Category: Economia e Lavoro

21 Dic
By: Claudia Silivestro 0

Fai Cisl contro sfruttamento dei migranti e dumping sociale

Le dichiarazioni in occasione della Giornata Internazionale del Migrante

Fai Cisl ha celebrato il 18 dicembre, Giornata Internazionale del Migrante, con la Festa nazionale per i Migranti dell’Agroalimentare che si è svolta a Bari. In questa occasione Onofrio Rota, segretario generale della Fai-Cisl nazionale, e Andrea Cuccello, segretario nazionale della Cisl, si sono espressi contro le pratiche che stringono i migranti nelle gabbie di un lavoro povero e senza diritti. Caporalato, sfruttamento, dumping sociale, vanno contrastati non solo a livello sindacale ma anche sul piano politico e istituzionale.

Ha detto Rota:

“Il sindacato non può debellare da solo lo sfruttamento e il dumping sociale, bisogna che la politica faccia la sua parte, ad esempio mettendo fine al caporalato di Stato che riscontriamo in tante realtà, dove molti migranti che chiedono solo di lavorare si ritrovano appesi a fogli di via, domande inevase, regolarizzazioni avviate nel 2020 e tutt’ora sospese nel limbo della nostra burocrazia, per non parlare del click day, una pratica da superare perché oltre a confermarci l’insufficienza della manodopera quotata a tavolino nega i diritti di tanti lavoratori e imprenditori ad accedere a possibili assunzioni”.

Andrea Cuccello ha ricordato che in Italia lavorano 5 milioni di stranieri che contribuiscono per circa 64 miliardi all’anno alla crescita del Pil, con 9 miliardi di euro di rimesse Irpef:

“Troppo spesso anche le Ral, cioè i riconoscimenti annuali, sono molto più bassi rispetto ai lavoratori italiani, e questo è un elemento da attenzionare anche attraverso i rinnovi dei contratti, mettendo al centro un’attenzione specifica verso questi lavoratori”.

(Foto di repertorio)

Per approfondire:

Fai-Cisl contro il “caporalato di Stato” – Conquiste del Lavoro

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Manifesto Cisl 19 Ott
By: Claudia Silivestro 0

Manifesto Cisl per la partecipazione: firmano economisti e giuslavoristi

Il documento, lanciato il 14 ottobre, vede tra i primi aderenti sociologi ed esperti di economia e lavoro

Il Manifesto Cisl è stato lanciato la settimana scorsa, il 14 ottobre, al termine delle giornate della Partecipazione e a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare avanzata dal sindacato. Un primo, nutrito, gruppo di economisti, giuslavoristi e sociologi del lavoro hanno firmato il documento che intende rilanciare, in uno momento delicato per la tenuta economica e sociale del Paese, i valori già previsti dalla Costituzione italiana, sul rapporto tra azienda e lavoratori.

Si legge nel manifesto:

“In un momento estremamente delicato per la nostra storia, condizionato da preoccupanti instabilità geo-politiche, crescenti divari di produttività e valore tra settori e contesti geografici, polarizzazione delle competenze e dei salari, esclusione sociale delle persone più deboli e perduranti difficoltà del sistema scolastico, formativo e universitario, la CISL non si accontenta di assistere a uno stanco dibattito attorno alle possibili soluzioni di breve termine”.

Come sottolinea l’articolo 46 della Costituzione, la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende è un «diritto», ben più di una semplice facoltà, da concretizzarsi in conformità alla legge e «in armonia», non in conflitto, con le esigenze della produzione:

“Siamo convinti che i tempi siano maturi per dare seguito alle intuizioni dei padri costituenti e dei fondatori della CISL creando le condizioni strutturali per un nuovo rapporto tra capitale e lavoro, responsabile e generativo. Per questo abbiamo avviato una grande campagna di raccolta firme, per presentare al legislatore una legge di iniziativa popolare che intende disciplinare la partecipazione gestionale, finanziaria, organizzativa e consultiva dei lavoratori alle imprese”.

Tra i primi firmatari del Manifesto Cisl ci sono Giulio Sapelli, Alberto Berrini, Tiziano Treu, Pietro Ichino, Franca Maino, Marina Brollo, Giancarlo Rovati.

