Category: Economia della famiglia

mercato tutelato 18 Dic
By: Claudia Silivestro 0

Il mercato tutelato per luce e gas finisce con il 2024

Nel vademecum di Adiconsum, i primi consigli per sapere come muoversi con le bollette

Il mercato tutelato dell’energia finirà dal 2024. Dall’anno prossimo tutti i cittadini, anche quelli che finora sono rimasti nel regime cosiddetto di tutela, passeranno al mercato libero. La scadenza è imminente per il gas: le nuove regole avranno inizio dal 10 gennaio. Per l’energia elettrica la fine del mercato tutelato era stata fissata il primo aprile, ma è stata poi prorogata al primo luglio.

Cosa sapere sul mercato tutelato? In primis, chi non sa o non si ricorda in quale regime tariffario si trova, può leggere una delle sue ultime bollette e verificare l’intestazione in alto a destra, vicino al nome del gestore.

In secondo luogo, è bene sapere che a cambiare sarà il tariffario delle bollette di gas e luce, perché cambia il sistema che lo definisce. Non c’è pericolo di restare senza energia: tutti i gestori assicureranno comunque il servizio, anche se l’utente non farà nulla.
Le modalità del nuovo mercato saranno differenziate e prevedono un periodo di transizione.

Il mercato tutelato finisce: i clienti vulnerabili

Alcune fasce di utenti non saranno coinvolte nel passaggio al mercato libero. Sono i clienti definiti “vulnerabili”: gli over 75, chi utilizza apparecchiature medico-terapeutiche salvavita, chi è basso reddito, i disabili, chi vive nelle isole minori. Le normative di riferimento sono la legge n.124/2017, art. 1, comma 75 e, per la disabilità, la 104/1992, art.3. Per queste categorie, sulle bollette non cambia nulla rispetto al passato.

Per tutti gli altri, alla fine del mercato tutelato sono possibili due strade:

  1. l’utente sceglie in modo esplicito una tariffa, del gestore precedente o di un altro
  2. se l’utente non compie una scelta, gli viene applicata un’offerta per così dire “d’ufficio”, a condizioni definite dall’Arera.

Per il gas, si tratterà dell’offerta PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela) che obbliga tutti i venditori ad avere proposte a prezzi (fissi o variabili) determinati liberamente con condizioni contrattuali decise dall’Arera.
Per la luce, la tariffa sarà quella dell’Offerta STG (Servizio Tutele Graduali) dell’operatore selezionato tramite aste dall’Arera. In questo caso i prezzi (fissi o variabili) saranno determinati liberamente dal fornitore con condizioni contrattuali decise dall’Autorità. Tale servizio avrà durata di 3 anni.

Per approfondire:

Energia: rinviata al 1° luglio l’attivazione del Servizio a Tutele Graduali per i clienti non vulnerabili

https://www.adiconsum.it/luce-e-gas-cosa-cambia-nel-2024-vademecum-adiconsum-per-i-consumatori/

https://www.altroconsumo.it/casa-energia/elettricita-e-gas/news/mercato-libero#:~:text=Ecco%20tutte%20le%20novit%C3%A0%20e%20i,il%20nuovo%20decreto%20del%20Governo

Articolo aggiornato al 21 dicembre 2023

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30 Ott
By: Claudia Silivestro 0

In Italia nascono più bambini quando i nonni sono in pensione

Nei paesi mediterranei, la probabilità che le famiglie decidano di avere un figlio aumenta quando uno dei nonni si ritira dal lavoro

In Italia nascono più bambini quando c’è un sistema di welfare che aiuta le famiglie. Questo sistema, però, si poggia in gran parte sui nonni, come testimonia un documento di Bankitalia, analizzato da Fnp Cisl nazionale. Che i nonni siano un welfare importante nel nostro Paese è risaputo, ma il working paper “Parental retirement and fertility decisions across family policy regimes” dice qualcosa di più. Nei paesi mediterranei, la probabilità della nascita di un nipote aumenta statisticamente dopo due anni dal ritiro del lavoro di almeno uno dei nonni. La probabilità cresce soprattutto se i nonni sono in salute e se abitano vicino ai figli. L’incidenza dell’età della pensione sul tasso di natalità, invece, è un fenomeno irrilevante nei paesi nordici, dove le famiglie possono contare su politiche e servizi per l’infanzia più forti.
Semplificando, gli italiani sono più propensi ad avere dei figli quando i nonni sono in pensione.

