Category: Coordinamento Politiche di Genere

03 Mar
By: Claudia Silivestro 0

7 marzo 2023, in via Tadino per parlare di alleanze tra uomini e donne

In occasione della giornata internazionale della donna, un incontro con Alessandra Tarabochia, Giuliana Fantoni, Gianluigi Forti, Giulia Lami

L’incontro del 7 marzo prossimo, in occasione della Giornata internazionale della donna, organizzato dal Coordinamento politiche di genere della Fnp a Milano, in via Tadino, parlerà di alleanze. Alleanze tra uomini e donne, sodalizi intellettuali, progetti di vita, condivisione di valori e battaglie che hanno dato luogo a risultati importanti, nella scienza, nella cultura, nella politica. È da una prospettiva originale che il coordinamento della Federazione dei pensionati Cisl milanese ha scelto di ricordare, in prossimità dell’8 marzo, i valori della parità di genere, a partire da un libro: a cura di Alessandra Tarabochia, titola “Alleanze. Storie di uomini e donne che hanno sparso semi di luce” – edizioni Prometheus – e raccoglie testi di Giuliana Fantoni, Gianluigi Forti, Giulia Lami, Giovanna Carocci, Maria Luisa Eguez, Maria Fratelli, Luciana Migliore, Daniela Notarfonso, Alessandro Pontremoli, Piercarlo Sacco e Giancarlo Zappoli.

7 marzo 2023 per parlare di parità di genere

A partire dalle 9.30 del mattino, Gabriella Tonello, segretaria generale Fnp Cisl Milano Metropoli e Ester Balconi, responsabile del Coordinamento politiche di genere della Fnp, dialogheranno con la curatrice del libro e con alcuni tra gli autori e le autrici, ricordando, tra le altre, le storie di Anna Kuliscioff e Filippo Turati, Eva Mameli e Mario Calvino, Pierre e Marie Curie.
“Vogliamo presentare coppie, uomini e donne, che hanno collaborato insieme alla pari per realizzare delle eccellenze che hanno migliorato la società tutta”, spiega Ester Balconi. Con lei saranno in via Tadino Alessandra Tarabochia, Giuliana Fantoni, studiosa di storia medievale, Gianluigi Forti, matematico, Giulia Lami, storica.

L’incontro si potrà seguire anche on line al link:

https://meet.goto.com/704529605

Consulta il volantino

Fnp_8 _marzo_2023

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20 Feb
By: Staff 0

Fibromialgia malattia di genere? L’incontro del 24 febbraio a Legnano

A palazzo Leone da Perego, a cura della Fnp e del coordinamento Politiche di Genere, con PierCarlo Sarzi Puttini, presidente di Aisf

La fibromialgia è una malattia di genere? Che cos’è la fibriomialgia, perché ne sono affette soprattutto le donne e quali sono le cure più efficaci oggi? Sono questi i temi di cui si parlerà venerdì prossimo, il 24 febbraio, a Legnano, a palazzo Leone da Perego, a partire dalle 15.
La Fnp locale e il coordinamento Politiche di Genere, con il patrocinio del Comune di Legnano, organizzano un incontro con PierCarlo Sarzi Puttini, presidente di Aisf, Associazione italiana sindrome fibromialgica, Giusy Fabio, vicepresidente Aisf, Paolo Crimeni di Inas Cisl.

Fibromialgia: come convivere con la malattia

Della sindrome fibromialgica si spiegheranno i sintomi, le opzioni terapeutiche oggi consigliate dalla ricerca medico-scientifica, ma anche altri aspetti legati alla vita quotidiana: come conciliare la malattia con la vita professionale, come chiedere condizioni di lavoro adattate al proprio stato di salute, come chiedere, nei casi più gravi, certificati di invalidità per fibromialgia.

L’incontro di Legnano segue idealmente l’appuntamento che Fnp e coordinamento Politiche di Genere avevano organizzato nel novembre 2022 a Milano, in via Tadino, con un grande riscontro di pubblico.