Per approfondire:

https://www.cisl.it/senza-categoria/lavoro-economisti-e-giuslavoristi-firmano-manifesto-cisl-a-sostegno-legge-per-governance-dimpresa-partecipata-dai-lavoratori/

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Manovra 16 Ott
By: Claudia Silivestro 0

Manovra: un limite le risorse, ma c’è il taglio del cuneo

L’intervista a Luigi Sbarra sul Corriere della sera del 15 ottobre

La manovra finanziaria è stata il tema dell’incontro svolto il 13 ottobre tra governo, parti sociali e rappresentanze datoriali. Sulla legge di bilancio, che dovrebbe essere approvata dal consiglio dei Ministri oggi, lunedì 16, il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, ha espresso la sua posizione in un’intervista pubblicata sul Corriere della sera il 15 ottobre.

Sbarra ha detto di apprezzare il metodo seguito dal governo, nella scelta di consultare le parti sociali prima del varo della misura. Il segretario Cisl rileva il limite: la quantità delle risorse messe in campo, ma considera positiva la notizia dei 15 miliardi sul taglio del cuneo contributivo e la riduzione dell’Irpef. Sbarra ha detto che la legge di bilancio è migliorabile e che la Cisl, tra l’altro, ha chiesto la piena indicizzazione di tutte le pensioni per tenere conto del costo della vita.

Leggi la sintesi dell’intervento di Sbarra:

https://www.cisl.it/notizie/attualita/le-misure-che-premiano-i-redditi-piu-bassi-sono-poche-ma-buone-avanti-senza-pregidizi-corriere-della-sera/

e l’articolo sul Corriere della sera:

https://www.cisl.it/wp-content/uploads/2023/10/Corsera.pdf

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carovita alimentare 19 Set
By: Claudia Silivestro 0

Sbarra: sbagliata la decisione della Bce di alzare i tassi

Per Luigi Sbarra la decisione della Banca centrale europea di alzare i tassi di interesse è “sbagliata” ed espone le imprese e le famiglie a una stretta creditizia assolutamente insostenibile. La dichiarazione del segretario generale Cisl è stata diffusa dall’agenzia di stampa AdnKronos il 15 settembre, dopo l’annuncio, apparso sui giornali il 14, che la Bce porta il tasso sui rifinanziamenti principali al 4,50 per cento, quello sui depositi al 4 per cento e quello sui prestiti marginali al 4,75 per cento.

Sbarra ha espresso la sua posizione a margine dell’assemblea di Confindustria che si è svolta a Roma il 15. Ha detto Sbarra:

“La vera grande priorità oggi è contrastare l’inflazione, salvaguardare il potere di acquisto dei salari e pensioni e rilanciare gli investimenti”.

A proposito del caro vita, in un’intervista rilasciata a Quotidiano Nazionale il 17 settembre, Sbarra ha ribadito l’importanza di procedere nel confronto con il governo, con l’obiettivo di puntare a una cabina di regia che metta in atto politiche concrete per contrastare l’inflazione. Bonus e iniziative una tantum non bastano e non devono essere pensate come risolutive. Bisogna accogliere il suggerimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e contrastare il lavoro povero: formazione, sostegno al reddito vanno pensati insieme alla prospettiva di un lavoro stabile, tutelato e contrattualizzato.

Riguardo al salario minimo, per Sbarra

“un buon contratto è sempre meglio di una cifra fissata per legge”.

Per approfondire

https://www.ilsole24ore.com/art/la-bce-alza-tassi-450percentotw-AFJzcHr

https://www.cisl.it/notizie/attualita/i-bonus-non-bastano-servono-riforme-vere-il-jobs-act-resta-utile-qn/

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Famiglia Cristiana 13 Set
By: Claudia Silivestro 0

Sicurezza sul lavoro: serve una nuova alleanza

Il messaggio del presidente Mattarella, gli interventi di Luigi Sbarra

Per la sicurezza serve una “nuova alleanza” per proteggere i lavoratori. Serve un impegno comune che coinvolga gli ambiti settori deputati ai controlli, gli ispettori, ma anche la formazione e investimenti sulla prevenzione. Luigi Sbarra, segretario generale Cisl è tornato sul tema più caldo di questi giorni con un intervento pubblicato sul settimanale Famiglia Cristiana il 10 settembre.

Si muore ogni giorno nelle fabbriche, nei cantieri edili, nei servizi della logistica, negli anfratti dell’economia sommersa e del caporalato, ha ricordato Sbarra. Per invertire questa tendenza, preoccupante e drammatica da alcuni anni oramai, il segretario generale Cisl, ha detto, inoltre:

“Le nuove tecnologie devono essere messe al servizio della causa, con banche dati intercomunicanti che garantiscano migliore coordinamento tra enti. (…) Il sindacato deve fare la sua parte innovando le relazioni industriali, denunciando e combattendo gli appalti al ribasso, le esternalizzazioni predatorie, pretendendo il rispetto dei contratti su tutta la catena degli appalti e forniture”.