In Italia i servizi per l’infanzia ancora poco presenti

L’analisi di Fnp Cisl nazionale, supportata dai dati sui servizi di welfare, introduce un’osservazione: alzare l’età pensionabile e trattenere per più tempo le persone al lavoro potrebbe avere un effetto boomerang sul calo demografico, già in atto, nel nostro Paese. Per controbilanciarlo servirebbero azioni di potenziamento già solide nei servizi per l’infanzia, oltre che, forse, un cambio di approccio culturale.
Per fare un confronto: la percentuale di bambini sotto i tre anni che frequentano un nido in Olanda è pari al 74,2%, in Danimarca al 69,1%, in Francia al 57,1%. L’Italia è al 33,4%, appena sopra la Grecia (32,3%) (Dati aggiornati di Eurostat).

In Italia, invece, come ricorda Fnp Cisl elaborando dati Istat:

“Almeno il 61,3% dei nonni ha un nipote non coabitante. (…) Un terzo dei nonni si prende cura dei nipoti, mentre i genitori sono al lavoro. Tre su dieci offrono il loro supporto per eventuali impegni occasionali dei figli. Nei momenti di emergenza si attiva almeno un quarto dei nonni”.

Per approfondire:

https://www.pensionati.cisl.it/articolo-2884/famiglia-i-giovani-italiani-aspettano-i-nonni-in-pensione-per-avere-figli/
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25 Ott
By: Claudia Silivestro 0

Bonus colonnine elettriche 2023: aperte le domande fino al primo novembre

La richiesta è possibile dal 19 ottobre

Il bonus colonnine elettriche 2023 è operativo dal 19 ottobre. Fino al primo novembre – o meglio, fino alle 12 del giorno 2 novembre – cittadini e condomini che hanno installato le colonnine per ricarica di un’auto elettrica possono chiedere un rimborso pari all’80 per cento della spesa. Per i privati, il tetto massimo è di 1500 euro, mentre per i condomini si arriva a 8000 euro.

Per il bonus colonnine elettriche 2023, lo stanziamento previsto è di 40 milioni di euro. L’incentivo, che mira a premiare chi sceglie la transizione ecologica sul mezzo di trasporto più amato dagli italiani, l’automobile, aveva già visto un bonus analogo nel 2022, con un analogo finanziamento di 40 milioni.

La condizione per chiedere il bonus è il periodo in cui sono state acquistate le colonnine: per questa tranche, vale l’installazione nel periodo dal 4 ottobre al 31 dicembre 2022.

Il bonus, infatti, dovrebbe essere presente anche nel 2024, ma il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fatto presente che i termini di apertura e chiusura per le domande relative alle installazioni effettuate nel 2023 saranno comunicati in seguito.

Per presentare la domanda è necessario autenticarsi con Spid o con Carta d’identità elettronica o con Carta nazionale dei servizi; si deve, inoltre, essere dotati di Pec, posta elettronica certificata.

Per approfondire:

https://www.adiconsum.it/bonus-colonnine-di-ricarica-auto-elettriche-dal-19-ottobre-domanda-sulla-piattaforma-di-invitalia/

https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/bonus-colonnine-domestiche

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Caro spesa consumatori 09 Ott
By: Claudia Silivestro 0

Trimestre anti-inflazione: la posizione di Adiconsum

Il comunicato del 5 ottobre: l’iniziativa dei prezzi bloccati è positiva, ma resta un provvedimento anti spot

Il trimestre anti-inflazione è il periodo, dal primo ottobre sino alla fine dell’anno, durante il quale alcune industrie e alcuni supermercati possono impegnarsi a tenere i prezzi bloccati. Il provvedimento è stato firmato il 28 settembre e, stando alla nota del governo, hanno firmato 32 associazioni della filiera, dalla produzione alla distribuzione. Il 5 ottobre Adiconsum ha comunicato la sua posizione rispetto alla misura che è positiva, almeno nella finalità di venire incontro alle famiglie contro il carovita, ma ha alcuni limiti.
Adiconsum osserva che il trimestre anti-inflazione è una soluzione spot e non di carattere strutturale.

