Category: Economia e Lavoro

Sul gas serve un nuovo intervento 29 Ago
By: Claudia Silivestro 0

Sul gas serve un nuovo intervento del governo in carica. La nota Cisl

Luigi Sbarra chiede ulteriori misure per sostenere lavoratori, pensionati, famiglie e imprese

Sul gas serve un nuovo intervento del governo in carica. Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, visti gli ultimi aumenti del costo del gas, chiede ulteriori provvedimenti per fronteggiare l’impennata dei prezzi. Il punto di vista della Cisl è stato dichiarato in due comunicati stampa, il 26 e il 29 agosto, che trattano anche altri argomenti e che sul gas ricordano che l’aumento dei prezzi è destinato a durare e che servono interventi urgenti per sostenere lavoratori, pensionati, famiglie e imprese. Sbarra ricorda che occorre rivedere la normativa che àncora il prezzo del mercato tutelato al listino spot di Amsterdam, in modo da calmierare i prezzi, dice che bisogna accelerare gli investimenti sulle infrastrutture energetiche a cominciare dai rigassificatori di Ravenna , Piombino e Gioia Tauro, spingere sulla ricerca e le nuove tecnologie.

Sul gas serve un nuovo intervento, ma sono necessari anche altri provvedimenti

Sbarra si dice d’accordo con l’ipotesi di tassare gli extra-profitti delle aziende che hanno fatto profitti elevati, in questi anni prima sulla pandemia e oggi sui costi dell’energia.
Il segretario Cisl ha parlato anche di pensioni, nell’intervista rilasciata Quotidiano Nazionale oggi, 29 agosto:

«Sulla previdenza serve una riforma che garantisca meccanismi di flessibilità in uscita e un impianto sostenibile secondo criteri di equità, flessibilità, inclusione e sostenibilità sociale. Per questo auspichiamo la ripresa di un confronto politico concreto, dentro il quale costruire una pensione contributiva di garanzia per i giovani, sconti contributivi per le madri, un nuovo sostegno pubblico all’adesione alla previdenza complementare, un sostegno aggiuntivo ai lavoratori precoci e a chi svolge lavori gravosi e usuranti, con l’estensione dell’Ape sociale».

A questo link i testi completi dei comunicati

https://www.cisl.it/cisl/comunicati-stampa/

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comunità energetiche 29 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Adiconsum aderisce all’appello per sbloccare le comunità energetiche

Più di cento associazioni richiamano l’attenzione sull’assenza di decreti attuativi per rendere operativo il decreto 199/2021

Adiconsum aderisce all’appello lanciato da Next-Nuova economia perché vengano emanati al più presto i decreti attuativi sulle comunità energetiche. Secondo quanto scrive la rivista Valori, più di cento associazioni, tra le cui quali Adiconsum, hanno, ad oggi, firmato l’appello. La richiesta è vedere finalmente operativo il decreto 199/2021 che norma le comunità energetiche: gruppi di privati cittadini, condomini o enti o associazioni che possono produrre e distribuire energia rinnovabile. Il decreto italiano recepisce la la direttiva europea 2018/2011 ma attende, da diversi mesi oramai, i decreti attuativi.
Il documento rivolto al governo diventa particolarmente importante in questo periodo, quando, con la guerra in Ucraina tuttora in corso, lo spettro di un razionamento del gas è pressante e il caro vita sulle fonti di energia è già in atto.

Adiconsum: le comunità energetiche uno strumento di aiuto

Nella nota in cui aderisce all’appello, Adiconsum ricorda che le comunità energetiche, producendo l’energia da fonti rinnovabili, aiutano il processo di transizione energetica ed ecologica, risparmiano sulla bolletta perché non sono più soggetti alla volatilità dei mercati energetici e rappresentano quindi anche un valido strumento di aiuto per i vulnerabili e le famiglie in povertà energetica. Il testo dell’appello specifica che le comunità energetiche non sono tour court la soluzione ma costituiscono un passo avanti importante.
L’appello ricorda che nel Pnrr sono stati previsti fondi, per 2,2 miliardi di euro, vincolati a comunità energetiche nei piccoli comuni attraverso forme di credito agevolato, ma per realizzare questi progetti servono, appunto, i decreti attuativi.