Sicurezza sul lavoro: il messaggio di Mattarella

Di sicurezza sul lavoro ha parlato, nuovamente, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, martedì 12 settembre, in un messaggio rivolto alla ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, in occasione dell’avvio del corso di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, Mattarella ha dichiarato che le morti sul lavoro feriscono la società nella sua interezza e che

“Il nostro Paese colloca il diritto al lavoro e il diritto alla salute tra i principi fondanti della Repubblica. Non è tollerabile perdere una lavoratrice o un lavoratore a causa della disapplicazione delle norme che ne dovrebbero garantire la sicurezza sul lavoro.
I morti di queste settimane ci dicono che quello che stiamo facendo non è abbastanza. La cultura della sicurezza deve permeare le Istituzioni, le parti sociali, i luoghi di lavoro”.

Leggi gli interventi integrali qui

https://www.cisl.it/notizie/attualita/occorre-una-nuova-alleanza-per-proteggere-i-lavoratori-famiglia-cristiana/

https://www.quirinale.it/elementi/97017

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Luigi Sbarra 13 Ago
By: Claudia Silivestro 0

Dichiarazione di Luigi Sbarra dell’11 agosto: aprire percorso bipartisan

A proposito del dibattito sul salario minimo, la Cisl guarda con interesse all’avvio di un percorso istruttoria al Cnel e ribadisce l’importanza della contrattazione

Venerdì 11 agosto la Cisl ha diffuso un comunicato stampa con le dichiarazioni di Luigi Sbarra in merito al dibattito politico su salario minimo e contrattazione. La posizione della Cisl sul tema è stata ribadita domenica 13 agosto da un’intervista a Sbarra sulle colonne de Il Messaggero. Sbarra ha parlato dell’opportunità di aprire un’impostazione bipartisan i temi del lavoro povero, della precarietà lavorativa, di una questione salariale che richiede una nuova strategia condivisa tra politica, sindacati e imprese. Per questo, ha detto Sbarra,

“guardiamo con il massimo interesse all’avvio di un percorso-istruttoria al Cnel che porti anche a una norma capace di estendere e rafforzare la contrattazione, assicurando salari dignitosi e copertura dei contratti leader a tutti i lavoratori, senza alcuna eccezione”.

Nella consapevolezza che per fronteggiare working poors e salari bassi non è sufficiente qualche articolo sulla Gazzetta ufficiale, la Cisl ricorda che bisogna far applicare i contratti leader e maggiormente diffusi, contrastare i part-time involontari, aumentare le ispezioni per le false partite Iva e il parasubordinato, il sommerso e il lavoro nero, le cooperative spurie e i tanti fasulli tirocini extracurricolari.

Nell’intervista a Il Messaggero Sbarra ha anche detto:

“Aprire un confronto al Cnel è un modo per valorizzare il ruolo centrale delle parti sociali ed avviare un percorso-istruttorio che deve portare ad una norma quadro “leggera” capace di estendere e rafforzare la contrattazione collettiva, assicurando salari dignitosi e la copertura dei contratti leader e maggiormente diffusi a tutti i lavoratori (…) ”.

Per approfondire:

https://www.cisl.it/notizie/primo-piano/salari-sbarra-aprire-percorso-bipartisan-partecipato-da-parti-sociali-per-valorizzare-contrattazione-e-realizzare-nuova-politica-dei-redditi/

https://www.cisl.it/notizie/attualita/zero-tasse-sugli-aumenti-e-intese-nazionali-estese-a-chi-oggi-non-e-coperto-il-messaggero/

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04 Ago
By: Claudia Silivestro 0

Lavoro e inflazione: i dati Istat di giugno e luglio

Migliorano i numeri degli occupati, l’inflazione decelera

A lavoro e inflazione sono dedicati gli ultimi comunicati stampa diffusi da Istat, rispettivamente il primo agosto e il 31 luglio. Entrambi i comunicati mostrano una situazione in leggero miglioramento anche se, per quanto riguarda il mese di luglio sui prezzi e il mese di giugno sul lavoro, i numeri sono presentati come provvisori.

In merito al lavoro, in giugno l’occupazione cresce (+0,3%, pari a +82mila unità) per uomini e donne, per tutte le classi d’età e per i dipendenti, calando solo tra gli autonomi. Il tasso di occupazione sale al 61,5% (+0,2 punti).
Il numero di persone in cerca di lavoro, rispetto a maggio 2023, diminuisce (-2,3%, pari a -44mila unità) anch’esso per uomini e donne e per tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione totale scende al 7,4% (-0,2 punti), quello giovanile al 21,3% (-0,4 punti).