Si legge nel comunicato stampa:

“Tra le “pecche” il fatto che l’impegno per le aziende non è vincolante, ma su base volontaria, e che il pacchetto dei prodotti, alimentari e non alimentari di prima necessità, prodotti per l’infanzia e la cura della persona, esclusi gli alcolici, è scelto liberamente dalle imprese distributrici. (…)

Ma soprattutto Adiconsum evidenzia mancate risposte alle proposte che da mesi diffonde con i suoi comunicati stampa, che sono sinteticamente due: l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder che assuma soluzioni condivise e un’estensione del ruolo e delle potenzialità di Mr. Prezzi fino al livello provinciale”.

Insieme ad altre associazioni dei consumatori, Adiconsum ha condiviso un pacchetto di proposte contro il caro vita, consegnate al Ministro Urso durante il CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti) del 4 ottobre scorso.

Leggi il comunicato stampa integrale

https://www.adiconsum.it/comunicati-stampa/trimestre-anti-inflazione-per-adiconsum-serve-di-piu/

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povertà in Italia 19 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Povertà in Italia: i dati Istat degli anni 2021 e 2022

In leggero miglioramento rispetto al 2021, ma con fasce di popolazione a rischio povertà e deprivazione sociale

La povertà in Italia è stata analizzata dal report Istat diffuso il 14 giugno dal titolo “Condizioni di vita e reddito delle famiglie: anni 2021-2022”. Alcuni numeri sono positivi, come la percentuale di persone a rischio di povertà o esclusione sociale, che è il 24 per cento nel 2022 ed era poco di più, il 25,2 per cento nel 2021. Il 2021 è stato l’anno della ripresa dopo il fermo di molte attività economiche a causa del Covid e un primo segnale si è fatto sentire nella crescita del reddito medio delle famiglie e nella riduzione delle famiglie in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale (4,5 per cento rispetto al 5,9 per cento del 2021). Tuttavia la popolazione a rischio povertà è stabile ed è attorno al 20 per cento.

Per il resto, il report racconta un’Italia che conosciamo da tempo, con l’aumento del rischio di povertà o esclusione sociale in Puglia, Sardegna e Calabria; un miglioramento delle condizioni di vita al Nord.

Povertà in Italia: chi sta peggio

Nel 2021 si stima che le famiglie residenti in Italia abbiano percepito un reddito netto pari in media a 33.798 euro, ossia 2.817 euro al mese. Fra le situazioni più fragili, le persone con occupazioni precarie o autonome, ad esempio, ma anche i lavoratori dipendenti, mentre il rischio di povertà non cambia per chi può contare sul reddito da pensioni e/o trasferimenti pubblici.
Un altro dato da ricordare: gli anziani che vivono soli, nel 50 per cento dei casi, non superano la soglia di 15.948 euro (1.329 euro mensili).
Il rischio di povertà o esclusione sociale si riduce per le persone sole in età da lavoro con meno di 65 anni (29,5 per cento rispetto al 34,1 per cento del 2021) mentre peggiora per le coppie senza figli con persona di riferimento ultra 65enne (15,9 per cento e 12,8 per cento nel 2021).

Il comunicato Istat, nelle pagine conclusive, osserva che, senza le misure straordinarie di sostegno al reddito, come il reddito di cittadinanza e le altre forme di bonus definite nel 2020, i redditi delle famiglie si sarebbero ridotti molto di più, con percentuali che vanno dal 2 al 6 per cento.

Per approfondire:

https://www.istat.it/it/files//2023/06/REPORT-REDDITO-CONDIZIONI-DI-VITA2022.pdf 

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carovita alimentare 13 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Per il reddito alimentare è stato approvato il decreto

Annunciato con la legge di bilancio a inizio anno, il progetto sperimentale potrebbe partire in alcuni comuni capoluogo delle città metropolitane

Il reddito alimentare era stato previsto dalla legge di bilancio 2023, per dare un’ulteriore forma di contributo alle famiglie con maggiori difficoltà economiche. Il progetto sembra ora più vicino con l’approvazione del decreto n.78 del 26 maggio 2023: seguiranno il controllo degli organi competenti, la pubblicazione sul sito internet del Ministero, l’avviso in Gazzetta Ufficiale e i quindici giorni di rito.
Il reddito alimentare è definito in via sperimentale, per un periodo di tre anni, e potrà contare su un finanziamento di 1,5 milioni di euro nel 2023 e 2 milioni annui dal 2024.

La formula non è nuova agli enti che si occupano di interventi contro la povertà: si tratta di distribuire, gratuitamente, i prodotti in eccedenza dei supermercati, perché invenduti o prossimi alla scadenza. Il decreto menziona la possibilità di realizzare un’applicazione per smartphone rivolta agli utenti.

