sui rischi emergenti.

Leggi l’appello unitario dei sindacati per la sicurezza sul lavoro

Appello Manifesto Unitario

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Caro bollette 20 Set
By: Claudia Silivestro 0

Decreto Aiuti ter per contenere il carobollette

Il commento di Luigi Sbarra: servono progetti per sostenere crescita e coesione sociale

Il decreto Aiuti ter, approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre, prevede un ulteriore pacchetto di aiuti contro la crisi economica. Bonus ai redditi più bassi, crediti di imposta alle imprese, azioni per mitigare il costo dell’energia presso esercenti ed enti culturali sono tra le misure previste dal decreto, che vale in tutto 14 miliardi di euro.
Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, ha definito i contenuti del provvedimento “apprezzabili, ma non sufficienti” e ha chiesto al Governo e alle forze politiche uno sforzo maggiore. Per Sbarra le misure accolgono le istanze già avanzate dal sindacato ma vedono uno stanziamento ridotto, specialmente a favore di pensionati, famiglie e lavoratori.

Decreto Aiuti ter: che cosa prevede per le famiglie

Il decreto aumenta le risorse per il bonus trasporti e lancia un contributo una tantum, di 150 euro, per i redditi sotto i 20 mila euro. Alle imprese energivore è destinato un credito d’imposta per le spese energetiche e anche per le aziende che hanno contatori tra 4,5 kW e i 16 kW c’è un credito. Contributi maggiorati, per permettere di far fronte al costo dell’energia, sono destinati a regioni e al Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo è contenere il carobollette su fronti diversi, ma per la Cisl è importante concentrarsi su crescita economica e coesione sociale, perché

“tutto quello che non investiamo oggi in tutela del lavoro e coesione sociale, rischiamo di pagarlo domani, moltiplicato, in spesa assistenziale”.

Per questa ragione, conclude Sbarra,

“anche l’Europa deve battere un colpo, stabilendo subito un tetto al prezzo del gas, rifinanziando il Piano Sure e imponendo una global minimum tax sulle multinazionali”.

 

Per approfondire:

https://www.cisl.it/notizie/primo-piano/dl-aiuti-ter-sbarra-misure-apprezzabili-ma-ancora-insufficienti-mettere-in-campo-piu-risorse-su-lavoratori-famiglie-e-pensionati-leuropa-batta-un-colpo-2/ 

http://www.conquistedellavoro.it/economia/via-libera-del-cdm-al-dl-aiuti-ter-da-14-miliardi-1.3001728

https://www.corriere.it/economia/consumi/cards/decreto-aiuti-ter-bonus-150-euro-lavoratori-pensionati-ed-autonomi-a-novembre-prestiti-le-bollette/tantum-redditi-fino-20mila-euro-annui_principale.shtml

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mascherine Ffp2 05 Set
By: Claudia Silivestro 0

Bonus trasporti fino a 60 euro al mese per un abbonamento

Possono chiederlo da settembre gli utenti con reddito fino a 35 mila euro

È già possibile fare domanda per il bonus trasporti che permette, agli utenti con reddito fino a 35 mila euro, un’agevolazione economica per abbonamenti ai treni e autobus. Il Fondo istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha previsto uno stanziamento di 79 milioni di euro per la misura che vale sui mezzi pubblici locali e nazionali: sono esclusi i servizi di prima classe, executive, business, club executive, salotto, premium, working area e business salottino. Per i trasporti locali il ministero ha pubblicato una lista in cui sono presenti tutti i gestori convenzionati, compresi, per Milano e la Lombardia, Atm e Trenord.
Il sito Internet per fare domanda è

https://bonustrasporti.lavoro.gov.it/

ed è necessario autenticarsi con Spid o Carta di identità elettronica.

Bonus trasporti: come funziona

Il bonus trasporti prevede un contributo fino a 60 euro per un abbonamento mensile o annuale. Una volta fatta domanda e ottenuto il buono, è necessario spenderlo subito per acquistare l’abbonamento, per esempio il mensile, per utilizzarlo nel mese in cui si è ricevuto il bonus. L’utente può, entro la fine dell’anno, chiedere un bonus al mese, fino a esaurimento delle risorse stanziate. Il bonus è nominale e ciascun utente ne può richiedere uno. È importante, quando si fa la domanda, verificare che il proprio gestore di trasporti sia nella lista e segnalarne il nome sul sito.

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