Leggi il volantino

Legnano_Fibriomialgia

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Donna - Foto di Prince Akachi 12 Feb
By: Staff 0

Contro le mutilazioni genitali femminili e non solo il 6 febbraio

Il 6 febbraio si è svolta la Giornata contro le mutilazioni genitali femminili e Eva Santangelo, coordinatrice del Coordinamento politiche di genere nazionale, ha scritto la riflessione che riportiamo.

Le mutilazioni genitali (MGF) costituiscono una violazione dei diritti umani a danno di milioni di donne e bambine in tutto il mondo. È violazione del diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale, del diritto alla salute fisica e mentale, all’integrità fisica a non subire violenza ed essere sottoposti a trattamenti disumani e degradanti. Tutti diritti solennemente proclamati in Corti Internazionali e Sovrannazionali.

Le MGF sono presenti sia nelle aree rurali che urbane in paesi africani e del medio Oriente e fra popolazioni immigrate nei paesi occidentali. Questo fenomeno, che non ci appartiene culturalmente, non è lontano da noi perché riguarda donne che vivono accanto a noi, con cui andiamo a scuola, cresciamo, lavoriamo e incrociamo ogni giorno per la strada.
Il termine mutilazione evidenzia la gravità, la pericolosità di pratiche cruenti che lasciano cicatrici fisiche ed emotive profonde, con conseguenze psico-fisiche devastanti.
Nell’origine di tali crudeltà si celano complesse motivazioni sociali e culturali, antropologicamente legate alla costruzione dell’identità di genere ed appartenenza comunitaria, come se essere nata con connotati biologici femminili non fosse sufficiente.

Mutilazioni genitali femminili. Le origini, che cosa fare per contrastarle

Le mutilazioni genitali femminili sono una tradizione tramandata dalle famiglie e dalle comunità, investite del valore di una norma sociale e regola culturale che vengono interiorizzate dalle donne e la dismissione della pratica viene percepita come una vergogna e rischio di esclusione dal gruppo d’appartenenza. Le MGF sono una componente fondamentale del matrimonio, entrando a far parte della ricchezza della sposa (brideprice) e la garanzia della purezza e dell’inviolabilità comporta un aumento della transazione economica fra le famiglie.

Nonostante l’approvazione di leggi contrastanti, difficile è la loro attuazione. Importante è il ruolo delle reti sociali che possono promuovere l’abbandono delle mutilazioni genitali femminili. Medici professionisti, organizzazioni religiose e le giovani; i medici possono sconsigliare ai colleghi di effettuare le mutilazioni a domicilio o in strutture mediche, spiegando che tali pratiche violano i codici deontologici professionali sia nazionali che internazionali; così come leader religiosi possono avere un ruolo importante nel convincere i fedeli ad opporsi; queste due categorie conferiscono una credibilità e legittimità per l’eradicazione della pratica.

Mentre le giovani possono condividere la loro dolorosa esperienza e denunciare le concezioni errate e i ruoli di genere stereotipati prevalenti nelle loro famiglie, specialmente negli istituti scolastici. Occorrono sforzi continui e coordinati di interventi internazionali, nazionali a quelli nelle comunità, riconoscendo altresì che le legislazioni, le politiche nazionali formulate dalle autorità governative non sono sufficienti per decretare la fine della pratica e che la decisione di abbandono deve scaturire dall’empowerment delle comunità, in particolare delle donne.

Eva Santangelo
Coordinatrice nazionale Politiche di Genere

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08 Feb
By: Staff 0

La violenza sulle donne lascia “cicatrici” invisibili sul Dna delle donne

Da una ricerca di Iss e Università di Milano, emergono gli effetti della violenza sul lungo periodo

La violenza fisica o psicologica subita dalle donne lascia, per tutta la vita, cicatrici più o meno visibili sui loro corpi e nella loro mente.
Da una ricerca condotta dal Dipartimento ambientale e della salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss) in collaborazione con l’Università di Milano, è emerso che la violenza lascia cicatrici invisibili, dette anche “cicatrici molecolari“, che agiscono sulla salute della donna, modificandone il sistema genetico.

