Category: Economia e Lavoro

26 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Criminalità organizzata in Lombardia: alcuni dati

Da più fonti emerge il fenomeno di infiltrazioni mafiose nel tessuto aziendale, soprattutto nell’area di Milano, Monza, Brianza

La criminalità organizzata in Lombardia si è sviluppata, negli ultimi anni, nelle province di Milano e di Monza Brianza. È uno dei dati che emergono da più fonti, a livello locale e nazionale, consultate da Gianraimondo Farina e riportate in un recente articolo su Via Po- Conquiste del Lavoro. Farina scrive che, insieme a Milano e Imperia, quella di Monza-Brianza sarebbe la zona a più alta densità mafiosa del Nord Italia. Le ricerche fanno riferimento a più annate, a cominciare dal 2022 sino al periodo prima della pandemia, dal 2018 al 201. Si tratta, per menzionarne alcune, della relazione DG Sicurezza nell’ambito del Piano Attività 2020, promossa dalla Giunta regionale, della relazione del secondo semestre del 2020 della Dia, Direzione investigativa antimafia, ma Farina incrocia anche i risultati di un sondaggio di Confcommercio Milano Monza Brianza- Lodi e dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Criminalità organizzata in Lombardia: che succede

Non sono solo i dati di monitoraggio a evidenziare la presenza della criminalità organizzata in Lombardia. Nel 2018, l’operazione delle forze dell’ordine nota come “Nebbia Calabra” ha sequestrato un patrimonio di beni per 8 milioni di euro tra Bologna e Desio. Nel 2020 l’operazione “The Shock” ha fatto emergere l’infiltrazione della ‘ndragheta nelle strutture turistiche. Preoccupa anche il fatto che sono poche le denunce alle autorità, mentre un’altra area da rilevare è quella delle attività spesso invisibili, come quelle del riciclaggio di denaro.
Un altro dato è quello del l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata: provvedimenti di sequestro sono documentati in più del 70 per cento dei comuni della provincia di Monza Brianza.

L’articolo di Farina si trova su Via Po Economia, supplemento al numero 113 del 14 giugno 2023

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31 Mag
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Osservatorio “Il lavoro a Milano” a cura di Assolombarda e dei sindacati

Si rinnova l’accordo già siglato nel 2006 per monitorare il territorio

Prosegue l’attività dell’osservatorio “Il lavoro a Milano”, a cura di Assolombarda, Cgil Metropolitana di Milano, Cisl Milano Metropoli e Uil Milano e Lombardia. In maggio sindacati e Assolombarda hanno firmato l’accordo che rinnova il progetto, avviato dal 2006: una piattaforma condivisa dove si raccolgono dati sul lavoro nel territorio e dalla quale si elabora, ogni anno, un rapporto sulla realtà economico-produttiva di Milano. È una sinergia importante che, nel medio e lungo periodo, fa emergere bisogni e tendenze del mercato del lavoro.

Come ha detto Stefano Passerini, direttore Settore Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Assolombarda, il rapporto è utile per valutare, per esempio, l’impatto delle politiche del lavoro, il ruolo della formazione, l’influenza del mismatch – la mancata corrispondenza tra le competenze di chi cerca lavoro e i bisogni di chi offre lavoro -.

Osservatorio “Il lavoro a Milano”: punto di incontro e di riflessione

L’accordo per l’osservatorio non è il solo che ha visto, insieme, le firme dei sindacati milanesi e di Assolombarda. Per i firmatari, la segretaria della Cgil Metropolitana di Milano, Luisella Inzaghi; il segretario con delega al lavoro di Cisl Milano Metropoli, Eros Lanzoni; il segretario di Uil Milano e Lombardia, Salvatore Monteduro:

“Il rinnovato impegno sull’Osservatorio ci consentirà di essere costantemente aggiornati sugli andamenti del mercato occupazionale e quindi fare scelte per il bene dei lavoratori e delle lavoratrici. Ogni anno approfondiamo un argomento specifico e questo ci ha sempre permesso di anticipare i problemi e le emergenze, ad esempio ‘donne e lavoro, flessibilità, formazione, sicurezza’, per poi intervenire con progetti e iniziative condivise”.