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Pensione al superstite 28 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Osservatorio Silver Economy Censis-Tendercapital 2022 traccia un quadro dell’età d’argento

Sempre più numerosi, gli anziani italiani prediligono i contanti e le relazioni di prossimità.  Le paure: la malattia, la non autosufficienza

L’Osservatorio Silver Economy Censis-Tendercapital 2022 è stato presentato pochi giorni fa in conferenza stampa a Roma. La silver economy, cioè il mercato che si rivolge agli over 65, da molti è considerata un segmento con potenziali in crescita in un paese che vede sempre più persone dai capelli bianchi. In 10 anni gli ultrasessantacinquenni sono aumentati di più di 1,5 milioni, mentre gli over 80 sono il 7,6 per cento della popolazione. Le province italiane con quota più alta di anziani sul totale della popolazione sono Savona (29,7 per cento), Biella (29,6, Genova (29,1 per cento). L’incidenza è cresciuta molto nelle province sarde, in alcune pugliesi e calabresi e in quella di Frosinone (+4,4 per cento).

Se aumenta, quindi, la fascia target per servizi e prodotti agli anziani, chi opera nella silver economy deve adattare l’offerta ad abitudini e stili di vita peculiari. Un esempio su tutti: più la metà gli over 65 predilige i contanti e ha poca predisposizione a investire.

Osservatorio Silver Economy Censis-Tendercapital 2022: il primo pensiero è la salute

L’Osservatorio Silver Economy Censis-Tendercapital 2022, del resto, riferisce che per gli anziani la prima preccupazione è salute e che la prima paura degli anziani è la non autosufficienza (per il 44 per cento). Quasi la metà di coloro che hanno almeno 75 anni (47,8 per cento) soffre di multicronicità, con conseguenze sulla vita quotidiana, quota che sale a oltre il 55% nel Sud-Isole, ed è più alta tra le donne (52,4) rispetto agli uomini (40,9).
Il timore è enfatizzato dalla difficoltà di accedere ai servizi: oltre il 69,1 per cento dichiara che durante l’anno ha provato a prenotare appuntamenti con specialisti o per sottoporsi a esami con il Servizio Sanitario Nazionale trovando, però, liste di attesa molto lunghe.

Un altro segnale dei bisogni e delle abitudini degli over 65 è la preferenza per i servizi e le relazioni di prossimità. Il 62,3 per cento degli anziani ha figli o fratelli che vivono in prossimità. A poca distanza, il 79,6 per cento ha il proprio medico di medicina generale, il 92,7 per cento ha una farmacia di riferimento, il 31,4 per cento (dati nazionali) un Pronto soccorso o un ospedale. Inoltre, il 59,2 per cento preferisce rivolgersi fisicamente allo sportello di enti e servizi.

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Inps 2021 14 Lug
By: Claudia Silivestro 0

XXI rapporto annuale Inps: la relazione del presidente Tridico

Ripresa dell’occupazione, ma anche lavoro povero sono tra i fenomeni rilevati nel 2021. Sulle pensioni c’è un problema di sostenibilità

Il XXI rapporto annuale Inps è stato annunciato lunedì 11 luglio ed è stato presentato alle parti sociali mercoledì 13. La relazione del presidente Pasquale Tridico ha enucleato i temi principali del documento, tra cui le prestazioni Inps, i numeri dell’istituto e che cosa è successo nel mondo del lavoro e delle pensioni nel 2021.
Tridico ha ricordato che, da gennaio 2021, la ripresa ha portato il tasso di occupazione vicino al 60 per cento, un valore alto in termini assoluti ma lontano dall’obiettivo europeo del 70 per cento. L’andamento dell’economia post Covid non salva, però, dalle diseguaglianze: il 10 per cento di operai e impiegati dipendenti a tempo pieno guadagna meno di 1.495 euro, il 50 per cento meno di 2.058 euro e solo il 10 per cento ha livelli retributivi superiori a 3.399 euro lordi. La retribuzione media delle donne nel 2021 risulta pari a 20.415 euro, più bassa del 25 per cento rispetto a quella dei loro colleghi maschi.