In parole semplici, il Dna è la base fondamentale della nostra vita. Possiamo immaginarlo come una lunga catena, che si trova all’interno di ogni cellula del corpo umano. Al suo interno troviamo i cromosomi, che contengono tutte le informazioni genetiche che si trasmettono da un individuo all’altro. Per rendere il concetto comprensibile, si può dire che è la nostra carta d’identità, sulla quale riportiamo in dettaglio gli elementi che ci caratterizzano. È una lunga lista, che mostra, tra l’altro, come il nostro corpo sviluppa, ha sviluppato o svilupperà malattie più o meno croniche.

La violenza sulle donne ha conseguenze più importanti di quello che sembra

La ricerca del Dipartimento, che è stata pubblicata su “Healthcare”, ha messo a confronto un campione di 62 donne che avevano subito violenza rispetto a uno di 50 che non l’aveva subita.
I dati hanno dimostrato che la violenza sulle donne lascia “cicatrici molecolari”, modificando almeno tre geni legati al funzionamento della memoria, dell’apprendimento e della risposta allo stress. La cosa molto interessante della scoperta è che, riducendo il numero di questi geni “cattivi”, si può ridurre in maniera graduale lo stress post traumatico.

Le cicatrici molecolari impresse sulle donne che hanno subito violenza possono aiutarci a identificare strategie per prevenire gli effetti degli abusi, aumentare la resilienza e contrastare l’eventuale insorgenza di malattie croniche nelle donne sopravvissute alla violenza, commentano gli autori dello studio.

Articolo di Patrizia Egle Messina
Coordinatrice Politiche di Genere Fnp Cisl Città di Milano

Continua a leggere l’articolo qui:

Articolo_PatriziaMessina

Per la fonte della notizia e l’accesso allo studio integrale:

https://www.iss.it/web/guest/-/violenza-sulle-donne-lascia-cicatrici-molecolari-su-almeno-tre-geni

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24 novembre 2022 25 Nov
By: Claudia Silivestro 0

Violenza contro le donne e violenza nel mondo: incontro del 24 novembre

Nel racconto di attiviste e operatrici sociali a confronto le realtà italiane, pakistane, salvadoregne e della ex-Iugoslavia

La violenza contro le donne è il primo indicatore della violenza nel mondo. Se ne è parlato giovedì 24 novembre a Milano nell’incontro organizzato da Coordinamento Politiche di Genere di Fnp Cisl Milano Metropoli e Iscos Lombardia, grazie al confronto con Ayesha Saeed, attivista, Valeria Castillo, operatrice sociale e attivista, Tamara Cetkovic di Peace Builder Iscos, insieme a Marta Valota, direttrice Iscos Lombardia e Ester Balconi, responsabile del Coordinamento Politiche di Genere di Fnp Cisl Milano Metropoli.

Nei racconti delle attiviste è emerso il tema della discriminazione di genere, di eredità socio-culturali difficili da sradicare, ma soprattutto si è visto come guerre internazionali e civili, conflitti razziali, capovolgimenti politici hanno come prime vittime le donne.

Violenza contro le donne e violenza nel mondo

Emarginate da una cultura che, in Italia e nella maggior parte dei paesi del mondo, vive il retaggio di una radicata discriminazione verso il femminile, le donne pagano alto il prezzo delle guerre – dove gli stupri sono sempre presenti – , della miseria, dei limiti nell’accesso alla scuola e al lavoro nei regimi autoritari.

Ayesha Saeed, Valeria Castillo e Tamara Cetkovic hanno ricordato la storia dei loro paesi d’origine e le loro drammatiche esperienze di vita: in Pakistan, in un paese come El Salvador, martoriato da organizzazioni criminali, nella ex-Iugoslavia, che ancora porta i segni del conflitto degli anni Novanta. Ayesha, Valeria e Tamara sono esempi di come le donne possono ricostruire le loro vite in un contesto diverso, diventando, poi, operatrici attive per offrire aiuto ad altri e per fare cultura su questi temi.