La prima sperimentazione si svolgerà in alcuni comuni capoluogo della città metropolitane, che saranno definiti dopo una conferenza unificata. Saranno i servizi sociali degli enti locali, insieme alle organizzazioni del terzo settore, a scegliere i beneficiari: gli stessi che ricevono gli aiuti del programma Fead, Fondo di aiuti europei agli indigenti, oppure altre famiglie in stato di bisogno.

Per approfondire:

https://www.lavoro.gov.it/stampa-e-media/Comunicati/Pagine/Reddito-alimentare-firmato-il-decreto-attuativo.aspx

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Caro spesa consumatori 02 Giu
By: Claudia Silivestro 0

Carta risparmio spesa: che cos’è e a chi è destinata

Il voucher di 382,5 euro sarà attivo a luglio per una rosa di cittadini scelti dai Comuni

La carta risparmio spesa è una nuova formula di contrasto alla povertà annunciata dal governo Meloni e attiva, secondo le previsioni, dal prossimo luglio. Sarà un buono di 382,5 euro, che si potrà spendere solo in beni di prima necessità, e sarà riservato a una rosa selezionata di famiglie, con un reddito Isee non superiore ai 15 mila euro. A differenza di altri bonus, per la carta risparmio spesa non serve fare domanda: saranno i Comuni a scegliere i destinatari, sulla base del fondo statale a loro dipartito, in sinergia con le comunicazioni Inps e con le informazioni anagrafiche.

Il governo ha stanziato un fondo di 500 milioni di euro per questo intervento. Una prima stima indica che i beneficiari potrebbero essere circa 1,3 milioni di famiglie.

Carta risparmio spesa: chi potrebbe riceverla

Per decidere a chi assegnare la carta risparmio spesa i Comuni avranno alcuni criteri di priorità. Tra questi:

• nuclei familiari, composti da non meno di tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2009, priorità è data ai nuclei con indicatore Isee più basso;
• nuclei familiari, composti da non meno di tre componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2005, priorità è data ai nuclei con indicatore Isee più basso;
• nuclei familiari composti da non meno di tre componenti, priorità è data ai nuclei con indicatore Isee più basso.

I cittadini che già ricevono il reddito di cittadinanza, il reddito di inclusione, la Naspi o varie forme di sostegno alla povertà sono esclusi dal beneficio.
Le carte, nominative, saranno operative a partire da luglio e potranno essere ritirate dai beneficiari dei contributi presso gli uffici postali abilitati al servizio. Il primo pagamento dovrà essere effettuato entro il 15 settembre 2023, pena la decadenza del beneficio.

Per altri dettagli:

https://www.pensionati.cisl.it/articolo-2712/poverta-in-arrivo-la-carta-risparmio-spesa-per-13-milioni-di-famiglie/ 

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07 Apr
By: Staff 0

Bonus 2023: la guida Fnp alle agevolazioni

C’è ancora tempo per chiedere, ad esempio, il bonus vista o il bonus barriere architettoniche

I bonus 2023 messi a disposizione dall’ultima legge di bilancio sono numerosi e vanno dalle agevolazioni economiche che già conosciamo per le bollette di luce, gas e acqua sino a nuove formule. La Fnp ha redatto una guida delle opportunità oggi presenti in base alla normativa, con alcune indicazioni utili come i tempi di scadenza per fare domanda, i requisiti di reddito e così via.
L’articolo completo con la lista dei bonus 2023 si trova sul sito Fnp Cisl Lombardia e sul sito nazionale Fnp Cisl.

Tra le opzioni meno conosciute ci sono il bonus vista, un contributo di 50 euro per l’acquisto di occhiali da vista o di lenti a contatto correttive, e il bonus pellet, che stabilisce una riduzione dell’aliquota Iva dal 22% al 10% sugli acquisti di pellet.

Bonus 2023: c’è quello sulle barriere architettoniche

Fra i bonus 2023, per i quali c’è ancora tempo per fare richiesta, figura il bonus barriere architettoniche. Si tratta di una serie di agevolazioni rivolte a chi fa interventi per superare ed eliminare barriere architettoniche negli edifici. Il bonus si può chiedere fino al 31 dicembre 2025 ed è pari al 75% delle spese sostenute fino a un importo massimo variabile a seconda dell’edificio su cui sono eseguiti i lavori.
Sono stati prorogati il bonus psicologo e il bonus per il decoder.