XXI rapporto annuale Inps: lavoro povero, pensione povera

La ripresa non è stata sufficiente per tutti e non lo è tuttora. Tridico ricorda il

“problema della instabilità lavorativa, eccessiva flessibilità che diventa spesso precarietà o insufficienza di ore lavorate per mese”

e osserva che dalle condizioni del lavoro dipende il futuro della sostenibilità delle pensioni. Il lavoro povero porterà a pensioni povere.

Nel 2021, il 40 per cento dei pensionati ha percepito un reddito pensionistico lordo inferiore ai 12.000 euro, dato che scende al 32 se consideriamo integrazioni al minimo, trasferimenti e maggiorazioni. Da un’analisi del 20 per cento più povero tra i pensionati (fino a 10.000 euro annui) emerge che solo il 15 per cento dei pensionati in questa fascia riceve un assegno sociale e il 26 per cento una pensione ai superstiti.

Al 31 dicembre 2021, i pensionati in Italia sono circa 16 milioni, 7,7 milioni di uomini e 8,3 milioni di donne. L’importo medio mensile dei redditi percepiti dagli uomini è 1.884 euro lordi, quello delle donne è di 1.374 euro.

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12 luglio 2022 13 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Martedì 12 luglio 2022: positivo l’incontro tra governo e sindacati

Il prossimo confronto potrebbe essere alla fine di luglio. Sbarra: prorogare le misure degli ultimi decreti

Martedì 12 luglio, ieri mattina, si è svolto l’incontro tra Cgil Cisl e Uil e Mario Draghi, presidente del Consiglio insieme ad Andrea Orlando, ministro del Lavoro, Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico, Renato Brunetta per la Pubblica Amministrazione e Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche Agricole. Il comunicato stampa Cisl riferisce di un incontro positivo in cui il governo si è impegnato a mettere in campo un confronto strutturato e permanente con le parti sociali. Obiettivo, come è stato chiesto dalla Cisl, è salvaguardare il potere di salari, pensioni e reddito delle famiglie, in un periodo in cui inflazione e costi energetici sono in crescita.

Ha detto Sbarra:

“Abbiamo chiesto di prorogare le misure messe in campo negli ultimi decreti: il taglio sulle accise dei carburanti, di allargare la platea dei beneficiari degli sconti in bolletta e valutare la possibilità di prorogare nei prossimi mesi il bonus dei 200 euro, recuperando quei lavoratori e lavoratrici stagionali, precari, autonomi. Pensiamo agli operai agricoli, ai somministrati, ai lavoratori dello spettacolo, agli insegnanti pubblici che sono stati tolti dal decreto aiuti”.

Sbarra ha menzionato la possibilità di garantire l’azzeramento dell’iva su beni e acquisti di largo consumo per famiglie in difficoltà e ha ricordato che vanno prese misure tempestive per mettere sotto controllo prezzi e tariffe, toccate, tra l’altro, anche dalla speculazione. Oltre a interventi sul lavoro e contro il carovita, il segretario generale Cisl ha aggiunto anche il tema delle pensioni, auspicando un un accordo prima della fine dell’anno.

Governo e sindacati potrebbero incontrarsi ancora il 26 o il 27 luglio, prima della pausa estiva.