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Luigi Sbarra Potenza primo maggio 2023 02 Mag
By: Claudia Silivestro 0

Luigi Sbarra al governo: un albero non fa una foresta

La riduzione del cuneo fiscale è un fatto positivo, ma non basta. Sono confermate le assemblee regionali di maggio ’23

Luigi Sbarra è intervenuto più volte, in questi ultimi giorni, in merito alla politica del governo sul lavoro, dopo l’incontro con la premier e Cgil Cisl Uil di domenica 30 aprile, in alcune dichiarazioni sulla stampa e nel discorso pronunciato alla manifestazione del primo maggio a Potenza.
Un albero non fa una foresta, ha detto Sbarra. L’incontro di domenica, convocato quando la stesura dei provvedimenti sul lavoro era già pronta per il consiglio dei Ministri del primo maggio, “ha un senso se apre un nuovo cammino stabile verso riforme partecipate”.
Il pacchetto lavoro è stato adottato senza dialogo, ha sottolineato Sbarra a Potenza, la riduzione del cuneo fiscale è un aspetto positivo, ma serve di più. Il rinnovo dei contratti pubblici e privati, una nuova politica dei redditi, il rafforzamento delle risorse per il sistema sociosanitario pubblico sono alcune delle priorità ricordate da Sbarra.

Luigi Sbarra: la mobilitazione unitaria va avanti

Cisl apprezza la scelta di destinare tre miliardi e mezzo di euro alla riduzione del cuneo fiscale per alcune fasce di lavoratori, che potrebbero avere, sino alla fine del 2023, un aumento dello stipendio netto in busta paga. Non basta, perché il provvedimento avrà un termine e perché per sostenere famiglie e lavoratori sono necessari molti altri interventi.
Le assemblee regionali di maggio, annunciate come mobilitazione unitaria con Cgil e Uil, sono confermate.
Sbarra ha ribadito:

“Il filo del dialogo in questi ultimi mesi è caduto a terra, con troppi provvedimenti approvati senza coinvolgere le parti sociali. Quel filo deve essere ripreso. Rafforzato. Reso stabile e affidabile nel rapporto con il sindacato. (…) .
“Non indietreggeremo di un solo centimetro. Valuteremo i comportamenti e le risposte senza preclusioni, ma anche senza fare sconti”.

Per approfondire:

https://www.cisl.it/notizie/primo-piano/primo-maggio-manifestazione-nazionale-a-potenza-sbarra-ripartiamo-dalla-centralita-del-lavoro-il-dialogo-con-il-governo-deve-essere-ripreso-e-rafforzato/

https://www.cisl.it/notizie/attualita/ora-non-buttiamola-in-rissa-avvio-di-un-dialogo-importante-servono-politiche-attive-e-salariali-da-il-corriere-della-sera-e-gli-altri-interventi-su-il-tempo-quotidiano-nazionale/

https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-32/22502

https://www.cisl.it/notizie/primo-piano/tavolo-a-palazzo-chigi-su-dl-lavoro-sbarra-incontro-utile-ed-importante-giudizio-sospeso-aspettiamo-di-conoscere-i-testi/

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Primo maggio 2023 27 Apr
By: Claudia Silivestro 0

Primo maggio per i diritti del lavoro e per la sicurezza

Cgil Cisl e Uil hanno presentato il 26 aprile le iniziative per la festa del Lavoro, con una voce critica sulle misure governative in fase di studio