Lavoro e inflazione: la tendenza

Per quanto riguarda i prezzi al consumo, Istat parla, per il mese di luglio, di una decelerazione del tasso di inflazione, dovuto, soprattutto, al rallentare dei prezzi sui servizi di trasporto e dei beni energetici non regolamentati. Istat osserva anche una lieve decelerazione sugli alimentari lavorati e, invece, un rialzo dei prezzi degli alimentari non lavorati e dei servizi relativi all’abitazione.

La cosiddetta inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi rallenta ancora (da +5,6% a +5,2%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +5,8%, registrato a giugno, a +5,6%). L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,7%, per l’indice generale e a +5,1%, per la componente di fondo.

Per approfondire:

https://www.istat.it/it/archivio/287194

https://www.istat.it/it/files//2023/08/CS_Occupati-e-disoccupati_GIUGNO_2023.pdf

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Incidenti sul lavoro 25 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Emergenza caldo: la Cisl chiede soluzioni

Sbarra: definire un protocollo di intesa con il governo. Lavoro da remoto, sorveglianza sanitaria, cassa integrazione per alcuni settori

È ancora emergenza caldo in molte città d’Italia. Il bollettino ondate di calore diffuso dal ministero della Salute segnala, dal 24 luglio, il bollino rosso per diverse città del Centro, del Sud Italia e delle isole. Con l’obiettivo, annunciato già la settimana scorsa, di proteggere i lavoratori più esposti al rischio di malori Luigi Sbarra, leader della Cisl, a margine dell’incontro al ministero delle imprese e del Made in Italy su Stellantis, il 24 luglio, ha ricordato il dialogo in corso con il governo su questi temi.

La Cisl, ha detto Sbarra, sta lavorando per definire un protocollo di intesa sull’emergenza caldo. La richiesta è di

“inserire in una norma legislativa i contenuti dell’intesa che siamo impegnati a definire”.

Emergenza caldo per i lavoratori: cosa si può fare

Un primo punto è rafforzare, quanto più possibile, lo strumento della cassa integrazione per alcuni settori, in modo particolare l’edilizia, l’agricoltura e senza dimenticare i rider.
Nelle dichiarazioni diffuse dalle agenzie di stampa, la Cisl ha evidenziato la possibilità di sollecitare le imprese, sui dispositivi di protezione individuale e su diversi accorgimenti per contenere i disagi dovuti all’emergenza caldo per chi lavora. In una organizzazione del lavoro mirata, ad esempio, si potrebbe far ruotare le persone, definire turni e orari in modo da ridurre le prestazioni più onerose negli orari più caldi della giornata. Lavoro agile e lavoro da remoto sono un’altra soluzione, per alcune mansioni, ma Sbarra ha ricordato che si deve investire subito e maggiormente sulla sorveglianza sanitaria, con un ruolo più importante dei medici competenti.

Per informazioni sulle ondate di calore:

https://www.salute.gov.it/portale/caldo/bollettiniCaldo.jsp?lingua=italiano&id=4542&area=emergenzaCaldo&menu=vuoto

Per approfondire sulle posizioni Cisl sull’emergenza caldo:

https://www.cisl.it/comunicati-stampa/emergenza-caldo-sbarra-bisogna-fare-presto-e-proteggere-i-lavoratori-piu-esposti-e-fragili-urgente-e-necessaria-intesa-tra-governo-e-parti-sociali-da-recepire-in-un-decreto/

Emergenza Caldo. Graziani: “Positiva la tempestiva convocazione del tavolo su salute e sicurezza. Bene protocollo trilaterale per tutelare lavoratori”

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Italia, giovani emigrati 18 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Rapporto Istat 2023: l’invecchiamento ha effetti negativi sul Pil

I numeri confermano l’insufficiente ricambio generazionale

Il rapporto Istat 2023 è stato presentato venerdì 7 luglio. L’indagine periodica sulla situazione economica e sociale del Paese conferma, per quanto riguarda l’età della popolazione, una tendenza nota. Il calo demografico continua: nel primo quadrimestre 2023 le nascite (118mila unità) continuano a diminuire: -1,1 per cento sul 2022, -10,7 per cento sul 2019. In un circolo vizioso, il fenomeno è dovuto, per l’80 per cento, al fatto che ci sono meno donne in età fertile, cioè tra i 15 e i 49 anni di età. Conta, però, per il 20 per cento, il fatto che le famiglie tendono ad avere meno figli. Nel 2019 la media era di 1,27 figli per donna del 2019; nel 2022 è scesa al 1,24.