L’incontro è stato organizzato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che ricorre oggi, 25 novembre.

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11 novembre 2022 14 Nov
By: Claudia Silivestro 0

Che cos’è la fibromialgia, quali cure. Incontro con PierCarlo Sarzi Puttini di Aisf

Se ne è parlato venerdì 11 novembre insieme a rappresentanti di Cisl Medici e Inas Cisl

Che cos’è la fibromialgia? Perché può essere considerata una malattia di genere e come si cura? A queste domande ha risposto PierCarlo Sarzi Puttini, presidente di Aisf, Associazione italiana sindrome fibromialgica, nell’incontro organizzato da Coordinamento politiche di genere di Fnp Cisl Milano Metropoli venerdì 11 novembre in via Tadino. Con Sarzi Puttini c’erano Andrea Lorenzi, Cisl Medici, Monica Savoia per Inas Cisl, Ester Balconi, Coordinamento politiche di genere di Fnp Cisl Milano Metropoli e Giusy Fabio, vicepresidente Aisf.

Grande è stata la partecipazione di pubblico per un tema così poco conosciuto e importante. Di fibromialgia soffrono almeno 2 milioni di italiani, forse di più. Nella maggior parte dei casi, sono donne e nei casi più difficili hanno dolori ai muscoli, alla schiena e allo scheletro, stanchezza cronica, in modo così acuto da condizionare la vita quotidiana.

Che cos’è la fibromialgia

La fibromialgia oggi viene definita una patologia di tipo reumatico, un disturbo della percezione del dolore che può avere molte manifestazioni. Gli studi su origini e modalità di cura sono tuttora in corso, mentre quello che si sa è che, oggi, l’approccio più efficace per affrontarla è una prospettiva di insieme, che coinvolga specialisti e pratiche differenziate. In corso è pure la richiesta per inserire la patologia nei Lea, Livelli essenziali di assistenza.

Tante le domande e le testimonianze del pubblico e molte le risposte date da Aisf, Cisl Medici e Inas Cisl, anche in relazione alle condizioni di lavoro del paziente fibromialgico, alle possibili richieste di assistenza e di welfare. La data da segnare in agenda è il 12 maggio, la Giornata mondiale della fibromialgia.

Per informazioni:

https://sindromefibromialgica.it/

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10 marzo 2022 16 Mar
By: Staff 0

Festa internazionale della donna: le testimonianze

Giovedì 10 marzo si è svolto in via Tadino l’incontro per ricordare le battaglie delle donne

La festa internazionale della donna è stata ricordata giovedì 10 marzo dalla FNP con un evento a Milano, in via Tadino. Quattro testimoni sono state chiamate a rievocare le loro esperienze nella battaglia per i diritti delle donne: Flora Bocchio, Maria Lasalandra, Luigia Cassina e Rita Pavan.
L’incontro, organizzato da Ester Balconi, responsabile del Coordinamento Donne Fnp Milano Metropoli, ha visto anche gli interventi di Liliana Chemotti, Coordinamento Donne Fnp Cisl Lombardia, Gabriella Tonello, segretario generale della FNP milanese e Alessandra Poma, Dipartimento Politiche di Genere Cisl Milano.

Festa internazionale della donna: le testimonianze

Dalle lotte nel commercio per ottenere ore pagate per l’inserimento dei figli negli asili, come ci ricorda Flora Bocchio, alla costruzione di movimenti fuori dalla fabbrica, consapevoli che i bisogni delle lavoratrici non si riducevano solo nei luoghi di lavoro, ma soprattutto nel doppio lavoro, quello per il mercato e quello per la famiglia.
E poi le lotte all’interno dell’organizzazione, dove gli spazi all’inizio erano veramente esigui, “allora ci si trovava dopo il lavoro, alla sera, il giovedì e si parlava di tutto, di noi, della famiglia dei nostri vissuti”, dice Flora. “Non erano autocoscienza, si partiva dai bisogni di ognuno con l’idea che occorreva anche lavorare su se stesse per farsi capire e trovarsi a parlare non solo del lavoro, ma anche della famiglia … erano gruppi liberi accanto alle segreterie e direzioni.”