Sarà un primo maggio per i diritti del lavoro, una giornata di partecipazione e di festa, ma anche un modo per sollevare una voce critica sull’operato del governo di queste ultime settimane. Nella conferenza stampa del 26 aprile in Rai, Cgil Cisl e Uil hanno ricordato che l’edizione 2023 della festa del Lavoro è dedicata ai 75 anni della Costituzione, perché è una “bussola di riferimento”, ha detto Sbarra, e perché va letta, va diffusa e va difesa nei suoi valori e principi”.
Insieme ai segretari generali Cgil e Uil, rispettivamente Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, Sbarra ha scelto la presentazione delle iniziative per il primo maggio per mettere in evidenza problemi importanti come la sicurezza sui luoghi di lavoro – perché gli incidenti mortali sono spesso 4-5 al giorno -, la tutela dei diritti, il contrasto al precariato e la difesa del lavoro dei giovani.

Primo maggio: dubbi sui provvedimenti del governo

Proprio il primo maggio è prevista una riunione del Consiglio dei Ministri per varare provvedimenti in tema lavoro e politiche sociali. Tutte e tre le sigle sindacali hanno mosso critiche al governo su questi punti. Ha detto Luigi Sbarra:

“Per ora ci sono notizie che stiamo leggendo dai media, perché ad oggi su questi due aspetti, pacchetto lavoro e cambiamento e modifiche al reddito, il governo non ha inteso attivare alcuna fase di confronto con i sindacati e le parti sociali. Vediamo un susseguirsi di bozze, che a volte smentiscono in maniera evidente i contenuti delle precedenti. Mi pare che la discussione vada avanti con cambiamenti repentini. Il governo farebbe bene, su temi decisivi come questo, ad adoperarsi per una fase di confronto con sindacati e parti sociali. Questo metodo che sta venendo avanti è inaccettabile. Sollecitiamo ancora in queste ore il governo a riprendere il confronto su tavoli aperti da mesi ed impantanati e ad avviarlo sul provvedimento sul lavoro”.
.

Per approfondire:

https://www.cisl.it/notizie/in-evidenza/primo-maggio-la-conferenza-stampa-di-cgil-cisl-uil-in-rai-sbarra-non-solo-una-giornata-di-lotta-per-i-diritti-e-le-tutele-ma-una-grande-giornata-di-partecipazione/

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Partecipazione al lavoro 20 Apr
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“Partecipazione al Lavoro”, la proposta di legge di iniziativa popolare della Cisl

Luigi Sbarra: Il tempo è maturo per far evolvere il rapporto tra impresa e lavoro. Ci sarà una raccolta di firme

Giovedì 20 aprile la Cisl ha depositato alla Corte di Cassazione di Roma la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Partecipazione al Lavoro”. Più volte annunciata nei mesi scorsi, la proposta si basa su una più stretta interrelazione tra impresa e lavoro, disciplinando la partecipazione dei lavoratori, come, si legge nel documento, da articolo 46 della Costituzione, che sancisce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende, e nel rispetto dei principi e dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e internazionale.

I tempi sono maturi, ha detto Luigi Sbarra nel comunicato ufficiale che è stato diffuso sul web e su tutti i social network. La Cisl ha detto che avvierà una campagna di raccolta firme su tutto il territorio nazionale per sostenere l’iniziativa.

“Partecipazione al Lavoro” porta con sé produttività, sicurezza, sostenibilità sociale

La proposta di legge depositata in Cassazione comprende 20 articoli. Il testo considera diverse forme di partecipazione dei lavoratori, da quella per il consiglio di sorveglianza sino a commissioni paritetiche per i piani di miglioramento e di innovazione dei prodotti. Sono comprese regole per la partecipazione gestionale, economico-finanziaria, organizzativa, consultiva, per la formazione.

Ha detto Sbarra:

“Non c’è sentiero migliore per innalzare i livelli qualitativi e quantitativi di formazione, per elevare l’innovazione di processo e prodotto, per proteggere i piccoli azionisti-lavoratori e orientare sull’economia reale gli investimenti privati. Relazioni pienamente partecipative contribuiscono poi all’aumento dei livelli di salute e la sicurezza nelle aziende, garantendo monitoraggio e vigilanza sul rispetto delle leggi e delle regole”.