Nel comunicato, Istat osserva che l’invecchiamento è destinato ad accentuarsi nei prossimi anni e avrà effetti negativi sul tasso di crescita del Pil pro capite. L’insufficiente ricambio generazionale potrebbe essere compensato da una maggiore valorizzazione delle nuove generazioni, ma anche in questo caso non ci sono buone notizie. Ilaria Storti, su Conquiste del lavoro, sintetizza il quadro con il titolo “L’Italia sta invecchiando, male”.

Rapporto Istat 2023: puntare di più sui giovani

Sempre la nota Istat sottolinea, infatti, che gli indicatori sul benessere dei giovani in Italia sono però ai livelli più bassi in Europa.
Alcuni esempi? L’Italia spende per le prestazioni sociali erogate alle famiglie e ai minori una quota rispetto al Pil molto esigua, pari all’1,2 per cento a fronte del 2,5 per cento della Francia e del 3,7 per cento della Germania. La copertura dei posti disponibili nelle strutture educative per la prima infanzia (0-2 anni) rispetto ai bambini residenti è pari al 28 per cento, ancora inferiore al target europeo del 33 per cento da raggiungere entro il 2010 e molto lontana dal nuovo target del 50 per cento entro il 2030.

Inoltre, c’è un’insufficiente capacità di scuola e servizi di far crescere l’ascensore sociale. Si chiama “trappola della povertà” ed è un fenomeno più forte in Italia rispetto ad altri paesi europei. Quasi un terzo degli adulti (25-49 anni) a rischio di povertà proviene da famiglie che, quando erano ragazzi di 14 anni, versavano in una cattiva condizione finanziaria.

Per approfondire:

https://www.istat.it/it/files//2023/07/PILLOLE-RAPANN-2023.pdf

http://www.conquistedellavoro.it/l-italia-sta-invecchiando-male-1.3153109

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04 Lug
By: Claudia Silivestro 0

Colf e badanti diminuiscono di numero? Che cosa dicono i dati

Secondo Inps, nel 2022 i lavoratori domestici sono meno rispetto al 2021, ma è probabile che siano in calo i contratti di assunzione

Colf e badanti diminuiscono, almeno secondo i contratti regolari che Inps è in grado di monitorare. Secondo il report “Statistiche in breve”, di giugno 2023, i lavoratori domestici nel 2022 sarebbero il 7,9 per cento in meno rispetto al 2001, cioè un calo di 79.548 persone.
Dopo l’incremento del biennio 2020-2021, a causa delle restrizioni del Covid, che avevano invogliato la riemersione di molte lavoratrici in nero e anche a seguito della sanatoria approvata dal governo Draghi, nel 2022 si è tornati ai numeri del triennio 2017-2019. Un calo così consistente di lavoratrici e lavoratori domestici, però, fa pensare piuttosto ad una nuova crescita dei rapporti irregolari.

La Lombardia è la regione che presenta il maggior numero di badanti e colf, 29143, il 19,5% del totale, 849.299. Il Nord ovest è l’area d’Italia più interessata, seguita dal Centro e dal Nord Est.

Colf e badanti: presente e futuro

I lavoratori stranieri occupati in quelle attività sono calati in un anno del 8,4 per cento rispetto al 2021. Per Luigi Maffezzoli, della segreteria Fnp Milano:

“un altro dato che lascia perplessi e che fa pensare in parte ad abbandoni della professione ma, soprattutto, al ritorno al nero dopo un breve periodo di lavoro regolare”.

Anche le lavoratrici e i lavoratori domestici invecchiano: la classe d’età che più incide nel settore è quella che va dai 50 ai 54 anni, con un peso del 17,2 per cento, mentre solo il 1,9 per cento ha meno di 25 anni.

Osserva Maffezzoli:

“È molto concreto il rischio che la carenza di medici e in generale di personale di cura si estenda anche alla categoria più generica delle “badanti”. Il problema dovrà entrare decisamente nei decreti attuativi della legge sulla non autosufficienza, attesi per l’inizio del 2024. Dobbiamo pensare a maggiori agevolazioni fiscali, a formazione e qualificazione che renda l’attività più attrattiva e riconosciuta socialmente, a semplificazioni e a una permanenza delle regolarizzazioni, a un sistema di servizi territoriali che sviluppino l’assistenza domiciliare alla cui carenza spesso gli anziani sono costretti a sopperire con l’assunzione di badanti e colf, a badanti di caseggiato e ad altre soluzioni che integrino i servizi”.

Per approfondire:

https://servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/api/getAllegato/?idAllegato=1013

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