Per leggere il comunicato integrale Cisl:

https://www.cisl.it/notizie/primo-piano/dl-aiuti-sbarra-incontro-positivo-dal-governo-limpegno-ad-un-confronto-permanente-con-le-parti-sociali-su-misure-per-affrontare-emergenza/

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lavoratori domestici in Italia 08 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Lavoratori domestici in Italia: nel 2021 sono aumentati i contratti regolari

I dati dell’osservatorio Inps del 2021: più donne che uomini, molti stranieri, in maggior parte nel Nord Italia

I lavoratori domestici in Italia sono per lo più donne, stranieri in numero doppio rispetto agli italiani, concentrati nel Nord e nel Centro Italia con la Lombardia come prima regione. Questi, in sintesi, i dati emersi dall’Osservatorio sui lavoratori domestici Inps per il 2021. È stato l’anno in cui, per permettere a colf e badanti di andare al lavoro nonostante il lockdown, alcune famiglie hanno regolarizzato il rapporto, facendo aumentare i numeri dei contratti rilevabili da Inps.
L’Osservatorio rileva nel Nord-Ovest il maggior numero di lavoratori, con il 30,5 per cento, subito dopo vengono il Centro con il 26,8 per cento e il Nord-Est con il 20,5 per cento. In Lombardia risultano registrati il 19,2 per cento dei contratti. I lavoratori stranieri sono il 70 per cento del totale.

Lavoratori domestici in Italia: chi sono

Per lavoratori domestici Inps intende sia le persone che collaborano alla gestione della casa sia coloro che accudiscono un malato o un anziano. Nel 2021, le colf sono il 53 per cento, le badanti il 47. La tipologia “colf”, si legge nel rapporto, è prevalente tra i lavoratori italiani e quasi tutti i lavoratori stranieri, ad eccezione di quelli provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Asia Medio Orientale e dall’America Centrale, in cui prevale la tipologia “badante”.
Una prima analisi degli stipendi evidenzia che la maggior parte dei lavoratori domestici ha una retribuzione annua dai 13.000 euro in poi (106.451 lavoratori pari al 11,1% del totale). La stessa situazione si verifica anche per le femmine (11,5 per cento), mentre per i maschi la classe tra 1.000 e 2.000 euro (10,0 per cento).

Per leggere il rapporto completo:

https://www.inps.it/osservatoristatistici/api/getAllegato/?idAllegato=1013

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mascherine sul luogo di lavoro 07 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Mascherine sui luoghi di lavoro: le nuove regole

Il documento del 30 giugno lascia più libertà alle aziende ma chiede di considerare la mascherina Ffp2 un presidio importante soprattutto per i lavoratori fragili

Le mascherine sui luoghi di lavoro e in particolare le Ffp2 restano un dispositivo di protezione importante, consigliato soprattutto per i soggetti più a rischio negli ambienti di lavoro. Il protocollo anti-Covid sui luoghi di lavoro, aggiornato il 30 giugno, lascia più libertà alle aziende per quanto riguarda l’uso delle mascherine, che non sono più strettamente obbligatorie, ma impone comunque criteri di cautela.
Il documento precisa che il datore di lavoro deve rendere disponibili, a tutti i lavoratori, le mascherine di tipo Ffp2 e che deve considerare l’obbligo di indossare per alcune categorie di dipendenti. I criteri di attenzione segnalati sono le condizioni individuali dei lavoratori – se, quindi, si tratta di soggetti fragili – ma anche il contesto di lavoro, per esempio dove il distanziamento non è possibile.

Mascherine sui luoghi di lavoro: meglio la Ffp2

L’orientamento del protocollo, che menziona espressamente le mascherine Ffp2, mira a salvaguardare la sicurezza dei lavoratori attraverso il dispositivo di protezione considerato più sicuro rispetto alle mascherine chirurgiche. L’obbligo della mascherina Ffp2 è esplicito in caso di un focolaio.
Non cambiano le misure di prevenzione che vietano l’ingresso a chi ha più di 37,5 di temperatura.
Il nuovo protocollo sarà valido fino al 31 ottobre.

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Una tantum 200 euro 01 Lug
By: Claudia Silivestro 0

A luglio una tantum di 200 euro ai pensionati con un reddito inferiore ai 35.000 euro

Una tantum di 200 euro nella pensione di luglio

Anche i pensionati percepiranno con la pensione di luglio l’una tantum di 200 euro previsto dal recente decreto del governo. Si tratta di uno dei provvedimenti urgenti presi per far fronte al rincaro dei costi dell’energia che si ripercuote soprattutto sui redditi medio-bassi. Nei giorni scorsi l’INPS ha emesso una circolare che definisce le modalità del pagamento per tutte le categorie.