Per la guida completa:

https://www.pensionati.cisl.it/articolo-2626/guida-ai-bonus-2023-le-agevolazioni-utili-per-i-pensionati-e-le-famiglie/

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Prestito vitalizio ipotecario 09 Mar
By: Staff 0

Prestito vitalizio ipotecario: un’opzione in più per gli over 60

La formula per un finanziamento di medio lungo termine è destinata a chi è proprietario di una casa. I consigli della Fnp Cisl

Il prestito vitalizio ipotecario è una possibilità data agli ultrasessantenni che hanno bisogno di liquidità e sono proprietari di un immobile. Fnp Cisl nazionale, nella sua rubrica on line Pillole di diritto, ha pubblicato un articolo su questa formula che va considerata con attenzione, come tutte le opzioni che riguardano i prestiti, ma che può venire in aiuto in alcuni casi specifici.

Il prestito vitalizio ipotecario viene concesso a persone di età superiore a 60 anni compiuti. Il finanziamento è basato sull’iscrizione di un’ipoteca sulla casa di proprietà: l’anziano non è costretto a vendere la propria abitazione, può continuare a viverci rimborsando la somma pattuita secondo quanto previsto dal contratto.
Indicativamente, può essere richiesto un finanziamento compreso tra il 15% (per i sessantenni) e il 50% del valore dell’immobile (per i novantenni).

Fnp Cisl consiglia di esaminare con cura i dettagli del prestito vitalizio ipotecario prima di sottoscriverlo,  “proprio in ragione della categoria di soggetti non più giovanissimi cui si rivolge, per i quali le banche inevitabilmente aumentano la richiesta di garanzie e condizioni”.
Gli approfondimenti pubblicati sono utili a comprendere che cos’è un’ipoteca, che cos’è il prestito vitalizio ipotecario e come funziona.

Foto di Paul McGowan da Pixabay

Vai all’articolo della Fnp Cisl nazionale

https://www.pensionati.cisl.it/articolo-2600/pillole-di-diritto-prestito-vitalizio-ipotecario-una-soluzione-poco-conosciuta/

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caro benzina 23 Gen
By: Claudia Silivestro 0

Caro benzina: a che punto siamo

Le associazioni dei consumatori avevano incontrato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Passi avanti, mentre lo sciopero dei benzinai è confermato

Il caro benzina resta un tema caldo per la cronaca politica italiana. Sull’aumento dei prezzi dei carburanti e sul conseguente incremento dei prezzi in quasi tutti i i beni di consumo si è svolto alcuni giorni fa, il 13 gennaio, un incontro tra le associazioni consumatori del Consiglio nazionale consumatori e utenti, fra cui Adiconsum, e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Le associazioni avevano chiesto, tra l’altro, di ridurre il carico delle accise, di disaccoppiare l’Iva dalle accise, di potenziare le attività di controllo sulle speculazioni.

Nella nota pubblicata il 16 gennaio, Adiconsum ha considerato positivamente la convocazione dell’incontro da parte del governo.

Caro benzina: un’applicazione per l’Osservatorio prezzi

Adiconsum ha sottolineato, tra i risultati dell’incontro, la partecipazione delle associazioni dei consumatori agli Osservatori territoriali per l’attività di monitoraggio e di segnalazione, la convocazione mensile del Consiglio nazionale consumatori e utenti), la trasformazione del servizio dell’Osservatorio prezzi del sito del ministero delle Imprese e del Made in Italy in un’App disponibile per tutti.

La notizia di agenzia Ansa di oggi, lunedì 23 gennaio, ricorda l’annunciata “App gratuita che verrà creata per permettere ai cittadini di individuare nella loro area la pompa di benzina più conveniente” ma conferma che lo sciopero dei benzinai del 25 e 26 gennaio è confermato.

Per approfondire:

https://www.mise.gov.it/it/notizie-stampa/cncu-al-mimit-riunione-su-prezzi-carburante-con-consumatori

https://www.adiconsum.it/caro-carburanti-e-caro-prezzi-adiconsum-incontra-il-ministro-urso-ecco-come-andata/

https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/attualita/2023/01/22/benzinai-sciopero-confermato-il-25-26-gennaio_7edf6ee9-07dd-44c9-b50f-cf3658c4df2a.html

 

Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

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