Leggi la proposta di legge “Partecipazione al lavoro”:

La Partecipazione al Lavoro

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17 Apr
By: Claudia Silivestro 0

Sbarra interviene sul Def: impianto insufficiente

L’unica nota positiva è l’investimento per ridurre il cuneo fiscale, ha detto il segretario generale, ma la riforma previdenziale è ferma

Sbarra interviene sul Def, il Documento di economia e finanza approvato martedì 11 aprile dal Consiglio dei ministri. Per il segretario generale Cisl l’unica nota positiva è un investimento di tre miliardi per ridurre il cuneo fiscale, ma il testo appare un impianto “insufficiente” nei confronti dei problemi oggi più delicati e, tra questi, un punto debole è la riforma delle pensioni.

Conquiste del Lavoro osserva che “se già con la legge di Bilancio l’esecutivo aveva deciso che, per far fronte all’inflazione, il valore delle pensioni sarebbe aumentato dal 2023 in poi, ma con percentuali diverse a seconda dell’importo, ora con i numeri dolorosi del Def non sarà possibile mettere mano al comparto previdenza”.

Corriere della sera ricorda che nel Def i margini di manovra appaiono, in effetti, limitati e che il Prodotto interno lordo dovrebbe crescere dell’1 per cento nel 2023, mentre per il 2024 le previsioni sono state corrette al ribasso, passando dall’1,9 per cento all’1,5 per cento.
Di fronte a questo scenario, è chiara la preoccupazione dei sindacati.

Come aveva già ricordato Ignazio Ganga, nella nota del 13 aprile, per Sbarra è necessario riformare la legge Fornero e negoziare misure di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro. La richiesta è quella di riattivare il tavolo di confronto fermo dal 13 febbraio:

“Bisogna intervenire subito sulla previdenza: i lavoratori e i pensionati non possono più aspettare. Flessibilità, opzione donna, giovani, sostegno a chi svolge il lavoro gravoso, previdenza complementare e tutela del potere di acquisto delle pensioni sono le priorità della Cisl.”

Cgil, Cisl e Uil ribadiscono intanto l’appuntamento con la mobilitazione decisa con le tre assemblee interregionali a Bologna, Milano e a Napoli.

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Noverasco unitario 13 Apr
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Incidente sul lavoro a Noverasco: comunicato unitario

Fai Cisl Milano Metropoli, Flai Cgil Milano e Uila Uil Milano: non si può e non si deve morire sul lavoro

L’incidente sul lavoro avvenuto a Noverasco, presso il Golf Club Le Rovedine, mercoledì 12 aprile, ha richiamato l’attenzione dei media per la sconcertante dinamica dell’accaduto. Due operai sono morti, un terzo è stato ricoverato in Codice rosso, dopo che la piattaforma sulla quale stavano lavorando è ceduta, provocando una caduta dall’altezza di 15 metri.
Fai Cisl Milano Metropoli, Flai Cgil Milano e Uila Uil Milano hanno divulgato il giorno stesso un comunicato stampa unitario dal titolo “Non si può, non si deve morire sul lavoro”, richiamando l’attenzione su un tema divenuto oramai urgente, per Milano, per la Lombardia e per il territorio nazionale, dato che, in media, si registrano da 1 a 3 incidenti mortali al giorno.

Incidente sul lavoro a Noverasco: necessaria più attenzione alla sicurezza

I sindacati ricordano che sull’incidente di Noverasco siano ancora da accertare cause e responsabilità e che saranno magistratura e organi competenti a ricostruire l’accaduto. La domanda a cui rispondere, si legge nel comunicato, è

“Come può un cestello di piattaforma impiantato per operazioni di potatura ad alto fusto staccarsi e cedere, schiantandosi a terra dopo un volo di 15 metri? (…) C’erano tutte le condizioni adeguate per poter svolgere un’attività così delicata?”.