Avranno diritto all’indennità i pensionati che nel 2021 hanno avuto un reddito personale non superiore a 35.000 €. Il diritto riguarda anche i titolari di indennità assistenziali quali l’indennità di inabilità, l’assegno sociale e la pensione sociale.
Per ottenere l’una tantum i pensionati non devono fare alcuna richiesta. L’INPS accerterà automaticamente gli aventi diritto prendendo come riferimenti le certificazioni uniche emesse dall’istituto, i flussi UniEmens ed eventuali altri redditi da lavoro. Sono esclusi dal computo i trattamenti di fine rapporto comunque denominati, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Per eventuali altre informazioni, gli iscritti alla FNP possono rivolgersi alle sedi periferiche del sindacato pensionati e al patronato INAS

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Comunicato 7 giugno 2022 07 Giu
By: Claudia Silivestro 0

A Milano si continua a morire di lavoro. Comunicato Cgil Cisl Uil Milano

Di seguito il comunicato stampa integrale diffuso da Cgil Milano, Cisl Milano Metropoli e Uil Milano Lombardia oggi, martedì 7 giugno.

È successo di nuovo.
Mentre la città, con il Salone del Mobile e la Design Week, è concentrata a raccontare la sua sfavillante ripresa, a Milano si continua a morire di lavoro.

È successo sabato, a Gastone Faraoni, che stava lavorando per allestire l’esposizione del Salone del Mobile a Rho Fiera.
Ed è successo poche ore fa nel centro di Milano, dove un artigiano di 49 anni è morto precipitando da un edificio mentre con un collega stava montando delle tende al quarto piano.
Due eventi mortali nel giro di pochi giorni che fanno aumentare il bilancio già drammatico registrato da inizio anno e che dovrebbero far
riflettere la città, ed invece nulla.

Milano è identificata come la città del progresso, del futuro, delle innovazioni e tende a dimenticare che il lavoro tradizionale è ancora
fortemente presente. Siamo impegnati a lavorare ed a fare altro, ma forse, ogni tanto ci si dovrebbe fermare e riflettere: riflettere su quello
che sta succedendo e capire dove si vuole andare senza dimenticare però i problemi degli ultimi, di quelli che lavorano dietro le vetrine del
centro e dalle attenzioni internazionali.

Scarica il comunicato stampa

A Milano si continua a morire di lavoro.

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bonus dii 200 euro a colf e badanti 25 Mag
By: Claudia Silivestro 0

Il bonus di 200 euro anche a colf e badanti 

A differenza dei lavoratori dipendenti, collaboratori familiari e domestici devono fare domanda esplicita. Il contributo è una tantum e va richiesto una volta sola

Il bonus di 200 euro, stabilito nell’ambito del Decreto aiuti per aiutare le famiglie con i redditi più bassi a fronte della difficoltà economiche attuali, è esteso anche a collaboratori domestici e assistenti familiari. Inizialmente il bonus era stato annunciato per i lavoratori dipendenti come impiegati e operai, con un reddito inferiore ai 35.000 euro per l’anno 2021.
Il contributo è invece possibile anche per colf, badanti e lavoratori domestici che abbiano più rapporti di lavoro in corso, a partire dal 18 maggio 2022 e che rispettino il requisito di reddito. Per avere il bonus devono anche essere residenti in Italia e devono presentare domanda – mentre per le altre categorie di lavoratori il contributo scatta in automatico-.

Bonus di 200 euro per colf e badanti: come fare domanda

La richiesta del bonus di 200 euro per colf e badanti si fa direttamente all’Inps, entrando nel portale dell’Istituto e autenticandosi con Spid o Carta di Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. È possibile rivolgersi a un patronato Inas Cisl per la domanda e il consiglio è di fissare un appuntamento al più presto.

I documenti necessari sono:

  1. Un documento di identità
  2. Codice fiscale
  3. Iban del conto corrente sul quale ricevere il bonus.

Per informazioni: 
https://www.inas.it/

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