I primi anni ‘70 sono stati anni duri. “I sindacalisti che parlavano alle lavoratrici del commercio, per la maggior parte donne, si rivolgevano usando solo il maschile …lavoratori… non si rendevano conto di chi avevano di fronte” ricorda Maria La Salandra, allora delegata del commercio.

“Il mio compito era quello di portare dentro al sindacato quello che bolliva fuori” afferma Luigia Cassina. “Oggi la situazione è diversa, il lavoro è individuale, ci sono maggiori problemi nel farci riconoscere e aggregare”.

In foto: un momento del coro alla presenza, tra gli altri, di Luciano Fontana 

 

Leggi tutte le testimonianze nell’articolo di Nadia Bertin

Iniziativa_8_marzo_2022

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Donne e pensioni 16 Feb
By: Claudia Silivestro 0

Donne e pensioni: il divario di genere continua

L’ultimo rapporto Inps, commentato nel convegno del 10 febbraio a cura dell’Università La Sapienza di Roma

Il convegno “Donne e pensioni”, organizzato il 10 febbraio dal laboratorio su diversità e disuguaglianze di genere “Minerva”, del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università La Sapienza, Roma, ha approfondito il tema delle differenze di reddito tra donne e uomini, anche dopo il periodo di lavoro. Il convegno, in un serrato incontro tra tecnici dell’Inps e sindacati, ha ricordato i dati del XX rapporto Inps del 2021, presentato alle Camere nel luglio scorso.

I dati parlano chiaro. Al 31 dicembre 2020, i pensionati italiani erano pari a 16 milioni, di cui il 7,7% uomini e l’8,3% donne. Le pensioni medie mensili delle donne (pari a 1.365) sono ben il 28% inferiori a quelle degli uomini (pari a 1.897 euro). Tra Nord e Sud poi il divario persiste sia a livello retributivo, sia nel dato pensionistico: le pensioni medie al Centro-Nord superano di poco i 1.700 euro, mentre quelle al Sud e Isole sono pari a 1.400 euro.

Donne e pensioni: una penalizzazione che viene da lontano

Come evidenziato nella relazione del presidente Inps Pasquale Tridico, il lavoro delle donne, oltre ad essere sottopagato, è anche discontinuo. Il 46% lavora part-time (18% degli uomini) spesso non per scelta reale e percepisce salari più bassi, con carriere fortemente influenzate dalla nascita dei figli. A 15 anni dalla maternità i salari lordi annuali delle madri sono di 5.700 euro inferiori rispetto alle donne senza figli e al periodo antecedente la nascita le settimane lavorate in meno all’anno sono 11. Con il sistema contributivo il problema è diventato più acuto: la pensione è strettamente legata ai contributi pagati durante la vita lavorativa e così gli ostacoli e gli svantaggi incontrati dalle donne nel corso della vita lavorativa si riflettono in pensioni meno generose.

Quali, allora, le proposte per superare il gap?

Il direttore dell’Inps, Tridico, ha evidenziato la necessità di approntare politiche di incentivazione dell’impiego femminile con sostegni attraverso sgravi contributivi mirati al rientro dopo la maternità e non solo al momento dell’assunzione.
Tutti i sindacati presenti al convegno hanno ribadito che per diminuire il gap occorre riconoscere il lavoro di cura svolto all’interno delle famiglie.

Valeria Picchio, della Cisl, sottolinea l’importanza di favorire la “buona occupazione” femminile individuando misure previdenziali e servizi sociali coerenti, poiché tra le cause della fragilità del lavoro retribuito per le donne vi è proprio la mancanza di servizi per l’infanzia e per l’assistenza degli anziani. Propone poi che

“lo sconto di 12 mesi dal periodo retributivo venga considerato anche per le pensioni anticipate e non solo per l’APE sociale”. (…)
“Servono pensioni continuative di garanzia capaci di comprendere gli anni di cura integrati ai periodi di maternità… e nei lavori usuranti vanno considerate anche le occupazioni femminili con mansioni gravose”.