Fai Cisl Milano Metropoli, Flai Cgil Milano e Uila Uil ricordano che la manutenzione del verde per il territorio di Milano è un settore di lavoro fondamentale. La richiesta, ancora una volta, è di considerare la sicurezza la priorità delle priorità del mercato sul lavoro:

“È necessario che tutti i soggetti coinvolti (i Comuni, la Città Metropolitana, Inail, ITL) adottino misure molto più stringenti per una valutazione dei rischi specifici e connessi a questi lavori”.

Leggi il comunicato integrale

Noverasco_ComunicatoUnitario

Per approfondire:

https://www.rainews.it/articoli/2022/10/incidenti-sul-lavoro-in-8-mesi-677-vittime-quasi-3-al-giorno-574de404-c584-4a8a-b2ba-2a4f996a2522.html

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Superbonus 01 Mar
By: Claudia Silivestro 0

Superbonus e blocco della cessione dei crediti: la posizione Cisl

L’audizione del 27 febbraio presso la VI Commissione Finanze della Camera dei deputati

Le recenti misure del governo su superbonus e cessione dei crediti sono stati l’argomento dell’audizione Cisl del 27 febbraio, presso la VI Commissione Finanze della Camera dei deputati. Si è parlato del disegno di legge C.889, di conversione in legge del decreto legge n. 11 del 2023, che cambia in modo radicale le condizioni per accedere agli incentivi per la ristrutturazione di abitazioni per il risparmio energetico.
Le detrazioni fiscali, così rinnovate, sono condizionate alla capienza delle dichiarazioni fiscali dei committenti e delle tasse dovute all’erario che, per la stragrande parte dei contribuenti, risultano inferiori rispetto alle rate annuali delle detrazioni maturate.
L’impatto della norma sul mercato dell’edilizia saranno consistenti. Secondo gli operatori del settore, le conseguenze della crescita eccezionale dei prezzi e delle decisioni governative per contenere gli effetti dei bonus sul debito pubblico (stimate dal Ministro Giancarlo Giorgetti in circa 110 miliardi di euro) genereranno un clima di incertezza che si accompagnerà agli impedimenti di fatto, che potrebbe mettere a rischio decine di migliaia di imprese, con potenziale perdita di 150mila posti di lavoro.

Dichiara la Cisl:

“Concludendo, riteniamo che la complessità della situazione necessiti di rientrare in un sistema finanziariamente sostenibile, onde evitare direttamente ed indirettamente, un’ecatombe tra le imprese edili, quelle dell’indotto, le famiglie, le banche e gli acquirenti dei crediti (tra cui anche molti enti pubblici) favorendo un domino di insolvenze che potrebbe riportare alla memoria, in chiave nostrana, l’esplosione della bolla dei sub-prime del 2008. A questo scopo ci sembra urgente e necessaria l’apertura di un tavolo tecnico presso il ministero, a cui far partecipare le parti sociali, sindacati e associazioni di categoria, le rappresentanze degli amministratori condominiali, l’agenzia delle entrate e l’Abi, allo scopo di far chiarezza sulla situazione effettiva e articolare le proposte necessarie a risolvere le principali criticità”.

(Foto di Hans by Pixabay)

Leggi l’articolo sul sito Cisl e consulta il testo integrale dell’audizione a questo link:

https://www.cisl.it/notizie/in-evidenza/gestione-dei-crediti-audizione-cisl-alla-camera/

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21 Feb
By: Claudia Silivestro 0

Reddito di cittadinanza e povertà, che cosa ha detto il Consiglio europeo

Il 30 gennaio il Consiglio europeo raccomandava attenzione alle politiche contro povertà ed esclusione sociale, anche attraverso un “reddito minimo”

Se il reddito di cittadinanza, in Italia, è stato spesso oggetto di controversie, il problema che solleva, cioè la lotta contro la povertà e il sostegno alle fasce più deboli, è al centro delle attenzioni anche a livello europeo. Una raccomandazione del 30 gennaio scorso del Consiglio europeo invitava gli stati membri a

“promuovere un adeguato sostegno al reddito mediante un reddito minimo, un accesso effettivo ai servizi abilitanti ed essenziali per le persone che non dispongono di risorse sufficienti e favorendo l’integrazione nel mercato del lavoro di chi può lavorare”.