Nadia Bertin

Per leggere il resoconto approfondito sul convegno, a cura di Nadia Bertin:

Donne_pensioni_16feb_2022

Per consultare i materiali del convegno:

http://www.ordineattuari.it/articoli/news/2022/2/%E2%80%9Cdonne-e-pensioni%E2%80%9D-presentazione-del-xx-rapporto-inps/

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23 novembre 2021 23 Nov
By: Claudia Silivestro 0

Voci di uomini e donne che vogliono combattere la violenza

L’evento martedì 23 nella sede milanese di via Tadino, in vista della Giornata contro la violenza sulle donne

“Voci di uomini e donne che vogliono combattere la violenza” è il titolo dell’incontro che, martedì 23 novembre, si è riunito nella sede Cisl Milano Metropoli di via Tadino.
Donne e uomini pensionate e pensionati hanno vissuto intensi momenti di riflessione sul prezzo che le donne pagano quando diventano vittime di violenza e anche su quanto possa incidere, negli affetti e nelle relazioni d’amore, il bisogno di questi uomini violenti di esercitare il loro potere sulla donna che “credono” di amare, le conseguenze delle loro rabbie, ma soprattutto delle loro paure.
Le letture delle testimonianze raccolte in “Ferite a morte” da Serena Dandini presso i Centri di aiuto hanno lasciato segni profondi di vissuti calpestati nel silenzio, nell’abbandono e nel “lo sapevano tutti, ma nessuno ha fatto nulla”.

Ad oggi sono 103 le donne in Italia uccise nel 2021, ben il 3% in più dello scorso anno. E questo avviene a tutte le età, anche nelle donne anziane dove si stima che ben 2,5 milioni di donne sono state vittime di abusi e violenze. Sono abusi e violenze caratterizzate per lo più dall’abbandono, l’incuria, la dipendenza economica quando avvengono nelle mura domestiche e dalle truffe, dai furti e dagli accanimenti sulle fragilità fisiche quando avvengono fuori casa. Il confronto con i vissuti degli uomini violenti, attraverso le testimonianze lette proprio dagli uomini presenti all’incontro, ha fatto scoprire scenari di abusi, violenze, fisiche, verbali profonde, devastanti ma utili a prendere coscienza di quanto possano danneggiare e farci male gli “amori malati”, quelli agiti nel possesso della cosa amata e non nel rispetto delle diversità e della dignità di ciascuno.

Voci di uomini e donne che vogliono combattere la violenza

Qualcosa sta cambiando: ci sono uomini che vogliono cambiare e incominciano ad inserirsi in percorsi di recupero delle violenze e delle morti che hanno provocato interrogandosi su cosa fa ammalare l’amore per le loro compagne, cosa serve per tutelare la dignità loro e di chi pensano di amare. E ci sono anche associazioni e gruppi di uomini che si aiutano l’un l’altro ad uscire dal tunnel di violenza in cui sono finiti.

Alcune testimonianze hanno evidenziato come si stanno attrezzando anche le forze dell’ordine, in rete con ospedali e centri di aiuto alle donne maltrattate, con il programma Zeus che forma gli operatori di questi servizi ad attivare servizi di ascolto e percorsi di accompagnamento al recupero dei maltrattanti, ma anche alla tutela delle donne e dei famigliari coinvolti. L’approvazione del Piano Strategico Nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023 può costituire un ulteriore passo verso il contrasto a questi fenomeni di violenza, soprattutto là dove prevede un potenziamento ed estensione delle attuali risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio.

Si annunciano misure volte ad assimilare, in quanto compatibile, la tutela delle donne che denunciano a quelle dei testimoni di giustizia, rafforzando la rete territoriale degli aiuti e l’estensione delle misure economiche, abitative e di protezione già previste nella legge n.6 del 2018 per essere accanto alle donne che sono vittime di violenza e aiutarle concretamente a uscirne.
Nel bando da 300 milioni per il ripristino e la valorizzazione dei beni sequestrati alle mafie si prevede, inoltre, un ‘punteggio aggiuntivo’, e quindi una corsia preferenziale, per i progetti volti a istituire i Centri Antiviolenza”, come ha annunciato la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna all’incontro degli assessori regionali alle Pari Opportunità, riuniti con le ministre Mariastella Gelmini e Elena Bonetti per fare il punto sul Piano Nazionale Antiviolenza.

Testo a cura di Nadia Bertin

 

Guarda il servizio di Mauro Cereda “Violenza contro le donne: sindacato, associazionismo, forze di polizia per contrastare il fenomeno”.

 

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07 Ott
By: Staff 0

Dopo il Covid la depressione: allarme della Fondazione Onda

DALL’8 AL 10 OTTOBRE SARANNO PRESENTI PRESIDI DEDICATI ALLA SALUTE MENTALE NEGLI  OSPEDALI DEL NETWORK BOLLINI ROSA 

In Italia oltre 2 persone su 10 presentano disturbi mentali gravi o moderati aggravati poi nel periodo del covid, soprattutto nelle donne concordano tutti gli ultimi studi.

L’occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale vede quest’anno l’offerta di servizi gratuiti dedicati alla salute mentale organizzati dalla  Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, dall’8 al 10 ottobre l’(H)-Open Weekend negli ospedali segnalati con bollino rosa e qualificati nella medicina di genere e dedicata alle donne

Saranno offerti gratuitamente servizi clinico-diagnostici e informativi per le donne che soffrono di ansia, depressione, schizofrenia, disturbi dell’umore e del sonno, psicosi e disturbi del comportamento alimentare

Le strutture aderenti al progetto sono presenti su tutto il territorio nazionale e anche in Lombardia presso gli ospedali con bollino rosa che potrete consultare qui.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della diagnosi precoce e favorire l’accesso alle cure, aiutando a superare pregiudizi, stigma e paure legati alle malattie psichiche.

Saranno offerti servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi alla popolazione come visite psichiatriche, counselling psicologico, test di valutazione del rischio di depressione, info point, conferenze e verrà distribuito del materiale informativo.

Con la pandemia, secondo la Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia, sono almeno 150.000 i nuovi casi stimati di depressione dovuti soltanto alla perdita di lavoro generata dalla crisi economica in corso e dalle solitudini delle persone anziane e dei soggetti più fragili.

La depressione in particolare riguarda in Italia oltre 4 milioni di persone, in un rapporto 2:1 per il genere femminile.

Ad alto rischio quindi sono soprattutto le donne: più predisposte alla depressione e più colpite nell’ambito lavorativo dal Covid-19 come ricorda Francesca Merzagora, presidente della Fondazione Onda, alla conferenza stampa di presentazione del progetto. “Questi disturbi impattano negativamente sulla qualità e sulla quantità di vita, investendone tutti gli ambiti: personale, affettivo-familiare, socio-relazionale e lavorativo. Portano spesso a isolamento e solitudine.

Per questo è importante intervenire il prima possibile: chiedere aiuto rappresenta il primo fondamentale passo per affrontare il problema. I disturbi psichici sono curabili, non tutti sono guaribili. E là dove non sia ottenibile la guarigione, possono essere adottati interventi efficaci in grado di ridurre l’intensità, la durata dei sintomi e le conseguenze”.

I servizi offerti sono consultabili sul sito: https://www.bollinirosa.it/ospedali-premiati/2020-2021 dove è possibile visualizzare l’elenco dei centri aderenti con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione. Per accedere al motore di ricerca basta cliccare sul banner “Consulta i servizi offerti” posto in Home Page.

L’iniziativa è sostenuta anche da Cittadinanzattiva, dalla Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (SINPF), della Società Italiana di Psichiatria (SIP), dalla Società Italiana di Psichiatria Geriatrica (SIPG) e Progetto Itaca ed è resa possibile anche grazie al contributo incondizionato di Janssen Italia, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson, Neomesia, Otsuka e Lundbeck.

Nadia Bertin

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