La nota indica con chiarezza l’intento del Consiglio di invito a rafforzare reti di sicurezza sociale; il comunicato stampa ricorda che il reddito minimo ha “un ruolo chiave per uscire dalla povertà e dall’esclusione”.

Reddito di cittadinanza: l’Ue chiede metodi trasparenti per l’attribuzione

Nel comunicato stampa, del 30 gennaio, si legge anche che il Consiglio europeo raccomanda di fissare il livello del reddito minimo mediante una “metodologia trasparente e solida”, conforme al diritto nazionale, considerando le fonti di reddito complessive, le esigenze specifiche e le situazioni di svantaggio delle famiglie, il potere d’acquisto e l’aumento dei prezzi.

In questi ultimi giorni i media hanno dato notizia di un’ulteriore osservazione che concerne, questa volta, il reddito di cittadinanza così come è stato definito in Italia. Secondo la Commissione europea, la normativa che inserisce, tra i requisiti per chiedere il reddito di cittadinanza, la residenza in Italia da almeno dieci anni non sarebbe in linea con il diritto europeo in materia di libera circolazione dei lavoratori e dei cittadini.

Per approfondire:

“La raccomandazione Ue per un adeguato reddito minimo” Secondo Welfare

Il comunicato stampa del Consiglio europeo del 30 gennaio

L’articolo del Corriere della sera sul reddito di cittadinanza e le osservazioni della Commissione europea 

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salute e sicurezza sul lavoro 13 Gen
By: Claudia Silivestro 0

Salute e sicurezza sul lavoro: primo incontro con il governo il 12 gennaio

Per la Cisl positiva la volontà di mettere in calendario incontri tematici dal prossimo 26 gennaio

Di salute e sicurezza sul lavoro si è parlato ieri, giovedì 12 gennaio, nel primo incontro del tavolo dedicato tra i sindacati confederali, Inail, Ispettorato Nazionale del Lavoro, associazioni datoriali e Marina Elvira Calderone, ministro del Lavoro, Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione, Orazio Schillaci, ministro della Salute, Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica Amministrazione, Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e la Ricerca.

Come ha sottolineato Giorgio Graziani, segretario confederale della Cisl, la disponibilità al dialogo del governo è un segnale positivo, tanto più che sono stati messi in calendario una serie di incontri tematici sul tema, a cominciare dal prossimo 26 gennaio. Tante i soggetti convocati, tanto che la Cisl ha ricordato l’importanza di dare concretezza al tavolo e, nelle parole di Giorgio Graziani,

“Quel che è certo è che dobbiamo passare dalle parole ai fatti. È su questo, infatti, che giudicheremo l’azione del governo. A tale proposito il ministro Calderone ha dichiarato che nei prossimi giorni invierà ulteriori proposte di merito e di calendarizzazione di incontri specifici sui vari temi da trattare”.

La Cisl aveva già definito una serie di punti da cui partire per migliorare la sicurezza sul lavoro, a cominciare dal sistema sanzionatorio, ma passando anche da controlli e vigilanza più stretti e dalla formazione.

Per approfondire:

https://www.cisl.it/notizie/in-evidenza/sicurezza-sul-lavoro-graziani-dobbiamo-passare-dalle-parole-ai-fatti/

https://www.lavoro.gov.it/priorita/Pagine/Alleanza-per-la-sicurezza-sul-lavoro.aspx 

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